Il secondo mese dell'anno segna un passaggio delicato per chi percepisce la Naspi febbraio 2026, perché l’INPS mette in moto le lavorazioni che sbloccano i pagamenti e verifica che tutto sia in regola. Oltre alla data di pagamento, infatti, incidono i controlli INPS, le comunicazioni obbligatorie e le tempistiche legate alle singole sedi territoriali.
Sapere come si muove l’INPS in queste settimane aiuta quindi a evitare sorprese e a leggere correttamente eventuali ritardi. Per questo è utile fare il punto sulle lavorazioni, sulle date di accredito previste e su chi, invece, rischia di restare senza pagamento.
Prima di scoprire insieme il calendario degli accrediti della disoccupazione agricola, vi lasciamo al video YouTube di Bonus & Pagamenti sulle prestazioni previdenziali in pagamento nel mese in corso.
Naspi febbraio 2026: calendario delle lavorazioni INPS
Le lavorazioni della Naspi di febbraio 2026 rappresentano il primo segnale concreto dell’avvio dei pagamenti. Come avviene ogni mese, l’INPS inizia le operazioni all’inizio di febbraio per predisporre l’erogazione dell’indennità riferita a gennaio.
Il calendario, però, non è sempre lineare. Quest’anno il primo giorno del mese cade in una giornata festiva e, di conseguenza, l’avvio delle lavorazioni è slittato al primo giorno lavorativo utile, lunedì 2 febbraio. In alcune sedi territoriali le procedure possono partire leggermente prima o dopo, senza che questo indichi anomalie.
Durante questa fase l’Istituto verifica la permanenza dei requisiti, controlla le comunicazioni inviate dai beneficiari e autorizza i flussi di pagamento. È un passaggio silenzioso, ma decisivo, perché da qui dipende l’effettiva disponibilità delle somme.
Pagamento Naspi febbraio 2026: date di accredito e tempistiche INPS
L’indennità Naspi viene corrisposta con cadenza mensile e riguarda sempre il mese precedente a quello del pagamento. Dunque, la Naspi di febbraio fa riferimento alla disoccupazione di gennaio.
Secondo le tempistiche abituali, i primi accrediti della Naspi sono attesi a partire da lunedì 9 febbraio. Questo riferimento, però, va letto con cautela, poiché l'indennità non viene pagata in un’unica giornata nazionale, ma attraverso le sedi INPS locali, che gestiscono i flussi in modo autonomo.
Di conseguenza, alcuni beneficiari vedranno l’accredito nei primi giorni della settimana, altri dovranno attendere qualche giorno in più. Per avere conferma è sempre consigliabile consultare il fascicolo previdenziale INPS, dove lo stato del pagamento viene aggiornato progressivamente.
A chi spetta la Naspi: requisiti 2026 e categorie escluse
La Naspi è destinata ai lavoratori che hanno perso l’occupazione senza una scelta volontaria. Possono accedervi i lavoratori dipendenti del settore privato, compresi apprendisti e soci lavoratori di cooperative, così come il personale artistico con contratto di lavoro subordinato. Rientrano nella platea anche i dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione.
Restano esclusi i lavoratori autonomi e chi ha presentato dimissioni volontarie, salvo i casi riconosciuti di giusta causa. Un altro requisito fondamentale riguarda i contributi: servono almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione.
Naspi febbraio 2026: chi rischia la sospensione del pagamento
Febbraio può trasformarsi in un mese a vuoto per alcuni percettori della Naspi. Il rischio riguarda chi non ha comunicato all’INPS il reddito presunto per il 2026 entro il termine del 31 gennaio.
In assenza di questa comunicazione, l’Istituto sospende il pagamento dell’indennità. Non è una cancellazione del diritto, ma uno stop temporaneo che può far slittare l’accredito anche di diverse settimane. La comunicazione resta obbligatoria anche quando il reddito previsto è pari a zero e deve essere inviata tramite i canali ufficiali INPS.
Avere chiari questi passaggi aiuta a gestire meglio le tempistiche della Naspi e a ridurre il rischio di sospensioni o ritardi nei pagamenti.