Anche nel 2026 casalinghe e casalinghi possono andare in pensione.
Ma a patto di rispettare le regole stabilite dall?INPS, aggiornate al 2026. In particolare quelle relative ai contributi e all'assegno maturato.
l'unico modo per potersi ritirare al di fuori di una carriera lavorativa, anche perché non esiste un'opzione previdenziale senza contributi versati.
Vediamo quindi come funziona nel 2026 la pensione dedicata a casalinghe e casalinghi e quali sono i principali requisiti da rispettare.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pianeta Pensioni.
Come funziona la pensione per casalinghe nel 2026
Al pari di quanto già previsto negli anni precedenti, anche nel 2026 casalinghe e casalinghi possono accedere a una particolare forma di pensione.
Per farlo è però necessario iscriversi all?apposito fondo INPS e iniziare a versare contributi in maniera volontaria.
Così da rientrare tra coloro che, al raggiungimento dei requisiti previsti, possono ottenere una prestazione pensionistica, anche senza una carriera lavorativa tradizionale o con una contribuzione insufficiente.
Come precisa l'ente previdenziale, a questa soluzione possono aderire persone iscritte all'INAIL, tra i 18 e i 65 anni, "che svolgono, in via esclusiva e non occasionale, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, attività in ambito domestico per la cura del proprio nucleo familiare".
L?iscrizione non prevede costi iniziali, ma è richiesto il versamento di una quota minima annua per rendere valido il periodo contributivo: 309,84 euro l?anno, pari a circa 25,82 euro al mese.
Questo significa che, per raggiungere il requisito minimo di 5 anni di contribuzione utile alla pensione, è necessario versare almeno 1.549,20 euro complessivi. Solo una volta raggiunta questa soglia si apre la porta alla pensione.
O meglio, si aprono due porte. Quella della pensione di vecchiaia, addirittura a 57 anni. E quella di inabilità, riconosciuta nel caso in cui sopraggiunga un?impossibilità totale e permanente a lavorare.
Proprio su questo punto c'è stato un netto cambiamento rispetto all'anno passato.
Cosa cambia quest'anno per le pensioni rivolte alle casalinghe
Il vero punto di svolta rispetto al 2025 riguarda i requisiti per la pensione di vecchiaia destinata a casalinghe e casalinghi.
Come detto sopra, con questa soluzione ci si può ritirare anche a partire dai 57 anni, ma solo se la pensione maturata è pari all?Assegno sociale maggiorato del 20%.
Ecco la novità: nel 2026 questo importo si attesta a 546,24 euro, il che porta la soglia minima da raggiungere a circa 655 euro mensili. Se non si raggiunge questa somma, la pensione potrà essere ottenuta solo al compimento dei 65 anni.
Resta invece invariata la disciplina della pensione di inabilità, a patto di rispettare il requisito minimo di 5 anni di contributi versati.
E così anche il calcolo finale, che rimane comunque svantaggioso. Anche aderendo al Fondo, senza versamenti consistenti l?importo della pensione resta molto basso.
E questo a causa del sistema di calcolo contributivo, che determina la pensione esclusivamente sulla base dei contributi effettivamente accumulati, senza alcuna integrazione al minimo.

L'alternativa dell'Assegno sociale: cosa cambia nel 2026
Come già detto sopra, senza contributi versati non è possibile accedere alla pensione, ma al massimo all?Assegno sociale, una prestazione di natura appunto assistenziale, destinata a chi non ha maturato una posizione previdenziale sufficiente.
Si tratta di una prestazione con importo fisso ma incrementabile: nel 2026 è pari a 546,24 euro mensili per 13 mensilità, con la possibilità però di arrivare fino a circa 768,29 euro attraverso l?incremento al milione, riconosciuto a partire dai 70 anni e ulteriormente rafforzato dalla legge di Bilancio con un aumento aggiuntivo di 20 euro al mese.
E qui il cambiamento principale per quest'anno. L?assegno viene infatti erogato in misura piena solo a chi non possiede redditi oppure quando il reddito familiare non supera più 7.002,97 euro come nel 2025, ma i 7.101,12 euro annui, la nuova cifra per il 2026.
A sua volta, l?importo viene progressivamente ridotto se si supera questa soglia ma si rimane entro non più i 14.005,94 euro (come l'anno precedente) ma entro i 14.202,24 euro, anche qui la novità per quest'anno.