Buoni fruttiferi Postali: come funziona il nuovo buono a 6 mesi e quanto rende

Benna Cicala Benna Cicala - 06/01/2026 07:51

Buoni fruttiferi Postali: come funziona il nuovo buono a 6 mesi e quanto rende

I Buoni fruttiferi Postali tornano al centro dell’attenzione dei risparmiatori con l’arrivo di una nuova emissione pensata per chi cerca un investimento breve, sicuro e semplice da gestire. In una fase economica segnata da incertezza e prudenza, Poste Italiane ha introdotto un prodotto che si rivolge a chi desidera parcheggiare la liquidità senza esporsi alle oscillazioni dei mercati finanziari, mantenendo allo stesso tempo un rendimento certo e una tassazione agevolata.

Il nuovo buono a 6 mesi, emesso da Cassa Depositi e Prestiti e garantito dallo Stato italiano, si distingue per una struttura particolare che lo rende diverso dai tradizionali buoni postali. Durata breve, reinvestimento automatico e assenza di costi di sottoscrizione rappresentano elementi che attirano soprattutto chi vuole una gestione passiva del risparmio. Ma come funziona davvero il Buono per un Buono 6 mesi? E quando rende? Scopriamolo insieme.

Buoni fruttiferi Postali a 6 mesi: caratteristiche e modalità di sottoscrizione

Il nuovo buono fruttifero postale a 6 mesi nasce con l’obiettivo di intercettare la domanda di investimenti a brevissimo termine. La sottoscrizione avviene esclusivamente in forma dematerializzata, una scelta che elimina il rischio di smarrimento e quello legato alla prescrizione, oltre a rendere più semplice la gestione dell’investimento nel tempo.

Il Buono per buono 6 mesi, può essere acquistato presso gli uffici postali, presentando documento di identità e codice fiscale, oppure online, a condizione di essere titolari di un libretto di risparmio postale ordinario o Smart abilitato ai servizi dispositivi. La sottoscrizione digitale consente di evitare code allo sportello e di monitorare l’investimento in qualsiasi momento.

L’importo minimo richiesto è di 500 euro, con possibilità di incrementare l’investimento in multipli di 50 euro, fino a un tetto massimo di 50.000 euro per singolo intestatario. Una volta raggiunta tale soglia, non è possibile sottoscrivere ulteriori buoni della stessa tipologia, anche in caso di rimborsi parziali o totali.

La durata è fissata in 6 mesi dalla data di sottoscrizione. Alla scadenza non avviene il rimborso automatico sul conto di regolamento, poiché entra in funzione un meccanismo che rappresenta la vera novità del prodotto.

Rendimento e reinvestimento automatico: come cresce il capitale

Il rendimento del nuovo Buono per buono 6 mesi, è basato su un tasso annuo lordo dell’1,25 per cento. Il calcolo avviene secondo il criterio finanziario 30/360, utilizzato per rendere confrontabili i rendimenti annualizzati anche su strumenti di durata inferiore all’anno.

Il guadagno effettivo si realizza alla scadenza dei sei mesi, momento in cui maturano gli interessi. A differenza di altri buoni postali, però, il capitale non viene restituito automaticamente al risparmiatore. Entra infatti in funzione il reinvestimento automatico, che reinserisce l’intera somma in un nuovo buono della stessa durata, applicando le condizioni economiche valide in quel momento.

Il ciclo può ripetersi fino a un massimo di quaranta rinnovi consecutivi. Il risparmiatore mantiene comunque piena libertà di richiedere il rimborso anticipato, totale o parziale, interrompendo così il meccanismo di reinvestimento. Il rimborso parziale deve essere di almeno 50 euro, mentre il capitale residuo non può scendere sotto i 500 euro.

Simulazione di rendimento, tassazione e vantaggi fiscali dei nuovi Buoni fruttiferi postali

Per comprendere meglio la convenienza del nuovo buono fruttifero postale, una simulazione pratica aiuta a chiarire i numeri. Supponendo un investimento iniziale di 5.000 euro, alla scadenza dei 6 mesi il valore di rimborso netto risulta pari a circa 5.027,26 euro , al netto della tassazione sugli interessi. Il calcolo non include l’imposta di bollo, che dipende dalla normativa vigente e dal valore complessivo degli strumenti detenuti.

Uno dei principali punti di forza dei Buoni fruttiferi Postali resta la tassazione agevolata. Dal punto di vista fiscale, i buoni postali godono inoltre di un trattamento favorevole in ambito ISEE. Insieme ai titoli di Stato e ai libretti di risparmio, non concorrono al calcolo dell’indicatore fino a un limite di 50.000 euro per nucleo familiare. Un vantaggio rilevante per chi deve presentare la DSU e intende preservare l’accesso a prestazioni agevolate.

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