Disoccupazione agricola 2026: chi può richiederla e come presentare domanda entro il 31 marzo

Benna Cicala Benna Cicala - 20/01/2026 07:45

Disoccupazione agricola 2026: chi può richiederla e come presentare domanda entro il 31 marzo

La disoccupazione agricola 2026 rappresenta una delle tutele economiche più importanti per chi lavora nel settore agricolo, un comparto che vive ancora oggi forti oscillazioni stagionali e periodi di inattività non dipendenti dalla volontà dei lavoratori. Ogni anno migliaia di persone rischiano però di perdere l’indennità per mancanza di informazioni precise o per errori nella domanda, spesso legati alla scadenza o ai requisiti contributivi. Comprendere come funziona la prestazione, chi può richiederla e quali documenti servono diventa quindi essenziale per non perdere un sostegno economico che può fare la differenza.

Il 2026 porta con sé alcune conferme e diversi punti da chiarire: chi ha diritto alla disoccupazione agricola? Quali sono i requisiti contributivi richiesti dall’Inps? Come si presenta la domanda e qual è la scadenza da rispettare per non perdere l’indennità? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Cgil Bergamo sulle novità per la disoccupazione agricola 2026.

Cos’è la disoccupazione agricola 2026 e come funziona l’indennità Inps

La disoccupazione agricola 2026 è una prestazione economica erogata dall’Inps ai lavoratori agricoli dipendenti che hanno perso il lavoro in modo involontario. È una misura pensata specificamente per il settore agricolo e si distingue dalla NASpI, perché segue regole proprie e tiene conto della natura stagionale del lavoro nei campi.

L’indennità viene calcolata sulle giornate effettivamente lavorate nell’anno precedente, fino a un massimo di 365 giorni. Il meccanismo è semplice: più giornate risultano negli elenchi nominativi agricoli, maggiore sarà il numero di giornate indennizzate. Tuttavia, l’importo finale può variare in base alla retribuzione, alle trattenute fiscali e alla presenza di eventuali altri redditi. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare la propria posizione contributiva prima di presentare la domanda.

La prestazione è riconosciuta sia ai lavoratori italiani sia ai lavoratori stranieri, purché in possesso di un permesso di soggiorno non stagionale. L’Inps valuta inoltre la prevalenza della contribuzione agricola in caso di attività miste, un aspetto che spesso genera dubbi ma che è determinante per l’accesso all’indennità.

Chi può richiedere la disoccupazione agricola 2026: requisiti e categorie ammesse

La disoccupazione agricola 2026 può essere richiesta da diverse categorie di lavoratori, purché rientrino nei requisiti previsti dall’Inps. I beneficiari principali sono gli operai agricoli a tempo determinato iscritti negli elenchi nominativi, una platea molto ampia che comprende gran parte della manodopera stagionale. Rientrano anche gli operai agricoli a tempo indeterminato, ma solo per i periodi di mancata occupazione all’interno dell’anno civile.

Dal 2022, invece, gli operai agricoli a tempo indeterminato impiegati in cooperative e consorzi che trasformano prodotti agricoli non accedono più alla disoccupazione agricola, ma alla NASpI. È un dettaglio che spesso crea confusione, ma che va tenuto presente per evitare errori nella domanda.

Accedono inoltre alla prestazione:

  • piccoli coloni
  • compartecipanti familiari
  • piccoli coltivatori diretti che integrano volontariamente fino a 51 giornate negli elenchi nominativi

Per ottenere l’indennità nel 2026, chi ha lavorato nel settore agricolo nel 2025 deve aver maturato almeno 102 giornate di contribuzione nel biennio 2024‑2025. Se tutte le giornate sono state svolte nel 2025, è necessario che negli anni precedenti risulti almeno una giornata di lavoro, anche non agricola. È un requisito spesso ignorato, ma fondamentale per non vedersi respingere la domanda.

I lavoratori stranieri possono richiedere la disoccupazione agricola se in possesso di un permesso di soggiorno non stagionale, anche quando il contratto è a termine. La normativa tutela infatti chi svolge attività regolare nel settore agricolo, indipendentemente dalla nazionalità.

Come presentare domanda e qual è la scadenza da rispettare

La domanda di disoccupazione agricola 2026 deve essere presentata entro il 31 marzo 2026, termine perentorio oltre il quale il diritto decade. È una scadenza che non ammette deroghe: chi non invia la richiesta entro quella data perde definitivamente l’indennità, anche se possiede tutti i requisiti.

La procedura può essere completata online tramite il portale Inps, utilizzando SPID, CIE o CNS, oppure tramite i patronati, che assistono nella compilazione e nella verifica dei dati contributivi. Per inoltrare la domanda servono alcuni documenti essenziali: un IBAN valido per l’accredito, un documento d’identità e, per chi svolge anche attività autonome o professionali, il modello SR171, necessario per dichiarare eventuali redditi aggiuntivi.

Molti lavoratori che hanno percepito l’indennità nel 2025 potrebbero aver subito trattenute fiscali non corrette. Presentare la dichiarazione dei redditi permette di recuperare eventuali detrazioni non applicate, spesso per importi che possono raggiungere alcune centinaia di euro. È un passaggio che molti trascurano, ma che può migliorare sensibilmente il beneficio complessivo.

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