Il caro carburanti continua a pesare su famiglie, imprese e lavoratori autonomi, mentre il Governo prova a contenere l’emergenza con una mini-proroga del taglio accise sul gasolio. Il decreto firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti estende lo sconto di 17 centesimi fino al 10 settembre, evitando che la misura scadesse il 5 settembre. Parallelamente, l’esecutivo sta lavorando a un pacchetto di aiuti selettivi destinati alle categorie più esposte, mentre i prezzi alla pompa restano sopra i 2 euro al litro. A questo punto è inevitabile chiedersi: come funziona la proroga del taglio accise? Quali aiuti mirati sta preparando il Governo? E perché i prezzi del carburante continuano a salire nonostante gli interventi? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video di TG2000 sul nuovo taglio delle accise sul carburante.
Come funziona la proroga del taglio accise sul gasolio fino al 10 settembre?
La proroga del taglio accise nasce dall’attivazione delle accise mobili, uno strumento che permette di ridurre temporaneamente la tassazione quando l’extragettito Iva lo consente. Il decreto firmato dal ministro Giorgetti estende lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio fino al 10 settembre, garantendo qualche giorno di respiro in un contesto di prezzi ancora molto elevati. La riduzione è composta da 14 centesimi di accise e 3 di Iva, finanziata dall’extragettito Iva di agosto, pari a 60,55 milioni di euro.
La benzina, invece, resta a prezzo pieno. Una scelta che riflette la volontà di concentrare le risorse su un carburante utilizzato da categorie produttive e lavoratori autonomi. Nonostante la proroga, i listini restano alti: secondo i dati del Mimit, il gasolio in modalità self si attesta a 2,157 euro al litro sulla rete stradale e oltre 2,233 euro in autostrada. La benzina oscilla tra 2,046 e 2,134 euro al litro. La proroga evita un aumento immediato, ma non è sufficiente a invertire la tendenza di un mercato che continua a risentire delle tensioni internazionali e dei costi energetici.
Quali aiuti mirati sta preparando il Governo contro il caro carburanti?
Il Governo sta lavorando a un pacchetto di aiuti mirati, destinati alle categorie più colpite dal caro carburanti. Il vicepremier Tajani ha anticipato misure “strutturali ma selettive”, abbandonando la logica degli interventi generalizzati. L’obiettivo è concentrare le risorse su chi soffre maggiormente l’aumento dei prezzi: famiglie vulnerabili, ceto medio, imprese e lavoratori autonomi.
Il ministro Salvini ha sottolineato la necessità di includere camionisti, agricoltori, pescatori, artigiani, partite Iva e agenti di commercio, sostenendo che gli autonomi non debbano essere considerati lavoratori di serie B. Il dibattito interno alla maggioranza, però, è ancora aperto: resta da definire la platea dei beneficiari, i criteri di accesso e gli strumenti fiscali da utilizzare.
Tra le ipotesi circolate, alcune sembrano già superate, come quella di un nuovo credito d’imposta per compensare i costi dei buoni carburante erogati ai dipendenti. Altre restano sul tavolo: aumento delle deduzioni forfettarie per l’autotrasporto, proroga del tax credit sul gasolio agricolo, nuove forme di sostegno per le imprese che hanno visto crescere i costi operativi. Il Consiglio dei ministri dovrebbe definire il quadro entro la prossima settimana, ma la complessità delle misure e la necessità di non disperdere risorse rendono il percorso ancora incerto.
Perché i prezzi del carburante continuano a salire nonostante il taglio accise?
Il rialzo dei prezzi del carburante è legato a una combinazione di fattori che va oltre la sola tassazione. Le tensioni internazionali, in particolare quelle legate al Medio Oriente, continuano a influenzare il costo del petrolio e dei prodotti raffinati. A questo si aggiungono dinamiche di mercato interne, oscillazioni dei listini e costi logistici che incidono sul prezzo finale alla pompa.
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha definito la proroga “una mezza penna”, sostenendo che il taglio accise sul gasolio sia insufficiente a compensare prezzi che superano i 2,2 euro al litro in autostrada e oltre 2,1 euro sulla rete ordinaria. La riduzione, pur utile, non riesce a contrastare un trend che appare consolidato.
Le categorie produttive chiedono interventi più incisivi: l’autotrasporto sollecita nuove misure fiscali, mentre il settore agricolo punta alla proroga del tax credit sul gasolio. Le risorse già stanziate superano il mezzo miliardo di euro, ma molti crediti d’imposta scadranno il 31 dicembre, rendendo urgente una revisione delle tempistiche e delle modalità di utilizzo.
Il Governo dovrà quindi trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e necessità di intervenire su un problema che continua a pesare su famiglie, imprese e lavoratori.