Pensioni d’invalidità, INPS conferma: in arrivo un nuovo maxi aumento. Ecco come averlo

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 02/03/2026 10:15

Pensioni d’invalidità, INPS conferma: in arrivo un nuovo maxi aumento. Ecco come averlo

Dall'INPS la conferma: per i titolari di pensione di invalidità arriva un nuovo maxi aumento.

Una somma extra che farà la differenza a fine mese, soprattutto per chi si trova in condizioni sanitarie precarie a causa della propria invalidità.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo incremento, quali sono i requisiti previsti e come fare per averlo.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Mr LUL lepaghediale.

Pensioni d?invalidità, in arrivo nuovo maxi aumento: la novità dalla circolare INPS 20/2026

A sancire l?ultima novità è la circolare INPS n. 20/2026, con cui l?Istituto dà attuazione alla sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale, confermando così l?estensione dell?integrazione al trattamento minimo anche agli assegni ordinari di invalidità calcolati interamente con il sistema contributivo.

Una svolta attesa da mesi, che di fatto supera il vincolo introdotto dalla riforma Dini del 1995: fino ad oggi, infatti, l?integrazione al minimo era riconosciuta soltanto a chi poteva far valere almeno un contributo settimanale versato entro il 31 dicembre 1995.

Una soglia che tagliava fuori i cosiddetti "contributivi puri?, proprio nel momento in cui, a causa di problemi di salute, si trovavano costretti ad abbandonare l?attività lavorativa senza poter contare su un assegno sufficiente a garantire un livello di vita adeguato.

Con la sentenza 94/2025, la Corte ha stabilito che anche questi trattamenti devono poter essere integrati fino al minimo previsto per legge, pari a 603,39 euro nel 2025 e 611,85 euro nel 2026.

Pensioni d?invalidità, a chi spetta il nuovo maxi aumento dell'INPS

C'è da dire però che questo maxi aumenti non riguarderà tutti i titolari di pensioni di invalidità. Sempre nella circolare l'INPS precisa che il maxi aumento spetterà solo ai titolari di "assegno ordinario di invalidità" come previsto dalla legge n. 222/1984.

Ossia il trattamento pensionistico riconosciuto ai lavoratori la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo e che possono far valere almeno cinque anni di contributi, di cui tre maturati nel quinquennio precedente alla domanda.

Come detto sopra, con la sentenza della Corte Costituzionale, l?integrazione al trattamento minimo si estende anche ai cosiddetti contributivi puri, cioè quelli che hanno iniziato a versare contributi dal 1 gennaio 1996 oppure che hanno optato per il sistema interamente contributivo (ad esempio attraverso il computo nella Gestione Separata).

Pensioni d?invalidità, come avere il nuovo maxi aumento dall'INPS

Con la circolare appena pubblicata, l?INPS ha a sua volta fornito le istruzioni operative, chiarendo un aspetto centrale: in quali casi l?aumento sarà riconosciuto automaticamente, e in quali no.

L'INPS infatti precisa che l?integrazione al trattamento minimo "è riconosciuta con decorrenza non anteriore al 1 agosto 2025 [...] in presenza della comunicazione dei redditi rilevanti, dichiarati in via presuntiva". In pratica, solo se l'Istituto è già in possesso dei dati reddituali utili per verificare il diritto alla maggiorazione.

Altrimenti, "gli interessati devono presentare domanda di ricostituzione reddituale per la comunicazione dei redditi rilevanti ai fini del ricalcolo della prestazione".

In conclusione, i percettori di assegno ordinario calcolato interamente con il sistema contributivo farebbero bene a controllare la propria posizione nel fascicolo previdenziale, se ritengono di rientrare nei limiti reddituali. E a presentare domanda per evitare di perdere le mensilità arretrate spettanti dalla decorrenza prevista, se poi l?integrazione non risulta ancora applicata e i dati reddituali non sono aggiornati.

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