Manovra 2027, nuova Irpef al 33% fino a 60mila euro: ecco la simulazione dei risparmi

Benna Cicala Benna Cicala - 17/08/2026 07:33

Manovra 2027, nuova Irpef al 33% fino a 60mila euro: ecco la simulazione dei risparmi

La manovra 2027 si prepara a mettere mano ancora una volta all’Irpef. L’idea, ormai circolata con insistenza, è quella di estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito, ampliando lo scaglione che oggi si ferma a 50mila. È un intervento ambizioso, dal costo stimato di 2,7 miliardi, che il governo vorrebbe trasformare nel simbolo fiscale di fine legislatura. Ma chi verrebbe davvero coinvolto? Quanto si risparmierebbe in concreto? E la sterilizzazione fiscale, già usata in passato, tornerà anche questa volta? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video Youtube di Guida Pensione Italia sul taglio dell'Irpef dal 35 al 33%.

Chi sono i contribuenti interessati dal nuovo taglio dell'Irpef in Manovra

Per capire la portata della misura bisogna partire dai numeri. Tra 50mila e 60mila euro di reddito dichiarato si colloca poco più di un milione di contribuenti. Ma l’effetto dell’allargamento dello scaglione non si fermerebbe a loro. Anche chi supera i 60mila euro, infatti, vedrebbe una parte del proprio reddito – quella compresa tra 50mila e 60mila – tassata al 33% invece che al 43%.

In assenza di tetti o correttivi, la platea dei beneficiari salirebbe così a circa 3,3 milioni di contribuenti. Naturalmente, il vantaggio non avrebbe lo stesso peso per tutti: più il reddito cresce, più l’incidenza del beneficio si assottiglia fino quasi a sparire nelle fasce molto alte.

Quanto si risparmia davvero

Il risparmio è facile da calcolare perché procede in modo lineare. Chi dichiara 51mila euro risparmierebbe circa 100 euro all’anno. A 52mila diventano 200, e così via, fino ad arrivare ai 60mila euro, soglia in cui il beneficio raggiunge il suo massimo: 1.000 euro.

Da lì in avanti il risparmio si stabilizza: chi guadagna 70mila, 80mila o 100mila euro continuerà a risparmiare sempre quei mille euro, ma il peso percentuale del vantaggio cambia. A 60mila euro rappresenta circa l’1,7% dell’imposta, a 100mila scende all’1%, e più il reddito sale più l’effetto si diluisce.

Va ricordato che questi sono valori lordi, non tengono conto delle detrazioni personali, delle spese agevolate, né delle addizionali comunali e regionali che possono modificare sensibilmente il risultato finale.

La sterilizzazione fiscale: perché potrebbe tornare

C’è poi un tema che il governo conosce bene: evitare che i redditi più alti beneficino troppo del taglio. È qui che entra in gioco la sterilizzazione fiscale, già utilizzata nella legge di Bilancio 2026. Allora, chi superava i 200mila euro veniva compensato con una riduzione della detrazione d’imposta pari a 440 euro, neutralizzando di fatto il vantaggio derivante dal taglio dell’aliquota dal 35% al 33%.

Una soluzione simile potrebbe essere riproposta anche ora, magari abbassando la soglia di sterilizzazione per contenere i costi della manovra e ridurre la platea dei beneficiari effettivi. Tutto dipenderà dall’equilibrio tra coperture disponibili, impatto redistributivo e obiettivi politici della manovra 2027.

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