Pensioni giugno 2026: chi avrà aumenti, chi subirà trattenute e come controllare il cedolino

Benna Cicala Benna Cicala - 19/05/2026 07:18

Pensioni giugno 2026: chi avrà aumenti, chi subirà trattenute e come controllare il cedolino

Con l’arrivo di giugno, molti pensionati iniziano a chiedersi cosa troveranno nel nuovo cedolino. Le pensioni di giugno 2026 non portano grandi scossoni per la maggior parte degli assegni, ma alcune categorie potrebbero ricevere aumenti inattesi o, al contrario, ritrovarsi con trattenute aggiuntive. Una situazione che nasce da ricalcoli, errori da correggere e operazioni fiscali che l’Inps sta gestendo da mesi. Il mese, quindi, si presenta apparentemente tranquillo, ma nasconde alcune eccezioni che vale la pena conoscere per evitare sorprese.

Chi riceverà aumenti? Chi dovrà aspettarsi trattenute extra? E come si controlla correttamente il cedolino di giugno? Scopriamolo insieme. 

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Facile per Tutti su dove trovare e come scaricare il cedolino della pensione Inps. 

Pensioni giugno 2026: cosa aspettarsi davvero dal nuovo cedolino

Giugno non porta aumenti straordinari né interventi particolari sugli importi, soprattutto perché le principali novità dell’anno – dalla rivalutazione al taglio dell’Irpef – sono già state applicate nei mesi precedenti. Il mese resta quindi stabile per la maggior parte dei pensionati, anche perché il prossimo appuntamento rilevante sarà quello con il conguaglio Irpef, atteso da agosto in poi.

Nonostante ciò, il cedolino di giugno resta importante da controllare, perché l’Inps continua a gestire alcune posizioni rimaste in sospeso. Negli ultimi mesi, infatti, sono emersi errori che hanno coinvolto migliaia di pensionati, sia in positivo sia in negativo. L’Istituto sta procedendo alla correzione delle posizioni, e questo può riflettersi proprio sul cedolino di giugno.

L’importo lordo e quello netto vengono calcolati secondo le regole ordinarie. L’Irpef viene trattenuta in acconto per il 2026, mentre il ricalcolo finale arriverà solo a fine anno o dopo la dichiarazione dei redditi. Le aliquote restano quelle previste: 23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 e 43% oltre questa soglia, con una no tax area fissata a 8.500 euro. Accanto all’Irpef compaiono le addizionali comunali e regionali, che seguono tempistiche diverse: le comunali vengono trattenute sia in acconto sia a saldo, mentre le regionali solo a saldo per il 2025.

Chi ha avuto un conguaglio a debito superiore a 100 euro e un reddito annuo fino a 18.000 euro potrebbe continuare a vedere trattenute rateizzate fino a novembre. Una situazione che riguarda molti pensionati che hanno scelto la dilazione per evitare un prelievo troppo pesante in un’unica soluzione.

Aumenti e arretrati: chi potrebbe ricevere un assegno più alto a giugno

Accanto alla situazione ordinaria, esistono due categorie di pensionati che potrebbero vedere variazioni significative nel cedolino di giugno. La prima riguarda chi potrebbe ricevere aumenti e arretrati. Si tratta degli iscritti alle gestioni ex Inpdap – in particolare lavoratori di enti locali, sanità, insegnanti d’asilo e ufficiali giudiziari – andati in pensione di vecchiaia a 67 anni con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Per queste persone, al momento della liquidazione dell’assegno sono state applicate le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge di Bilancio 2024, più penalizzanti rispetto a quelle ordinarie. Il problema è che tali aliquote non dovevano essere applicate alle pensioni di vecchiaia, ma solo a quelle anticipate. L’errore ha portato a importi più bassi del dovuto e ora l’Inps deve procedere alla ricostituzione d’ufficio delle pensioni coinvolte.

Chi rientra in questa casistica potrebbe quindi ricevere un assegno più alto già a giugno, con l’aggiunta degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2024. In alcuni casi, le somme potrebbero essere particolarmente consistenti, soprattutto per chi ha subito una penalizzazione importante.

Trattenute extra: chi rischia un cedolino più basso e perché

La seconda categoria riguarda invece chi potrebbe ritrovarsi con trattenute aggiuntive. L’Inps, infatti, ha scoperto che nel 2025 alcuni pensionati hanno ricevuto per errore l’ulteriore detrazione fiscale destinata ai lavoratori dipendenti con redditi tra 20.000 e 40.000 euro. Un beneficio che non spetta ai pensionati e che ora deve essere recuperato.

Il recupero è già iniziato nei mesi scorsi, ma non sempre è stato possibile trattenere l’intero importo in una sola volta. In alcuni casi, la pensione non era abbastanza capiente o l’Inps ha preferito evitare un prelievo troppo pesante. Per questo motivo, le trattenute possono proseguire anche nei cedolini successivi, compreso quello di giugno. In alcuni casi, il debito può arrivare fino a 1.000 euro, motivo per cui la rateizzazione è stata la scelta più comune.

Il cedolino di giugno potrebbe quindi contenere una trattenuta extra per chi rientra in questa situazione, accanto alle trattenute ordinarie già previste.

Quando arriva la pensione di giugno e come controllare il cedolino

Il pagamento della pensione di giugno 2026 arriverà lunedì 1° giugno, primo giorno bancabile del mese. L’accredito sarà effettuato sia per chi riceve la pensione in posta sia per chi la riceve in banca.

Per controllare il cedolino, basta accedere all’area personale MyInps, dove sarà disponibile non appena l’Istituto pubblicherà la guida mensile con tutte le voci dettagliate. Verificare il cedolino è fondamentale soprattutto per chi rientra nelle eccezioni, perché permette di capire se sono stati applicati aumenti, arretrati o trattenute aggiuntive.

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