Ex Bonus Renzi: come recuperare i 1.200 euro non ricevuti entro il 26 ottobre 2026

Benna Cicala Benna Cicala - 16/10/2026 07:45

Ex Bonus Renzi: come recuperare i 1.200 euro non ricevuti entro il 26 ottobre 2026

L’Ex Bonus Renzi, oggi chiamato trattamento integrativo, continua a creare dubbi tra i lavoratori dipendenti. Vale fino a 1.200 euro l’anno, ma non tutti lo hanno ricevuto per intero. Alcuni hanno trovato importi più bassi in busta paga, altri non hanno visto nemmeno un euro, pur avendone diritto. Il recupero è possibile, ma richiede un controllo accurato dei redditi, delle detrazioni e della Certificazione Unica. E soprattutto una scadenza da non perdere: il 26 ottobre, data entro cui si può correggere il 730 già presentato. A questo punto è inevitabile chiedersi: chi può recuperare il bonus? come si verifica la propria posizione? e quali passaggi servono per ottenere i 1.200 euro mancanti? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Canale Notizie su come recuperare l'Ex Bonus Renzi senza dichiarazione.

Ex Bonus Renzi: perché può mancare e chi può recuperarlo

Il meccanismo del trattamento integrativo è semplice solo in apparenza. Il bonus spetta in automatico ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 euro, ma solo se c’è abbastanza imposta da compensare. Senza capienza fiscale, il diritto non nasce. Tra 15.001 e 28.000 euro, invece, tutto dipende dalle detrazioni: familiari a carico, mutuo, spese mediche, ristrutturazioni. Se queste superano l’imposta lorda, il bonus scatta; altrimenti no. Oltre i 28.000 euro, il trattamento non spetta.

Il problema è che il datore di lavoro calcola il bonus con i dati che ha durante l’anno, spesso incompleti. Non conosce eventuali redditi aggiuntivi, non sa se il lavoratore ha cambiato impiego, non vede le detrazioni che spettano a fine anno. Così può capitare che il bonus venga pagato solo in parte, oppure non venga pagato affatto. Succede soprattutto a chi ha più Certificazioni Uniche, a chi ha cambiato datore di lavoro o a chi ha un datore che non fa da sostituto d’imposta, come nel caso dei lavoratori domestici.

Il risultato è che molti lavoratori scoprono solo con il 730 che il bonus spettava, ma non è arrivato. Oppure che è arrivato in misura minore. In tutti questi casi, la differenza si può recuperare.

Come verificare nella Certificazione Unica se il bonus è stato pagato

Il primo passo è controllare la Certificazione Unica 2026, quella relativa ai redditi 2025. Qui si trova la fotografia esatta della propria situazione. Il campo 390 indica se il bonus è stato riconosciuto: il codice 1 significa che è stato pagato, anche solo in parte; il codice 2 che è stato riconosciuto ma non erogato, oppure negato. Il campo 391 mostra invece quanto è stato incassato davvero, ed è la cifra che conta.

Da qui si capisce se c’è qualcosa da recuperare. Un lavoratore con 14.000 euro di reddito, ad esempio, può avere diritto ai 1.200 euro completi. Se in busta paga ne ha ricevuti 800, il recupero potenziale è di 400 euro, purché il ricalcolo confermi il diritto al massimo. Con 18.000 euro, invece, il bonus non è automatico: se le detrazioni superano l’imposta lorda di 300 euro, il trattamento spettante sarà di 300 euro, non di 1.200. Con 8.000 euro, infine, il bonus non spetta perché manca la capienza fiscale.

Esiste anche il caso opposto: chi ha cambiato lavoro e ha ricevuto il bonus da entrambi i datori potrebbe aver incassato più del dovuto. Se i redditi sommati superano le soglie, il bonus va restituito, in tutto o in parte.

Come recuperare l’Ex Bonus Renzi entro il 26 ottobre

Se dal controllo emerge che il bonus non è stato pagato o è stato pagato in misura minore, si può recuperare con il 730 integrativo, da presentare entro il 26 ottobre. Il 730 già inviato non va annullato: si corregge solo ciò che serve, e la procedura può essere gestita esclusivamente da un Caf o da un professionista abilitato.

L’integrativa è necessaria quando la correzione porta a un maggior credito, a un minor debito o lascia l’imposta invariata. Se invece la rettifica va nel senso opposto, con meno credito o più debito, serve il modello Redditi correttivo, anche se con il trattamento integrativo è un caso raro.

Il rimborso arriva in busta paga tramite il datore di lavoro, oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate se non c’è un sostituto d’imposta. I tempi seguono il calendario dei rimborsi Irpef del 730/2026: novembre è escluso, l’accredito è atteso nei mesi successivi.

Il meccanismo funziona anche al contrario. Se dal 730 emerge che il bonus è stato incassato oltre il dovuto, la cifra va restituita. Quando l’importo supera i 60 euro, la trattenuta avviene in otto rate nella busta paga che recepisce il conguaglio. Chi sa già di superare le soglie o ha più datori di lavoro farebbe bene a valutare la rinuncia al bonus, per evitare recuperi a fine anno.

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