Il Congedo Parentale 2026 entra in una fase completamente rinnovata grazie alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio, che amplia la finestra temporale entro cui i genitori possono assentarsi dal lavoro e introduce nuove tutele economiche. L’obiettivo è rafforzare il sostegno alle famiglie, offrendo maggiore flessibilità nella gestione dei figli, soprattutto in un contesto in cui conciliare lavoro e vita privata richiede strumenti più moderni e adattabili. Le novità riguardano l’età dei figli, la durata del congedo e l’indennità riconosciuta dall’INPS.
A questo punto è utile chiarire: come cambia il Congedo Parentale 2026? Quali sono i requisiti aggiornati? E come si presenta la domanda? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Scuolalink sul congedo parentale e le sue novità.
Congedo Parentale 2026: cosa cambia con la Legge di Bilancio e come funziona l’indennità
Il Congedo Parentale 2026 resta un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, distinto dal congedo obbligatorio di maternità o paternità, ma introduce un ampliamento significativo delle possibilità di utilizzo. La novità più rilevante riguarda l’estensione dell’età del figlio entro cui è possibile richiederlo: non più fino ai 12 anni, ma fino ai 14. Una modifica che risponde alle esigenze delle famiglie con figli più grandi, spesso impegnati in percorsi scolastici che richiedono una presenza più costante dei genitori.
L’indennità resta articolata su due livelli. Per la maggior parte del periodo, il congedo è retribuito al 30% della retribuzione media giornaliera. Tuttavia, i primi tre mesi possono essere indennizzati all’80% se utilizzati entro i primi sei anni di vita del bambino e dopo la conclusione del congedo obbligatorio. È una misura che punta a sostenere i genitori nei primi anni, quando la gestione familiare è più impegnativa.
La durata complessiva del congedo resta fissata in 10 mesi per entrambi i genitori, con la possibilità di arrivare a 11 mesi se il padre utilizza almeno tre mesi, anche non consecutivi. La madre può usufruire fino a un massimo di 6 mesi, mentre il padre può arrivare a 7 mesi se rispetta il requisito dei tre mesi minimi. Il genitore con affidamento esclusivo può raggiungere gli 11 mesi complessivi.
La Legge di Bilancio introduce anche un ampliamento dei giorni di assenza retribuita per i figli tra i 3 e i 14 anni: si passa da 5 a 10 giorni l’anno, utilizzabili alternativamente dai due genitori. Un intervento che offre maggiore elasticità nella gestione delle esigenze familiari, soprattutto in caso di malattia o impegni scolastici imprevisti.
Requisiti per accedere al Congedo Parentale 2026: chi può richiederlo e in quali casi
Il Congedo Parentale 2026 spetta ai genitori lavoratori dipendenti, sia del settore privato sia del pubblico impiego. Sono inclusi anche i lavoratori marittimi, naviganti e dell’aviazione civile. Restano invece esclusi i lavoratori domestici, i lavoratori a domicilio e chi ha un rapporto di lavoro cessato o sospeso. Il congedo è riconosciuto anche ai genitori adottivi o affidatari, con le stesse regole previste per i figli naturali.
Per i lavoratori autonomi esiste una disciplina specifica: possono usufruire di un congedo fino a tre mesi per ogni figlio, da utilizzare entro il primo anno di vita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affido. Si tratta di una tutela più limitata rispetto ai dipendenti, ma comunque rilevante per chi svolge attività indipendente.
Il congedo può essere richiesto anche in modalità frazionata, fino ad arrivare alle ore, una possibilità utile per chi ha necessità di conciliare impegni lavorativi e familiari senza interrompere completamente l’attività. Il padre può richiedere il congedo anche durante il periodo di maternità obbligatoria della madre, indipendentemente dal fatto che la madre sia lavoratrice o meno.
L’estensione dell’età del figlio fino ai 14 anni amplia notevolmente la finestra temporale entro cui i genitori possono organizzare la propria astensione. È un cambiamento che risponde alle esigenze delle famiglie moderne, dove la gestione dei figli non si esaurisce nei primi anni di vita, ma continua con intensità anche durante la crescita.
Come richiedere il Congedo: procedura INPS e cosa controllare prima dell’invio
La domanda per il Congedo Parentale 2026 deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se la richiesta arriva dopo, l’indennità sarà riconosciuta solo per i giorni successivi alla data di invio. La procedura è interamente telematica e può essere effettuata tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi ai patronati o utilizzare il contact center.
Una volta inviata la domanda, l’INPS rilascia una ricevuta che deve essere comunicata al datore di lavoro. Per la maggior parte dei dipendenti, l’indennità viene anticipata direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che poi recupera le somme dall’INPS.
Prima di presentare la domanda, è utile verificare la propria situazione contributiva e la durata già utilizzata del congedo, soprattutto nei casi in cui entrambi i genitori abbiano usufruito di periodi frazionati. Una gestione attenta permette di sfruttare al meglio i mesi disponibili, soprattutto quando si punta a ottenere l’indennità maggiorata all’80%.