Pensione di reversibilità, nuovi importi e soglie nel 2026: ecco cosa cambia e chi rischia i tagli

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 22/01/2026 10:15

Pensione di reversibilità, nuovi importi e soglie nel 2026: ecco cosa cambia e chi rischia i tagli

Con l?inizio del 2026 arrivano alcune novità per i titolari di pensioni di reversibilità, il sostegno economico targato INPS per i familiari superstiti di un pensionato/lavoratore deceduto.

In primis, l'aggiornamento annuo degli importi delle pensioni di reversibilità. E anche delle soglie di reddito: quelle che, se superate, fanno scattare le riduzioni previste dalla normativa.

Vediamo come cambiano nel 2026 importi e limiti di reddito delle pensioni di reversibilità e chi potrebbe andare incontro ai tagli.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Zona Pensioni.

Pensione di reversibilità, nuovi importi nel 2026: come cambia l'assegno mensile

A seguito dell?adeguamento annuo legato alla rivalutazione ordinaria dell?1,4%, la pensione minima sale a circa 611 euro mensili, per un totale annuo di poco inferiore agli 8.000 euro.

Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, dato che l?adeguamento interviene sulla pensione originaria del titolare deceduto che viene ripartita tra i beneficiari, gli importi saranno più contenuti rispetto a quelli dell'adeguamento ordinario.

Come riporta SKY TG24, se una pensione da 1.000 euro passa da 1.000 a 1.014 euro, la quota di reversibilità spettante al coniuge (pari al 60%) aumenterà di circa 8,40 euro, mentre quella per il figlio (20%) salirà di circa 3 euro.

Ricordiamo che i 20 euro in più previsti dall'aumento della maggiorazione nota come "incremento al milione" spettano anche a chi ha una pensione di reversibilità. Nel nostro caso (quota ripartita al coniuge e al figlio), tutto ciò si traduce in circa 461 euro al coniuge e 154 euro a ciascun figlio.

Pensione di reversibilità, nuove soglie di reddito per il 2026: ecco chi rischia i tagli

Sugli stessi valori utilizzati per l?adeguamento annuo si basano anche i nuovi limiti di reddito che determinano l?applicazione delle sopramenzionate decurtazioni.

In base alla normativa vigente, la riduzione della pensione di reversibilità scatta al superamento della soglia pari a tre volte il trattamento minimo annuo. Poiché nel 2026 il trattamento minimo è fissato a 7.953 euro annui, il primo limite oltre il quale si applicano i tagli sale a 23.862,15 euro.

Pertanto, se con i propri redditi si supera la prima soglia (23.862,15 euro), scatterà un taglio del 25%. A sua volta, se si superano i 31.816,20 euro, la riduzione sarà del 40%. Infine, se i redditi oltrepassano la soglia di 39.769,25 euro, partirà un taglio del 50%.

Attenzione, però: tali riduzioni si applicano esclusivamente alla quota di pensione di reversibilità e non incidono sugli altri redditi percepiti dal beneficiario.

Pensione di reversibilità, chi è escluso dai tagli nel 2026

Fortunatamente, non tutti i beneficiari sono però soggetti alle riduzioni.

L?INPS, con la Circolare n. 185/2015, ha chiarito che i limiti di cumulabilità non si applicano quando il superstite fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili. In questi casi, la pensione di reversibilità resta interamente cumulabile con gli altri redditi percepiti.

Un ulteriore argine alle decurtazioni arriva dalla Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 162 del 2022, la Consulta ha stabilito che la riduzione non può in ogni caso superare l?ammontare dei redditi aggiuntivi percepiti, evitando così effetti sproporzionati e penalizzazioni eccessive.

Per tutti gli altri beneficiari, invece, massima attenzione: nei primi mesi dell?anno bisognerà infatti verificare con cura gli importi liquidati dall?INPS, una volta recepiti gli adeguamenti ISTAT e le integrazioni previste dalla Legge di Bilancio.

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