Pensioni, pignoramenti ancora più facili grazie a questa novità: cosa sapere

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 22/06/2026 10:15

Pensioni, pignoramenti ancora più facili grazie a questa novità: cosa sapere

Diventa ancora più semplice per i creditori avviare il pignoramento delle pensioni.

infatti in arrivo la nuova piattaforma informatica che consentirà di individuare con maggiore rapidità le prestazioni pensionistiche erogate dall?INPS e di attivare più velocemente le procedure esecutive previste dalla normativa vigente.

Vediamo come funzionerà questo sistema, e come cambierà la situazione per i pensionati a rischio pignoramento. E cosa fare per evitare il peggio.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pensioni e Invalidità - avv. Carmine Buonomo.

Come funziona il sistema di pignoramento delle pensioni tra ieri e oggi

Fino a oggi, il creditore doveva effettuare una serie di verifiche preliminari per accertare l?esistenza di un trattamento pensionistico e individuare il soggetto incaricato dell?erogazione.

Nel caso delle pensioni erogate dall?INPS, il creditore doveva innanzitutto essere in possesso di un titolo esecutivo valido e procedere con la relativa notifica all?ente previdenziale. A seguire, l?istituto, una volta ricevuta la notifica e verificata la regolarità della procedura, provvedeva ad applicare le trattenute previste dalla legge.

Con le nuove disposizioni contenute nel messaggio 2008/2026, tutto questo iter diventa ancora più semplice.

L'INPS ha infatti messo ora a disposizione dei soggetti creditori una nuova piattaforma denominata "Pignoramenti presso terzi su pensioni?, che permette di gestire in maniera più agile lo scambio di informazioni tra creditori, uffici giudiziari ed ente.

Così i creditori potranno ottenere in maniera più rapida i dati necessari per notificare correttamente il pignoramento presso terzi.

Cosa cambia per il pensionato a rischio pignoramento

Per chi è pensionato e ha debiti pendenti, la piattaforma INPS non crea in realtà nuove forme di pignoramento, né amplia i poteri dei creditori: rende solo più efficiente l?applicazione delle regole già esistenti.

Con questa piattaforma, il pensionato in debito con un creditore terzo potrebbe vedere diminuire i tempi necessari affinché quest'ultimo avvii e completi l?iter che porta alle trattenute sulla pensione.

Proprio per tal motivo diventa ancora più importante monitorare la propria posizione debitoria e valutare eventuali soluzioni alternative prima che venga attivata la procedura esecutiva.

Come evitare il peggio

Non mancano le soluzioni per evitare l'avvio della procedura di pignoramento. Ad esempio: gli accordi di pagamento tra le parti, oppure i piani di rientro o le rateizzazioni, così da poter regolarizzare il debito evitando il ricorso al pignoramento.

Se niente di tutto questo è accessibile, e rimane la sola opzione del pignoramento, è bene ricordare che la novità in questione non modifica le tutele previste dalla legge per i pensionati.

Come quella dei limiti di pignorabilità, innalzati a 1000 euro con la legge 142/2022. In pratica, oggi le trattenute possono riguardare esclusivamente la quota che supera il limite dei 1.000 euro, con percentuali differenti a seconda della natura del debito e del soggetto creditore.

Nel caso di debiti verso privati (banche, finanziarie, istituti di credito o fornitori), il pignoramento può arrivare fino al 20% della somma eccedente il minimo vitale.

Quando però il creditore è l?Agenzia delle Entrate-Riscossione, si applicano percentuali diverse, determinate in base all?importo della pensione percepita:

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    per le pensioni fino a 2.500 euro mensili, può essere pignorato il 10% della parte che supera i 1.000 euro;

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    per quelle comprese tra 2.500 e 5.000 euro, la quota pignorabile sale a un settimo della somma eccedente il minimo vitale, pari a circa il 14,28%;

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    per gli assegni pensionistici superiori a 5.000 euro, il pignoramento può arrivare fino al 20% della quota eccedente i 1.000 euro.

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