ufficiale: anche nel 2026 sarà possibile ritirarsi dal lavoro tre anni prima rispetto a quanto previsto per la pensione di vecchiaia.
E questo grazie alla pensione anticipata contributiva, che permette ai lavoratori prossimi alla fine della propria carriera di ritirarsi a 64 anni, purché rispettino una serie di requisiti piuttosto rigorosi.
Vediamo cosa cambia rispetto allo scorso anno per la pensione anticipata a 64 anni, tra criteri richiesti, importi e tanto altro.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di PrevidAge.
Pensione anticipata a 64 anni, i requisiti per il 2026
Intanto partiamo con il requisito principale per accedere alla pensione anticipata a 64 anni: rientrare nel sistema contributivo puro, ovvero quello in cui l?intera pensione viene calcolata esclusivamente sui contributi effettivamente versati.
In breve, per rientrare in questo sistema occorre non aver versato alcun contributo prima del 1 gennaio 1996, ai sensi della Legge Dini: basta infatti un solo giorno di contributi versati prima del 1996 per rientrare nel sistema misto, in cui la pensione si compone di una quota contributiva e di una quota retributiva.
Oltre a questo, occorre anche aver maturato almeno 25 anni di contributi, 5 anni in più di quanto previsto fino al 2024 (per la cronaca, la Legge di Bilancio 2025 ha innalzato la soglia).
Altro requisito chiave è quello dell'importo della pensione maturata: l?assegno di pensione deve infatti avere un importo pari a tre volte quello dell?assegno sociale (1.638 euro lordi al mese nel 2026). Per le donne con figli, invece, l'importo può essere pari a 2,8 volte (se con un figlio) e a 2,6 volte (se con due o più figli).
Pensione anticipata a 64 anni, gli importi per il 2026
A differenza della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata tradizionale, dove l?assegno previdenziale non ha limiti di importo, la pensione anticipata a 64 anni, alla stregua dell?Ape sociale, prevede invece un importo mensile massimo.
O meglio, un vero e proprio "tetto" all'assegno per tutti i richiedenti, anche per chi ha accumulato contributi sufficienti a maturare un importo decisamente più alto.
Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell?INPS, l?importo della pensione anticipata contributiva non può superare cinque volte il trattamento minimo annuo (pari a 2.993,05 euro; dato del 2024).
Di conseguenza, l?assegno effettivo dovrà rispettare due limiti: non potrà essere inferiore a tre volte il trattamento minimo (o 2,8?2,6 volte per le donne con figli) e non potrà superare cinque volte il trattamento minimo.

Pensione anticipata a 64 anni, nuovi limiti per l'accesso
Altre novità sul fronte della pensione anticipata provengono dalla Manovra di Bilancio 2026, che ha introdotto nuovi limiti per l'accesso.
In particolare, non sarà più possibile utilizzare la rendita della previdenza integrativa per raggiungere i requisiti necessari. Fino a dicembre 2025, era infatti possibile sommare l?assegno principale con quello derivante dalla previdenza complementare. Da gennaio, invece, questa opzione è stata eliminata.
Tra l'altro, nei prossimi anni, l?accesso alla pensione a 64 anni sarà progressivamente più limitato, a causa dell?aggiornamento periodico dei requisiti contributivi e anagrafici, come previsto anzitempo per la pensione anticipata e per quella di vecchiaia.
In breve, per ritirarsi con questa formula previdenziale nel 2027 serviranno 64 anni e un mese, e nel 2028 64 anni e tre mesi. Mentre a partire dal 2030 sarà necessario aver maturato almeno 30 anni di contributi.