Naspi marzo 2026, date INPS di pagamento: ecco quando arriva la disoccupazione

Benna Cicala Benna Cicala - 28/02/2026 07:00

Naspi marzo 2026, date INPS di pagamento: ecco quando arriva la disoccupazione

Le famiglie che attendono la Naspi marzo 2026 guardano al calendario con attenzione, perché l’accredito dell’indennità di disoccupazione incide in modo diretto sulla gestione delle spese mensili, dall’affitto alle utenze. L’INPS, come di consueto, non comunica un’unica data valida per tutti, poiché i pagamenti dipendono dalla presentazione della domanda e dall’istruttoria della pratica. Tuttavia, esistono finestre temporali ricorrenti che consentono di orientarsi con una certa precisione.

Qui di seguito analizziamo quando arrivano i pagamenti di marzo 2026, come verificare l’accredito nel fascicolo previdenziale e quali sono i requisiti aggiornati per ottenere la prestazione. Intanto, vi lasciamo al video YouTube di Michele Madonna sugli anticipi INPS previsti per fine febbraio.

Quando arriva la Naspi marzo 2026: le date di pagamento INPS

Per la Naspi marzo 2026 non è previsto un calendario unico valido per tutti i beneficiari, perché l’erogazione dipende dalla data di presentazione della domanda e dallo stato di lavorazione della pratica. Tuttavia, per il mese di marzo l’INPS ha programmato i flussi di pagamento massivi a partire dal 9-10 marzo 2026.

Questo significa che:

  • Dal 9 marzo 2026 iniziano le prime disposizioni di pagamento per chi già percepisce l’indennità;
  • Tra il 10 e il 15 marzo 2026 si concentrano la maggior parte degli accrediti.
  • Nei giorni successivi possono essere lavorate le posizioni residuali o le prime mensilità appena autorizzate.

Chi ha presentato domanda nelle ultime settimane potrebbe ricevere il primo pagamento qualche giorno dopo rispetto ai flussi principali, poiché l’Istituto deve completare le verifiche contributive e amministrative.

È importante distinguere tra data di disposizione INPS, visibile nel fascicolo previdenziale, e data di valuta bancaria, che può variare di uno o due giorni a seconda dell’istituto di credito. Per chi riceve il bonifico domiciliato, invece, le tempistiche possono slittare di qualche giorno rispetto all’accredito su conto corrente.

Come verificare la data di pagamento nel fascicolo previdenziale INPS

Per conoscere con precisione la data di accredito della Naspi marzo 2026, il canale più affidabile resta il fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS.

L’accesso avviene tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. 

Una volta effettuato il login, è sufficiente seguire il percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Fascicolo previdenziale del cittadino” > “Prestazioni” > “Pagamenti”. Qui vengono riportati sia l’importo disposto sia la data di valuta.

La consultazione online consente di verificare anche eventuali variazioni, trattenute fiscali Irpef o conguagli. Inoltre, nella sezione dedicata alle comunicazioni è possibile controllare lo stato della domanda di disoccupazione, soprattutto durante le prime settimane dopo l’invio.

Spesso l’INPS aggiorna la data qualche giorno prima dell’effettivo accredito. Per questo motivo è utile monitorare il fascicolo già a partire dalla prima settimana del mese. In alternativa, è possibile contattare il Contact Center o rivolgersi a un patronato, soprattutto se emergono ritardi o anomalie.

A chi spetta la Naspi nel 2026: requisiti aggiornati

La Naspi spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione. Rientrano, quindi, i dipendenti licenziati, i lavoratori a termine alla scadenza del contratto e gli apprendisti. Restano esclusi, invece, i lavoratori autonomi, salvo specifiche tutele come la DIS-COLL per collaboratori coordinati e continuativi.

Per accedere alla prestazione nel 2026 è necessario soddisfare alcuni requisiti contributivi e lavorativi. In particolare:

  •  occorre aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione; 
  • è richiesta la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, da rendere presso il Centro per l’Impiego.

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il rispetto di questa scadenza incide sia sulla decorrenza sia sull’importo Naspi spettante. Dopo l’accoglimento, il beneficiario è tenuto a partecipare alle politiche attive del lavoro, inclusi eventuali percorsi di formazione o riqualificazione.

Nel calcolo dell’importo si considera la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. L’indennità viene erogata mensilmente e può durare per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive maturate nello stesso periodo, fino ai limiti previsti dalla normativa.

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