Pensione anticipata, se hai svolto una di queste mansioni all'estero ora ti conteggiano gli anni di lavoro

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 09/06/2026 10:15

Pensione anticipata, se hai svolto una di queste mansioni all'estero ora ti conteggiano gli anni di lavoro

Buone notizie per i lavoratori che hanno dedicato anni e anni della propria vita professionale ad attività svolte all?estero.

Dalla Corte di Giustizia dell?Unione Europea arriva una sentenza che potrebbe rivoluzionare il diritto previdenziale di chi ha costruito la propria carriera fuori dall'Italia.

In breve, a seguito di un contenzioso, la Corte ha affermato che alcuni lavoratori possono sfruttare gli anni all'estero per l'accesso alle pensioni anticipate, senza essere considerati come generici anni contributivi.

Appunto, alcuni lavoratori. Vediamo quindi chi potrà beneficiare di questa novità, e quali potrebbero essere gli eventuali effetti.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di MiaPensione.

Pensione anticipata, dalla Corte di Giustizia UE una sentenza favorevole per questi lavoratori

Prima facciamo un breve preambolo sulla vicenda. Un lavoratore mobile (uno che ha sviluppato il proprio percorso professionale attraversando i diversi Paesi UE) aveva svolto attività mineraria nella Repubblica Ceca, ma aveva successivamente richiesto in Slovacchia l?accesso alla pensione agevolata prevista per i minatori.

Dopo che in un primo momento le autorità avevano negato tale diritto, è iniziato un lungo percorso giudiziario che ha portato il caso fino alla Corte di Giustizia UE.

E il 21 maggio 2026, con la sentenza relativa alla causa C-717/24, la Corte ha stabilito che i periodi di lavoro gravoso o usurante svolti in un altro Stato membro dell'Unione Europea devono essere riconosciuti e valorizzati anche ai fini dell'accesso alle pensioni anticipate, e non soltanto conteggiati come generici anni contributivi.

In sostanza, secondo i giudici europei non basta più sommare i contributi maturati nei diversi Paesi, ma considerare anche la tipologia del lavoro svolto fuori dai confini.

A chi si rivolge questa novità previdenziale

Come detto sopra, la novità riguarda soprattutto i lavoratori impiegati in mansioni considerate particolarmente faticose o usuranti.

Per intenderci, ai fini previdenziali le mansioni gravose sono (ad esempio) essere lavoratori agricoli, facchini, pescatori, operai edili, maestre della scuola dell?infanzia, infermieri di sala operatoria e conducenti di mezzi pesanti.

Per quanto riguarda invece i lavori usuranti, ci si riferisce a mansioni quali essere addetti allo smaltimento dell?amianto, lavoratori notturni, operai impegnati nelle catene di montaggio e autisti del trasporto pubblico locale.

Si tratta di categorie che già oggi possono accedere a specifici strumenti di pensionamento anticipato, come l?Ape Sociale, che consente l?uscita dal lavoro a 63 anni e 5 mesi con almeno 36 anni di contributi.

Oppure Quota 41 precoci, riservata a chi possiede 41 anni di contributi e almeno un anno versato prima del compimento dei 19 anni.

O altrimenti lo scivolo dedicato ai lavori usuranti, introdotto durante la riforma Fornero, che permette di andare in pensione già a 61 anni e 7 mesi.

Tutte uscite che saranno ancora più accessibili grazie a questa novità previdenziale. Anche se non subito.

Cosa cambia per i lavoratori in odor di pensione

Dal punto di vista normativo: nulla, almeno per ora. Non è stata infatti approvata una nuova legge previdenziale che recepisca automaticamente questo principio nel sistema italiano.

E' però un notevole passo avanti. Come nota bene il Brocardi, la sentenza obbliga gli Stati membri "a interpretare le proprie norme previdenziali in modo coerente con il diritto europeo, garantendo che i lavoratori non vengano penalizzati proprio nelle tutele più importanti".

In particolare, la novità potrebbe incidere profondamente sul funzionamento della totalizzazione internazionale, cioè il meccanismo che consente già oggi di sommare i contributi versati in diversi Paesi dell?Unione Europea per raggiungere i requisiti necessari alla pensione.

Oggi il sistema prevede che i contributi maturati all?estero vengano conteggiati semplicemente come anni contributivi. Con la nuova sentenza, invece, se quei contributi derivano da attività gravose o usuranti, dovranno essere considerati come tali anche nello Stato in cui il lavoratore richiede la pensione anticipata.

Come detto sopra, è a tutti gli effetti una buona notizia per i lavoratori, soprattutto per quelli che vogliono tornare in Italia per trascorrervi la propria pensione.

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