Settembre 2026 si apre con una domanda che accomuna migliaia di percettori di Naspi e Dis‑Coll: quando verrà pagato l’Ex Bonus Renzi, oggi riconosciuto come trattamento integrativo? L’INPS ha confermato che anche per questo mese è previsto l’accredito del beneficio, pari a un massimo di 100 euro, destinato ai lavoratori dipendenti e ai disoccupati che rispettano i requisiti di reddito. Il pagamento segue un calendario autonomo rispetto alla disoccupazione e viene visualizzato come voce separata sul Fascicolo Previdenziale.
A questo punto è naturale chiedersi: in quali giorni sarà accreditato il trattamento integrativo di settembre? Chi lo riceverà? E qual è il modo più rapido per verificare la data esatta del pagamento? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Radio UCI APS sui pagamenti di settembre 2026.
Ex Bonus Renzi settembre 2026: quando arriva il trattamento integrativo INPS
Per il mese di settembre 2026, il trattamento integrativo dovrebbe essere accreditato a partire dal 14 settembre, con possibilità che l’importo compaia nei giorni immediatamente successivi. La tempistica segue il calendario che l’INPS ha adottato per tutto l’anno, con accrediti concentrati nella parte centrale del mese. Si tratta dell’ottavo pagamento del 2026, dopo la pausa di gennaio, quando non erano stati effettuati accrediti. L’Istituto ha infatti recuperato le mensilità non erogate nei primi mesi distribuendole nelle lavorazioni successive, garantendo continuità fino a dicembre.
Il trattamento integrativo, conosciuto come Ex Bonus Renzi, viene riconosciuto automaticamente ai lavoratori dipendenti e ai disoccupati che percepiscono Naspi o Dis‑Coll. L’importo massimo è di 100 euro, ma la cifra effettiva può variare da beneficiario a beneficiario. Il calcolo dipende dai giorni indennizzati e dai redditi percepiti: chi ha ricevuto la disoccupazione per tutto il mese avrà diritto all’importo pieno, mentre chi ha avuto periodi più brevi riceverà una somma proporzionata.
È importante ricordare che il trattamento integrativo non segue la stessa data della Naspi. L’accredito compare come voce separata e può arrivare anche quando la disoccupazione è già stata pagata. Per questo motivo molti beneficiari controllano il Fascicolo Previdenziale nei giorni centrali del mese, quando l’INPS aggiorna le voci di pagamento.
Chi riceve l’Ex Bonus Renzi e come verificare la data di accredito
Il trattamento integrativo spetta ai lavoratori dipendenti e ai disoccupati che non superano il limite di reddito annuo di 15.000 euro. Chi oltrepassa questa soglia perde il diritto al beneficio e deve revocarlo per evitare conguagli nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Per i lavoratori agricoli, che spesso non ricevono il bonus durante l’anno, è possibile recuperare l’importo spettante tramite la dichiarazione 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche.
La verifica della data di pagamento è semplice e può essere effettuata in pochi passaggi. Basta accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino sul sito INPS utilizzando SPID, CIE o CNS. Dal menu laterale si seleziona la sezione “Prestazioni e pagamenti”, dove è presente la voce dedicata al Trattamento integrativo L. 21/2020. Cliccando sulla freccia laterale si visualizzano la data esatta dell’accredito e l’importo riconosciuto. Lo stesso percorso è disponibile sull’app INPS, che mostra il trattamento integrativo come voce separata rispetto alla Naspi.
L’INPS riconosce automaticamente il credito in qualità di sostituto d’imposta, determinando la spettanza sulla base dei dati relativi alle prestazioni erogate e ai redditi percepiti. Ogni beneficiario riceve quindi un importo diverso, calcolato in base ai giorni indennizzati e alle informazioni presenti nel casellario delle pensioni.
Perché l’importo dell’Ex Bonus Renzi varia e cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Molti percettori si chiedono perché l’importo del trattamento integrativo non sia sempre identico. La risposta è legata al meccanismo di calcolo dell’INPS: le detrazioni spettano in relazione ai giorni per i quali viene riconosciuta la prestazione. Chi riceve la Naspi per tutto il mese ottiene l’importo pieno, mentre chi percepisce la disoccupazione solo per parte del mese riceve una cifra ridotta. Questo sistema garantisce un’erogazione proporzionata alla durata dell’indennità.
L’INPS ha chiarito che eventuali arretrati non pagati nei mesi precedenti vengono recuperati automaticamente nelle lavorazioni successive o, in alternativa, nella dichiarazione dei redditi. Chi non ha ricevuto il trattamento integrativo nei primi mesi dell’anno potrà quindi recuperarlo entro la fine del 2026. La riforma del cuneo fiscale aggiornata nel 2026 ha inoltre modificato i limiti di reddito da considerare per l’erogazione del bonus, mantenendo il valore massimo di 100 euro mensili e garantendo maggiore equità tra lavoratori e disoccupati.
Per monitorare la situazione, il consiglio è di controllare il Fascicolo Previdenziale nei giorni centrali del mese, quando l’INPS aggiorna le voci di pagamento. Un gesto semplice che permette di verificare in tempo reale l’arrivo dell’Ex Bonus Renzi e di tenere sotto controllo la propria posizione contributiva.