Pensione anticipata Ape sociale, ultima scadenza il 30 novembre: ecco cosa cambia nel 2027

Benna Cicala Benna Cicala - 20/10/2026 07:45

Pensione anticipata Ape sociale, ultima scadenza il 30 novembre: ecco cosa cambia nel 2027

Il 30 novembre chiude l’ultima finestra del 2026 per chi punta alla pensione anticipata tramite l’Ape sociale. La misura resta attiva fino al 31 dicembre, grazie alla proroga della legge di bilancio. Chi vuole uscire prima dal lavoro deve muoversi ora. A questo punto è naturale chiedersi: chi può accedere? quanti contributi servono? e cosa potrebbe succedere nel 2027? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Canale Notizie su come funziona l'Ape Sociale.

Chi può accedere all’Ape sociale nel 2026

L’Ape sociale accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia. Nel 2026 servono 63 anni e 5 mesi e l’appartenenza a una delle quattro categorie tutelate. I disoccupati entrano se hanno perso il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o scadenza del contratto. I caregiver accedono se assistono da almeno sei mesi un familiare convivente con handicap grave. Gli invalidi civili entrano con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%. Chi svolge mansioni gravose rientra nell’ultima categoria prevista.

Contributi richiesti e importo dell’assegno

Il requisito contributivo cambia in base alla categoria. Disoccupati, caregiver e invalidi devono avere 30 anni di contributi. Chi svolge lavori gravosi ne deve avere 36, con almeno sette anni negli ultimi dieci oppure sei negli ultimi sette. Per gli operai edili la soglia scende a 32 anni. Le lavoratrici madri ottengono uno sconto: dodici mesi per figlio, fino a due anni. L’assegno corrisponde alla pensione maturata, con un tetto di 1.500 euro lordi al mese. Chi riceve l’Ape sociale non può lavorare, tranne nel caso di lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro annui.

Domanda entro il 30 novembre e cosa si rischia nel 2027

La domanda si invia dal sito Inps con SPID, CIE o CNS, tramite patronato o contact center. Chi ha già tutti i requisiti può presentare subito anche l’istanza di accesso alla prestazione, così non perde mensilità. L’Ape sociale parte dal primo giorno del mese successivo alla richiesta, se il lavoratore ha cessato l’attività e rispetta tutte le condizioni. Sul 2027 non c’è ancora una decisione definitiva. La misura potrebbe essere prorogata, modificata oppure chiusa. Il governo ha stanziato risorse, ma non ha confermato la continuità dello strumento. Chi è vicino ai requisiti deve quindi monitorare le comunicazioni ufficiali, perché l’Ape sociale potrebbe non essere disponibile nel nuovo anno.

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