Per i lavoratori di oggi e/o per quelli che entrano a partire da quest'anno nel mondo del lavoro, La previdenza complementare è destinata a diventare un elemento centrale nel proprio percorso professionale.
E con la Legge di Bilancio 2026 sono diverse le novità introdotte su questo fronte, dalla deducibilità dei versamenti fino alle modalità alternative alla rendita vitalizia.
Ma vediamo in particolare quali sono le innovazioni che entreranno in gioco a partire dal 1 luglio di quest'anno per i fondi pensione.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Informativa INPS.
Novità fiscali sui versamenti nei fondi pensione: cambia la deducibilità
Sono diversi i fronti su cui interviene la Legge di Bilancio 2026 in materia di fondi pensione. In primis, quello fiscale: tra le principali novità abbiamo infatti l?aumento del limite di deducibilità dei contributi (previsto dall?art. 8, comma 4, del d.lgs. n. 252/2005), che passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.
Un aggiornamento che vale non solo per gli odierni lavoratori, ma anche per quelli di prima occupazione: secondo il Corriere della Sera, il meccanismo che consente di recuperare nei vent?anni successivi i contributi non versati nel primo quinquennio resta invariato, ma viene ricalcolato sulla base del nuovo tetto di 5.300 euro.
Ricordiamo che rientrano nel calcolo del limite complessivo sia i contributi a proprio carico (le somme versate tramite trattenuta in busta paga o bonifico), sia quelli del datore di lavoro (le quote aggiuntive versate dall'azienda in presenza di un contributo volontario del dipendente), sia eventuali contributi volontari e i versamenti a favore dei familiari fiscalmente a carico.
Piccola nota: l?aumento della soglia di deducibilità è già operativo dal 1 gennaio 2026. Mentre le misure più incisive della riforma dovrebbero entrare in vigore dal 1 luglio 2026 (in attesa dei relativi provvedimenti attuativi).
Come le nuove modalità di accesso alla prestazione.

Come cambia da luglio la rendita da previdenza complementare
Sempre la Manovra di Bilancio 2026 interviene anche sul fronte delle prestazioni, introducendo tre nuove opzioni alternative alla tradizionale rendita vitalizia: la rendita a durata definita, i prelievi liberamente programmabili e l?erogazione frazionata del montante accumulato.
Per intenderci, con queste nuove opzioni, le somme non vengono più necessariamente convertite in una rendita vita natural durante, ma possono essere erogate direttamente dalla forma pensionistica complementare. Nel mentre, il capitale residuo continua a restare investito e gestito anche durante la fase di erogazione.
Inoltre si può beneficiare di un trattamento più favorevole a livello fiscale. Stando ad Assogestioni, le prime due modalità (rendita a durata definita e prelievi) prevedono una ritenuta del 15% che può ridursi fino al 9% in base all?anzianità di partecipazione al fondo.
Diverso invece il caso dell?erogazione frazionata del montante, che prevede un'aliquota iniziale al 20%, con possibilità di riduzione fino al 15%.
Tutte le altre novità sui fondi pensione da luglio (e ottobre) 2026
Oltre alle nuove opzioni, sempre a partire dal 1 luglio 2026 entreranno in vigore anche le ulteriori disposizioni previste dal comma 201 della Legge di Bilancio in materia di previdenza complementare.
Tra queste figura il meccanismo del silenzio-assenso a 60 giorni, destinato a incidere sulle modalità con cui il lavoratore esprime la propria scelta sulla destinazione del TFR. Nonché le nuove soglie relative all?obbligo di versamento delle quote al Fondo INPS nei casi di mancata opzione.
Di contro, con la modifica apportata dalla legge 50/2026, viene posticipato a ottobre 2026 il diritto del lavoratore di destinare gli accantonamenti relativi alle nuove quote di TFR, insieme agli eventuali contributi a carico del datore di lavoro, verso la forma pensionistica complementare prescelta.