Modello 730/2026: cosa cambia secondo l’AdE tra nuove aliquote, bonus affitti e detrazioni

Benna Cicala Benna Cicala - 10/02/2026 07:45

Modello 730/2026: cosa cambia secondo l’AdE tra nuove aliquote, bonus affitti e detrazioni

La stagione della dichiarazione dei redditi è alle porte e l’Agenzia delle Entrate ha già diffuso le bozze del Modello 730/2026, offrendo un primo sguardo alle regole che i contribuenti dovranno seguire per dichiarare i redditi percepiti nel 2025. Le novità sono numerose e toccano diversi aspetti: dalle nuove aliquote Irpef alla revisione delle detrazioni, passando per la gestione dei familiari a carico e per le agevolazioni su affitti e interventi edilizi.

Il modello recepisce infatti le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio e dalla riforma fiscale in corso, ridisegnando alcuni elementi centrali della dichiarazione.

A questo punto è naturale chiedersi: quali sono le scadenze del Modello 730/2026? Come cambiano le aliquote Irpef? Quali bonus e detrazioni saranno confermati e quali subiranno modifiche? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Caf Fenalca sulle novità del modello 730/2026.

Scadenze del Modello 730/2026 e nuove aliquote Irpef: cosa cambia davvero per i contribuenti

Il Modello 730/2026 sarà lo strumento con cui i contribuenti dichiareranno i redditi percepiti nel 2025. Le scadenze restano quelle ormai consolidate: dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile il 730 precompilato, mentre il termine ultimo per l’invio – sia per la versione ordinaria che per quella precompilata – è fissato al 30 settembre 2026.

La novità più rilevante riguarda però la struttura dell’Irpef. La riforma fiscale ha confermato il passaggio a tre scaglioni, con una riduzione significativa dell’aliquota per la fascia intermedia. Il nuovo schema prevede:

  • 23% fino a 28.000 euro
  • 33% da 28.001 a 50.000 euro, due punti in meno rispetto al passato
  • 43% oltre 50.000 euro

Il taglio dell’aliquota intermedia consente un risparmio fino a 440 euro annui per chi percepisce un reddito fino a 50.000 euro. È stata inoltre confermata la fusione dei primi due scaglioni, ora unificati al 23% fino a 28.000 euro.

L’effetto positivo delle nuove aliquote, però, viene attenuato dalla revisione delle detrazioni. Per i redditi superiori a 75.000 euro, le detrazioni al 19% vengono progressivamente ridotte fino ad azzerarsi a quota 100.000 euro. Restano escluse dal taglio le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui.

Familiari a carico, assegno unico e detrazioni: come gestire correttamente il 730/2026

La gestione dei familiari a carico è uno degli aspetti più delicati della dichiarazione, soprattutto dopo l’introduzione dell’assegno unico. Per essere considerato fiscalmente a carico, un familiare deve avere un reddito complessivo inferiore a:

  • 4.000 euro se figlio fino a 24 anni
  • 2.840,51 euro per figli oltre i 24 anni e altri familiari (coniuge, genitori, fratelli, sorelle)

Dal 2022, la detrazione per i figli sotto i 21 anni è stata sostituita dall’assegno unico e universale. Questo comporta due conseguenze:

  • per i figli under 21 non spetta più la detrazione classica, ma devono comunque essere indicati nel prospetto dei familiari a carico per recuperare le spese detraibili (mediche, scolastiche, sportive)
  • per i figli over 21 tornano applicabili le detrazioni, purché rispettino i limiti di reddito

La detrazione teorica per i figli tra 21 e 30 anni è pari a 950 euro, ma l’importo effettivo diminuisce all’aumentare del reddito. Per il coniuge e gli altri familiari conviventi restano detrazioni decrescenti fino ad azzerarsi oltre gli 80.000 euro di reddito complessivo.

Restano detraibili al 19% le spese sostenute per:

  • istruzione, dall’asilo nido all’università
  • attività sportive dei ragazzi tra 5 e 18 anni
  • spese mediche e farmaceutiche
  • abbonamenti al trasporto pubblico

Welfare aziendale, bonus affitti e agevolazioni edilizie: tutte le novità presenti nel Modello 730/2026

Il nuovo Modello 730 recepisce anche le modifiche relative al welfare aziendale, stabilizzate per il triennio 2025‑2027. Le soglie dei fringe benefit esentasse diventano:

  • 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti
  • 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico

Tra i fringe benefit rientrano non solo buoni spesa o carburante, ma anche rimborsi per utenze domestiche, affitto dell’abitazione principale e interessi sul mutuo prima casa.

Sul fronte degli affitti, il modello include due misure molto attese:

  • il bonus affitto neoassunti, destinato a chi trasferisce la residenza oltre 100 km, con un rimborso aziendale fino a 5.000 euro
  • la detrazione affitto giovani, fino a 2.000 euro per chi ha un reddito inferiore a 15.493,71 euro

Per quanto riguarda le agevolazioni edilizie, vengono confermate le percentuali aggiornate:

  • bonus ristrutturazioni al 50% per la prima casa e al 36% per le altre
  • bonus mobili con tetto di spesa ridotto a 5.000 euro

Il nuovo modello integra tutti i quadri necessari per gestire correttamente queste agevolazioni, semplificando la compilazione per chi ha sostenuto spese nel corso del 2025.

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