Pensioni da fame per le donne: la media spaventosa che conferma la disparità

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 23/07/2026 10:15

Pensioni da fame per le donne: la media spaventosa che conferma la disparità

Peggiora nel primo semestre 2026 il divario tra le nuove pensioni di donne e uomini.

A evidenziarlo è l'ultimo report dell'Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento, che analizza gli assegni liquidati con decorrenza nei primi sei mesi dell'anno.

Ecco tutti i principali dati in merito, e perché ancora oggi le donne si ritrovano con pensioni di importo inferiore rispetto a quelle degli uomini. E cosa fare per incrementarle.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Mr LUL lepaghediale.

Pensioni, INPS: cresce il divario tra uomini e donne negli importi

Stando al report dell'Osservatorio INPS, nel computo di tutte le principali gestioni (FPLD, Artigiani, Parasubordinati...) con decorrenza nel primo semestre del 2026, le nuove pensioni riconosciute agli uomini raggiungono una media di 1.506 euro al mese.

Di contro, sempre con riferimento tutte le gestioni, le pensioni liquidate alle donne presentano un importo medio mensile di 1.048 euro.

Ossia, il 30,41% in meno rispetto a quanto prendono ogni mese gli uomini.

Un gap ancora oggi decisamente pesante tra le due categorie. E pure in aumento rispetto all'anno prima. Considerando l'intero 2025, la distanza tra gli importi medi delle nuove pensioni era infatti pari al 26,2%. Nel dettaglio, nell'anno passato gli uomini avevano percepito in media 1.419 euro, mentre le donne avevano ricevuto pensioni di importo medio pari a 1.047 euro mensili.

Tornando al 2026, il divario risulta ancora più marcato nelle pensioni di vecchiaia: le donne ricevono mediamente 1.006 euro, contro 1.491 euro degli uomini, con una differenza del 32,53%.

La forbice si riduce invece nelle pensioni anticipate, dove le carriere contributive sono necessariamente più lunghe. In questo caso, l'importo medio è di 1.814 euro per le donne e di 2.211 euro per gli uomini, con un divario del 17,96%.

Perché (ancora) questo gap tra pensioni

Le cause di questa disparità sono molteplici e affondano le radici nel percorso lavorativo delle donne.

Molto spesso, purtroppo, le lavoratrici si ritrovano con retribuzioni mediamente inferiori rispetto a quelle degli uomini e minori opportunità di avanzamento professionale, tutti elementi che incidono direttamente sull'ammontare dei contributi versati durante la carriera.

A sua volta, gli uomini possono contare mediamente su carriere lavorative più lunghe e su retribuzioni più elevate. Al contrario, periodi di lavoro più brevi, interruzioni della carriera e stipendi inferiori determinano un montante contributivo meno consistente e, di conseguenza, una pensione mediamente più bassa.

A ciò si aggiunge la questione delle pensioni ai superstiti. In numerosi casi, le beneficiarie non hanno maturato una posizione contributiva sufficiente e percepiscono esclusivamente il trattamento ai superstiti.

Per la precisione, nelle nuove pensioni ai superstiti, le donne beneficiarie sono 87.111 contro 19.816 uomini; e percepiscono un importo medio di 1.042 euro rispetto ai 651 euro degli uomini.

Cosa fare per aumentare l'importo finale

Per fortuna, anche oggi c'è modo per poter aumentare l'importo della propria pensione.

Ad esempio richiedendo all'INPS la ricostituzione della pensione, che permette la rideterminazione dell'importo della pensione "per effetto del riconoscimento di contribuzione (figurativa, obbligatoria, da riscatto) versata o maturata in data anteriore a quella di decorrenza della pensione medesima", spiega l'INPS nella pagina ufficiale.

In pratica, viene effettuato un nuovo calcolo dell'assegno applicando la normativa vigente al momento della liquidazione della pensione originaria.

Una volta completata la ricostituzione, si può ottenere o un aumento dell'importo o una sua eventuale riduzione (ma solo in questi casi).

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »