Il 2026 porta con sé una revisione profonda dell’Isee, una delle più rilevanti degli ultimi anni. La Legge di Bilancio introduce infatti un nuovo metodo di calcolo che alleggerisce l’indicatore per molte famiglie, soprattutto per chi possiede un’abitazione principale e per i nuclei con figli. L’INPS ha già confermato che le attestazioni rilasciate dal 1° gennaio verranno aggiornate automaticamente, senza dover presentare una nuova DSU.
La novità più discussa riguarda l’esclusione ampliata della prima casa, che può ridurre in modo significativo il valore dell’indicatore e modificare l’accesso a prestazioni come Assegno unico, Assegno di inclusione, bonus nido e bonus nuovi nati. Ma cosa succede alle attestazioni già emesse? E come funziona la DSU precompilata in questo nuovo scenario?
Per orientarsi tra le novità, conviene analizzare nel dettaglio come cambia il calcolo, quali effetti avrà sulle famiglie e come l’INPS gestirà la fase transitoria. Quali sono le nuove soglie? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Mr LUL lepaghediale su come presentare l'ISEE precompilato.
Isee 2026 senza prima casa: come cambia il calcolo e quali famiglie avranno un indicatore più leggero
La riforma dell’Isee 2026 interviene sulla componente patrimoniale, aumentando in modo significativo la franchigia sulla casa di abitazione. La soglia passa da 51.500 a 91.500 euro per la maggior parte dei nuclei, mentre nei capoluoghi delle città metropolitane sale a 120.000 euro.
L’obiettivo è rendere l’indicatore più aderente al valore reale degli immobili, soprattutto nelle zone dove i prezzi sono più elevati. A questo si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi, un elemento che rende il calcolo più favorevole alle famiglie numerose.
La revisione coinvolge anche la scala di equivalenza, che viene potenziata per tenere conto della presenza dei figli. Le maggiorazioni diventano più generose: 0,10 per due figli, 0,25 per tre, 0,40 per quattro e 0,55 per cinque o più figli.
L’effetto combinato di queste modifiche può ridurre l’Isee anche di diverse migliaia di euro. Le stime parlano di una diminuzione compresa tra 3.000 e 9.000 euro, a seconda del valore dell’immobile e della composizione familiare.
È importante ricordare che il nuovo calcolo non sostituisce l’Isee ordinario. Nasce infatti un “Isee-bis”, valido solo per cinque prestazioni: Assegno di inclusione, Supporto formazione e lavoro, Assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati. Per tutte le altre agevolazioni continuerà a valere l’Isee tradizionale.
Attestazioni Isee 2026 già emesse: come l’INPS aggiornerà automaticamente i valori
Come ogni anno, molte famiglie hanno presentato la DSU già nei primi giorni di gennaio per garantire la continuità delle prestazioni. L’INPS ha chiarito che tutte le attestazioni rilasciate dal 1° gennaio 2026 verranno integrate automaticamente con il nuovo valore calcolato secondo le regole introdotte dalla Legge di Bilancio.
La fase transitoria funziona in modo molto semplice:
- le attestazioni già emesse restano valide
- il nuovo valore non comparirà subito nel documento ufficiale
- l’INPS comunicherà il nuovo Isee direttamente al cittadino entro gennaio
- non sarà necessario presentare una nuova DSU
- le domande per le prestazioni collegate verranno sospese e riesaminate con il nuovo indicatore
Questo sistema evita che chi ha presentato domanda troppo presto venga penalizzato. Se una prestazione risulta non spettante con l’Isee ordinario ma rientra nelle soglie con l’Isee-bis, la domanda non verrà respinta ma solo congelata fino al ricalcolo.
L’aggiornamento definitivo delle attestazioni potrà avvenire solo dopo l’emanazione del decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e del MEF, atteso nelle prossime settimane. Fino ad allora, l’INPS continuerà a comunicare il nuovo valore separatamente, garantendo comunque la validità delle DSU già presentate.
DSU precompilata e Isee 2026: come funziona e perché diventa ancora più utile
La DSU precompilata resta uno degli strumenti più utilizzati per ottenere l’Isee in modo rapido e con meno margini di errore. Anche per il 2026, la precompilata include automaticamente l’esclusione dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali fino a 50.000 euro per nucleo familiare.
Con l’introduzione dell’Isee-bis, la precompilata diventa ancora più strategica perché:
- recepisce automaticamente le nuove franchigie sulla prima casa
- applica le maggiorazioni aggiornate della scala di equivalenza
- consente un ricalcolo più rapido da parte dell’INPS
- riduce il rischio di errori che potrebbero rallentare l’istruttoria
Chi invece presenta la DSU in modalità autodichiarata dovrà indicare manualmente l’esclusione dei titoli di Stato e verificare con attenzione i valori immobiliari, soprattutto in presenza di mutui o comproprietà.