Chi andrà oggi in pensione a 67 anni potrà contare su un assegno pari a circa quattro quinti del proprio stipendio. Mentre suo (eventuale) figlio o figlia, invece, si ritroverà con una pensione intorno a tre quinti dell'ultimo stipendio.
quanto emerge dal Focus Censis-Confcooperative "Pensioni, ipoteca sul futuro??, che traccia un quadro preoccupante per i giovani lavoratori, i quali, già vessati da carriere discontinue e salari poveri, rischiano in futuro anche una pensione decisamente più povera.
Ciononostante, esistono già oggi delle soluzioni in grado di ridurre il gap tra pensione e ultimo stipendio.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di What's up Economy.
Pensioni sempre più povere per i giovani: ecco quanto si perderà in futuro
Secondo lo studio Censis-Confcooperative, chi è andato in pensione a 67 anni, dopo 38 anni di carriera continuativa nel settore privato iniziata nel 1982, può contare su un tasso di sostituzione netto dell?81,5%.
Il suo (eventuale) figlio o sua figlia, oggi trentatreenne e entrato nel mercato del lavoro nel 2022, sempre con una carriera continuativa di 38 anni, quando andrà in pensione nel 2060 a 67 anni, avrà invece un tasso di sostituzione del 64,8%.
Ossia 16,7 punti percentuali in meno, il che è un bel problema a livello di sicurezza economica. A parità di anni lavorati e continuità contributiva, la generazione più giovane riceverà una pensione nettamente più bassa, "con una distanza tra ultima retribuzione e prima pensione che quasi raddoppia: dal 18,5% al 35,2% rispetto ai pensionati di oggi", si legge nel report.
A peggiorare il quadro intervengono anche le prospettive demografiche: tra il 2025 e il 2050 la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) diminuirà di 7,7 milioni di unità, pari a una riduzione del 20,5%. "Una dinamica che, in presenza di livelli di povertà già elevati e di una quota rilevante di occupati in condizioni di vulnerabilità economica", sottolinea Censis-Confcooperative, "renderà ancora più persistenti le fragilità sociali del Paese".
A quanto ammonterà la pensione per i giovani nel futuro
Prendendo come riferimento i dati dello studio, immaginiamo ora un lavoratore che ha iniziato la propria carriera nel 1982 e ha accumulato 38 anni di attività continuativa, andando in pensione oggi a 67 anni.
Considerando una RAL in linea con il dato nazionale (31.856 euro, secondo il Salary Outlook 2025 dell?Osservatorio JobPricing), con 38 anni di contribuzione il lavoratore in questione maturerebbe un assegno mensile di poco meno di 2.000 euro lordi.
Simulando una situazione analoga per un figlio o una figlia trentatreenne, con 38 anni di carriera dal 2022 al 2061 e la stessa RAL del genitore, l?assegno pensionistico stimato scenderebbe a poco meno di 1.600 euro lordi al mese.
In pratica, per i giovani di oggi l'ipoteca sul futuro previdenziale costerebbe ogni mese circa 400 euro lordi, ossia 5.200 euro in meno all?anno, considerando tredicesima e possibili adeguamenti annuali.

Come evitare una pensione più povera in futuro con la previdenza complementare
L?analisi di Censis-Confcooperative non fa altro che confermare una realtà da anni sempre più evidente anche ai non addetti ai lavori: la pensione pubblica sarà sempre meno un?àncora economica per i futuri pensionati.
E questo "grazie" a politiche previdenziali che negli ultimi decenni hanno puntato (giustamente) alla sostenibilità del sistema, ma a danno della sicurezza economica dei lavoratori di oggi.
Pertanto, senza vere e proprie rivoluzioni previdenziali, sarà difficile se non impossibile mantenere una vita dignitosa con la sola pensione pubblica.
Proprio per questo conviene ora più che mai valutare strumenti come la previdenza complementare, che permette di integrare l?assegno INPS con una rendita aggiuntiva, maturata versando nel corso degli anni una parte del proprio reddito in un fondo pensione.
Va però sottolineato che la previdenza complementare non rappresenta una soluzione universale, visti anche i suoi diversi pro e contro.