Modello 730/2026, quando arrivano i rimborsi: calendario e date per lavoratori e pensionati

Benna Cicala Benna Cicala - 18/05/2026 07:45

Modello 730/2026, quando arrivano i rimborsi: calendario e date per lavoratori e pensionati

Con l’invio delle dichiarazioni dei redditi prende il via anche la stagione dei rimborsi del Modello 730/2026, attesa da milioni di contribuenti. Ogni anno lavoratori e pensionati si chiedono quando riceveranno il credito IRPEF maturato grazie alle detrazioni per spese sanitarie, mutui, bonus edilizi o familiari a carico. I tempi, però, non sono uguali per tutti: a influire sono la data di presentazione, la modalità di trasmissione e la presenza o meno del sostituto d’imposta.

Quando arrivano i rimborsi per chi ha già inviato il 730? Quali sono le date per pensionati e lavoratori? E cosa succede se il rimborso è gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lavoro e Diritti su quando arrivano i rimborsi.

Modello 730/2026: calendario dei rimborsi per lavoratori dipendenti

Per i lavoratori dipendenti, il rimborso del Modello 730/2026 arriva direttamente in busta paga, con tempistiche che variano in base alla data di invio della dichiarazione. Chi trasmette il modello entro maggio riceverà il credito già a luglio, mentre chi invia tra giugno e agosto dovrà attendere tra settembre e ottobre. Le dichiarazioni presentate entro il 30 settembre, invece, verranno liquidate tra novembre e dicembre.

Il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate invia al datore di lavoro il modello 730-4 con il risultato contabile, e il sostituto d’imposta provvede al conguaglio direttamente sullo stipendio. Nel prospetto di liquidazione, il cosiddetto modello 730-3, vengono riepilogati l’importo del rimborso, eventuali trattenute, acconti e rateizzazioni richieste.

Chi presenta il 730 precompilato online riceve il rimborso con le stesse tempistiche di chi si affida a CAF o commercialisti. In generale, chi ha inviato la dichiarazione entro maggio è tra i primi a ricevere il credito IRPEF, mentre chi ha ritardato la trasmissione dovrà attendere l’autunno.

Modello 730/2026: rimborsi per pensionati e chi non ha sostituto d’imposta

Per i pensionati, i tempi di accredito sono leggermente più lunghi. Il rimborso viene gestito direttamente dall’INPS, che effettua il conguaglio nei cedolini di agosto o settembre, anche in caso di rateizzazione. Chi ha trasmesso il modello nelle prime settimane di campagna fiscale può ricevere il rimborso già entro la fine dell’estate.

Il pagamento è visibile nel cedolino pensione, nel Fascicolo previdenziale del cittadino o tramite l’app INPS Mobile. Anche in questo caso, la rapidità di trasmissione della dichiarazione è determinante per anticipare la data di accredito.

Diverso è il caso di chi presenta il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta, come disoccupati, colf, badanti o lavoratori domestici. In queste situazioni il rimborso non passa dal datore di lavoro o dall’INPS, ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente del contribuente. I tempi sono più lunghi e possono arrivare fino all’autunno inoltrato. Per evitare ritardi è fondamentale comunicare correttamente l’IBAN all’Agenzia, così da ricevere il bonifico senza ulteriori verifiche.

Controlli, soglie minime e rimborsi elevati: cosa sapere sul Modello 730/2026

Non tutti i rimborsi seguono lo stesso ritmo. Quando l’importo supera i 4.000 euro, oppure quando la dichiarazione presenta modifiche rilevanti rispetto al precompilato, l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli preventivi. In questi casi il rimborso non viene più erogato dal sostituto d’imposta, ma direttamente dal Fisco, dopo la conclusione delle verifiche. La normativa consente di effettuare i controlli entro quattro mesi dalla scadenza per la trasmissione del modello o dalla data effettiva di invio. Terminati i controlli, il pagamento avviene entro il sesto mese successivo, quindi chi rientra in questa categoria potrebbe ricevere le somme tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027.

Esiste anche una soglia minima di 12 euro: se il credito o il debito relativo a una singola imposta è pari o inferiore a tale importo, il sostituto d’imposta non procede né al rimborso né alla trattenuta. Una regola poco conosciuta, ma utile per capire perché alcuni piccoli conguagli non compaiono in busta paga o nel cedolino pensione.

Infine, può capitare che la retribuzione mensile non sia sufficiente per trattenere interamente le somme dovute. In questi casi il datore di lavoro continua le trattenute nei mesi successivi, applicando gli interessi previsti per incapienza. Lo stesso vale per chi sceglie la rateizzazione dei debiti fiscali: le rate successive vengono trattenute nelle mensilità seguenti con una maggiorazione per interessi.

Il calendario dei rimborsi del Modello 730/2026 si conferma quindi articolato, ma con regole chiare e tempi ormai consolidati. Chi ha presentato la dichiarazione in anticipo potrà vedere il credito già in estate, mentre chi ha optato per l’invio tardivo dovrà attendere l’autunno o, nei casi più complessi, l’inizio del nuovo anno.

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