Un part-time incentivato per accompagnare i lavoratori verso la pensione: è questa una delle principali novità introdotte dalla legge annuale sulle PMI, approvata definitivamente dal Parlamento il 4 marzo.
Pensata per rilanciare la cosiddetta staffetta generazionale, la misura permette ai lavoratori di godere di un orario di lavoro ridotto negli ultimi anni prima della pensione senza perdere alcun contributo, creando contemporaneamente spazio per l?assunzione stabile di un giovane.
Vediamo nel dettaglio come funziona e chi può accedere a questa pensione con lavoro part-time.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Angelo Scebba.
Come funziona la pensione con lavoro part-time incentivato
In breve, con questa nuova misura il lavoratore prossimo alla pensione può chiedere al datore di lavoro di trasformare il contratto da tempo pieno a part-time, con una riduzione dell?orario compresa tra il 25% e il 50%.
In cambio di questo passaggio al part-time, non si dovrà versare la quota contributiva sulla retribuzione ridotta, fino a un massimo di 3.000 euro l?anno.
L?importo corrispondente sarà incluso direttamente in busta paga e tassato, mentre per le ore non lavorate sarà accreditata la contribuzione figurativa.
In pratica, i contributi pensionistici continueranno a maturare regolarmente, senza alcun effetto negativo sull?ammontare della futura pensione.

Chi può accedere alla pensione con lavoro part-time incentivato
Bene precisare che questa pensione con lavoro part-time incentivato non riguarda tutti i lavoratori.
Secondo il provvedimento, la misura riguarda solo i dipendenti a tempo pieno e indeterminato (impiegati in aziende private con non più di 50 addetti), con anzianità contributiva antecedente al 1996, purché siano in grado di maturare i requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) entro il 1 gennaio 2028.
Per accedere alla misura, l?impresa deve assumere un giovane under 35 con contratto a tempo pieno e indeterminato ogni volta che un lavoratore riduce l?orario tramite il part-time incentivato. Senza questa nuova assunzione, l'incentivo non potrà essere applicato.
La possibilità di attivare il part-time agevolato sarà disponibile solo negli anni 2026 e 2027.
Pro e contro della pensione con lavoro part-time incentivato
Non mancano i pro e contro a questa misura.
Tra i vantaggi principali, il part-time incentivato permette al lavoratore di ridurre l?orario negli ultimi anni di carriera senza perdere contributi pensionistici. Inoltre chi aderisce non solo lavora meno e continua a maturare i contributi pienamente, ma riceve anche in busta paga l?importo corrispondente fino a un massimo di 3.000 euro l?anno.
Un altro punto positivo riguarda la staffetta generazionale: per ogni lavoratore incentivato, viene assunto un giovane under 35 con contratto a tempo pieno e indeterminato.
Tra i limiti, invece, c?è il vincolo imposto alle aziende: senza la contestuale assunzione di un giovane, l'incentivo non può essere concesso.
Un ulteriore svantaggio è legato alle risorse disponibili: il fondo previsto dalla legge "dovrebbe consentire l?accesso alla misura a circa mille lavoratori complessivamente nel biennio di sperimentazione", si legge sul Corriere della Sera.
Si spera comunque che con questa misura si possa stimolare davvero la staffetta generazionale: in Italia gli occupati over 60 superano ormai i tre milioni, mentre l?ingresso dei giovani nel mercato del lavoro rimane più lento rispetto ad altri Paesi europei.