Il 2026 riporta al centro dell’attenzione uno dei temi più discussi dalle famiglie italiane: il Canone Rai. Anche per quest’anno l’importo resta collegato alla bolletta elettrica dell’abitazione principale, con addebito automatico salvo richiesta di esenzione. Una scadenza, quella del 31 gennaio, che non lascia margini di errore: chi non presenta la dichiarazione in tempo si ritroverà il canone addebitato per l’intero anno, anche se non possiede un televisore o rientra nelle categorie esonerate.
Il nuovo anno porta con sé alcune conferme e qualche novità, soprattutto per quanto riguarda le modalità di richiesta e le tempistiche. Molti si chiedono ancora: chi deve presentare l’esenzione del Canone Rai 2026? Quali sono le condizioni per non pagarlo? E come si invia correttamente la domanda all’Agenzia delle Entrate per evitare addebiti non dovuti? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Insindacabili su come non pagare il canone Rai e modulo di esenzione.
Canone Rai 2026: importo, regole e cosa cambia rispetto agli anni precedenti
Il Canone Rai 2026 resta fissato a 90 euro, suddivisi in dieci rate da 9 euro che vengono addebitate da gennaio a ottobre nella bolletta dell’energia elettrica. Dopo la riduzione temporanea del 2024, il contributo è tornato al valore standard e non sono previsti ulteriori ribassi. Il meccanismo dell’addebito in bolletta, introdotto per semplificare i controlli e ridurre l’evasione, rimane invariato.
Il pagamento è dovuto da chiunque detenga un televisore e abbia un’utenza elettrica residenziale attiva. Non conta l’effettivo utilizzo dell’apparecchio: basta possederlo. Chi invece non ha un’utenza intestata, ma possiede comunque una TV, deve versare il canone tramite modello F24 entro il 31 gennaio.
Per le attività commerciali, gli alberghi, i bar e i ristoranti continua a valere il Canone speciale, con importi più elevati e calcolati in base al tipo di esercizio e al numero di apparecchi presenti.
La novità più rilevante riguarda la gestione delle esenzioni. L’Agenzia delle Entrate ha confermato che la dichiarazione deve essere presentata ogni anno, anche se la situazione non è cambiata. Chi aveva ottenuto l’esonero nel 2025 e non rinnova la richiesta entro il 31 gennaio 2026 si ritroverà automaticamente il canone in bolletta.
Chi può richiedere l’esenzione dal Canone Rai 2026 e quali sono i requisiti
L’esenzione dal Canone Rai non è automatica: deve essere richiesta dal contribuente tramite una dichiarazione sostitutiva. La scadenza del 31 gennaio permette di evitare l’addebito per tutto l’anno, mentre le domande presentate dal 1° febbraio al 30 giugno garantiscono l’esonero solo per il secondo semestre.
Possono richiedere l’esenzione:
- chi non possiede alcun televisore e presenta la dichiarazione di non detenzione
- gli over 75 con reddito familiare non superiore a 8.000 euro
- i militari italiani che vivono in strutture militari senza abitazioni private
- i militari stranieri appartenenti alle Forze Nato
- gli agenti diplomatici e consolari di Paesi che garantiscono reciprocità
- i rivenditori e i riparatori di apparecchi televisivi
La categoria più numerosa è quella di chi non possiede un televisore. In questo caso è necessario dichiararlo ogni anno, perché l’Agenzia delle Entrate non può presumere che la situazione rimanga invariata. È un passaggio semplice, ma fondamentale per evitare addebiti non dovuti.
Un altro punto spesso frainteso riguarda le seconde case. Il Canone Rai si paga una sola volta per nucleo familiare e solo sull’abitazione principale. Se l’intestatario dell’utenza elettrica è lo stesso, nessun addebito è previsto per le altre abitazioni.
Come richiedere l’esenzione del Canone Rai 2026: procedura, moduli e scadenze
La domanda di esenzione deve essere presentata dal titolare dell’utenza elettrica. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione modelli specifici a seconda del motivo dell’esonero, tutti scaricabili dal proprio sito. La procedura può essere completata in tre modi, lasciando al contribuente la possibilità di scegliere la modalità più comoda.
La via più rapida è l’invio telematico tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile inviare una PEC all’indirizzo ufficiale dedicato al Canone Rai. Chi preferisce la modalità tradizionale può spedire la domanda tramite raccomandata alla Direzione Provinciale I di Torino, l’ufficio che gestisce tutte le pratiche relative al canone.
È importante compilare correttamente il modulo e allegare un documento di identità valido. Errori o omissioni possono comportare il rigetto della domanda e l’addebito automatico del canone nelle bollette successive.
Chi cambia residenza, chi non possiede più un televisore o chi modifica l’intestazione della bolletta deve comunicare tempestivamente la variazione per evitare doppi addebiti o pagamenti non dovuti. Anche in questo caso la comunicazione va ripetuta ogni anno, perché l’esenzione non si rinnova automaticamente.
La scadenza del 31 gennaio resta il punto più importante. Chi non invia la dichiarazione entro questa data pagherà il Canone Rai per tutto il 2026, anche se presenta la domanda successivamente. Solo le richieste inviate entro il 30 giugno permettono di evitare l’addebito per il secondo semestre.