Pensione con 15 anni di contributi (o anche meno): tutte le possibilità valide nel 2026

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 25/02/2026 10:15

Pensione con 15 anni di contributi (o anche meno): tutte le possibilità valide nel 2026

Per andare in pensione a 67 anni servono almeno 20 anni di contributi: questa è la regola prevista per tutti i lavoratori.

O meglio, per la stragrande maggioranza dei lavoratori. Alcuni invece possono accedere alla pensione di vecchiaia anche con 15 anni di contributi. O addirittura meno, anche se con diversi pro e contro.

Tutte possibilità che vengono riconfermate anche nel 2026, e sempre con gli stessi requisiti (e limiti) dell'anno precedente.

Vediamo infatti come ritirarsi con 15 anni di contribuzione, o anche meno.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Mondo Pensioni.

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: confermate le Deroghe Amato anche nel 2026

Anche nel 2026 resta valido quanto previsto dalle Deroghe Amato, ossia la possibilità di conservare il requisito contributivo precedente alla Riforma Amato del 1992 per accedere alla pensione di vecchiaia. In pratica, anche quest'anno sarà possibile andare in pensione con 15 anni di contribuzione, non necessariamente con i canonici 20 anni.

Queste Deroghe Amato però valgono solo per alcuni lavoratori, in particolare per quelli, sì, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive, ma con pensione calcolata secondo il sistema retributivo.

Nel dettaglio, possono aderire a queste Deroghe coloro che hanno maturato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992, o hanno ottenuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi prima della stessa data. Oppure i lavoratori dipendenti con almeno 25 anni di anzianità assicurativa e almeno 10 anni di lavoro effettivo (anche non consecutivi), per periodi inferiori alle 52 settimane nell’anno solare.

Attenzione, però: anche con queste Deroghe, l’uscita deve rispettare i limiti fissati dalla Legge Fornero. Pertanto, toccherà ritirarsi a 67 anni.

Che pensione si prende con 15 anni di contributi

E la domanda sorge spontanea: quanto si prende di pensione ritirandosi con 15 anni di contributi? La risposta: non molto.

Prendiamo ad esempio un lavoratore dipendente con reddito medio (31.856 euro, secondo il Salary Outlook 2025 dell’Osservatorio JobPricing), che decide di andare in pensione sfruttando i 15 anni di contribuzione maturati entro il 31 dicembre 1992.

Se uscisse a 67 anni nel 2026, la sua pensione ammonterebbe a circa 1.450 euro lordi, pari a circa il 60% dell’ultimo stipendio percepito.

C'è da dire che, essendo in regime retributivo, il calcolo è già generoso di suo. Al contrario, se si trattasse di 15 anni di contributi in regime contributivo puro, l’assegno si ridurrebbe a circa 700 euro lordi, meno del 30% dell’ultimo salario.

Un’opzione per aumentare l’assegno potrebbe essere quella di posticipare il pensionamento, ad esempio fino a 71 anni: i coefficienti di trasformazione, ossia quelli che convertono i contributi in pensione, "premiano" chi ritarda l'uscita aumentando leggermente l'importo finale dell'assegno.

Purtroppo non si può fare nel nostro caso: come sottolinea l'INPS sul sito ufficiale, i coefficienti "riguardano solo le pensioni o le quote di pensione determinate con il sistema contributivo". Essendo tutto quanto maturato in regime retributivo, l’importo finale rimarrebbe invariato anche con un’uscita posticipata.

Pensione di vecchiaia con meno 15 anni di contributi: le uniche possibilità

Al di fuori delle cosiddette Deroghe Amato, per accedere alla pensione con 15 anni o meno di contributi si può fare domanda per la Pensione di Vecchiaia Contributiva.

Una soluzione che permette di andare in pensione con almeno 5 anni di contributi, a patto però di uscire dal lavoro a 71 anni e non a 67. Essendo interamente contributiva, tutti gli anni devono essere stati versati a partire dal 1° gennaio 1996, con il rischio concreto che l’assegno non vada oltre al trattamento minimo.

Oltre a ciò, un'alternativa è quella dell’assegno sociale, destinato a chi ha maturato meno di 5 anni di contribuzione e non dispone di redditi sufficienti a sostentarsi.

Anche in questo caso si tratta di un trattamento con un importo decisamente limitato: per il 2026, con l’adeguamento incluso, l’assegno sociale ammonta a 546,24 euro mensili per 13 mensilità, per un totale annuo di 7.101,12 euro.

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