Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il Programma Trimestrale di Emissione del IV trimestre 2026, documento che orienta la strategia del Tesoro nella fase conclusiva dell’anno. Le nuove linee prevedono l’arrivo di un BTP inedito, la riapertura di diverse scadenze già presenti sul mercato e una gestione attenta delle aste per garantire stabilità e liquidità. A questo punto è inevitabile chiedersi: quali nuovi Btp verranno collocati? quali titoli saranno riaperti? e come si inserisce questa programmazione nel percorso di funding del 2026? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su come funzionano i titoli di stato.
Un nuovo BTP 5 anni apre il trimestre: scadenza 2032 e ruolo strategico
La principale novità riguarda l’introduzione di un nuovo BTP a 5 anni, con scadenza 1° febbraio 2032. Il Tesoro ha fissato un ammontare minimo significativo, segnale della volontà di costruire rapidamente un circolante adeguato prima di passare a future emissioni sulla stessa scadenza. Il nuovo titolo si inserisce in un contesto di mercato caratterizzato da tassi ancora elevati e da una domanda stabile per le scadenze intermedie, tradizionalmente apprezzate dagli investitori istituzionali e retail. Il MEF lascia inoltre aperta la possibilità di introdurre ulteriori titoli nel corso del trimestre, qualora le condizioni finanziarie lo rendessero opportuno.
Riaperture dei Btp in circolazione: focus sulle scadenze 2028‑2036
Accanto al nuovo titolo, il Tesoro prevede la riapertura di diverse scadenze già presenti sul mercato. Il IV trimestre vedrà infatti nuove tranche di Btp con scadenze 2028, 2029, 2033 e 2036, tutte caratterizzate da cedole comprese tra il 3% e il 4%. Si tratta di scadenze che hanno mostrato buona liquidità nel corso dell’anno e che il MEF intende consolidare ulteriormente, anche per sostenere l’efficienza del mercato secondario. La programmazione include inoltre la possibilità di riaprire titoli oltre i 10 anni, CCTeu e BTP indicizzati all’inflazione, così come titoli non più in corso di emissione, qualora si rendesse necessario intervenire su eventuali dislocazioni di mercato. Tutte le aste del trimestre saranno gestite con procedura marginale, che consente al Tesoro di definire in modo discrezionale prezzo e quantità, mantenendo flessibilità in una fase di mercato complessa.
Il funding 2026 verso la chiusura: emissioni residue e stato di avanzamento
Il IV trimestre rappresenta la fase conclusiva del programma di funding del 2026. A fine agosto, il MEF aveva già collocato oltre 260 miliardi di euro di titoli a medio‑lungo termine, coprendo gran parte del fabbisogno annuale e delle scadenze previste. Le emissioni residue per la parte finale dell’anno sono stimate in un intervallo compreso tra 59 e 69 miliardi, cifra che tiene conto delle scadenze di fine anno e delle disponibilità di cassa accumulate nei mesi precedenti. La vita media del debito resta stabile, mentre il costo medio all’emissione mostra un lieve aumento rispetto al 2025, riflettendo il contesto monetario più restrittivo. In questo scenario, la programmazione del IV trimestre assume un ruolo decisivo: completare il funding annuale, mantenere la stabilità del mercato dei Btp e garantire un equilibrio tra nuove emissioni e riaperture.