Chi sta pensando di trasformare gli anni universitari in contributi pensionistici ha un motivo concreto per muoversi prima della fine del 2026. Il riscatto di laurea potrebbe infatti diventare più caro già dal prossimo anno, con un aumento stimato di circa 180 euro per ogni anno di studi. Una variazione che, moltiplicata per l’intero percorso accademico, può pesare in modo significativo sul bilancio familiare. A questo punto è inevitabile chiedersi: quanto costerà riscattare la laurea nel 2027? Di quanto aumenterà l’onere rispetto al 2026? E perché il prezzo è destinato a salire? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Davide Berti | The Financial Adviser sulla convenienza o meno del riscatto di laurea.
Quanto costa riscattare la laurea nel 2026 e quanto aumenterà nel 2027
Nel 2026 il costo del riscatto agevolato si basa sul minimale contributivo degli artigiani e commercianti, fissato a 18.808 euro. Applicando l’aliquota del 33%, riscattare un anno di studi costa 6.206,64 euro, cifra ufficiale indicata dall’INPS.
Per il 2027 non esiste ancora un dato definitivo, ma le simulazioni circolate negli ambienti previdenziali ipotizzano una rivalutazione del 2,9% del minimale. Con questo incremento, il parametro salirebbe a circa 19.353 euro, portando il costo del riscatto annuale a 6.386,63 euro. La differenza rispetto al 2026 sarebbe di circa 180 euro per ogni anno di laurea.
Il conto cresce rapidamente quando gli anni da riscattare sono più di uno. Un percorso di quattro anni passerebbe da 24.826,56 euro a circa 25.546,52 euro, con un aumento di 720 euro. Una laurea quinquennale salirebbe da 31.033,20 euro a circa 31.933 euro, quasi 900 euro in più.
Si tratta di proiezioni, non di importi definitivi: il costo reale sarà noto solo quando verrà stabilito il nuovo minimale contributivo.
Perché il riscatto di laurea aumenta: il ruolo del minimale contributivo
Il riscatto agevolato non dipende dallo stipendio del lavoratore, ma da un parametro esterno: il minimale contributivo degli artigiani e commercianti. È su questa cifra che l’INPS applica l’aliquota del 33% per calcolare l’onere del riscatto.
Se il minimale cresce, cresce automaticamente anche il costo del riscatto. E poiché il minimale viene rivalutato ogni anno in base all’andamento economico e agli indici di inflazione, il prezzo del riscatto segue la stessa dinamica.
Il 2027 potrebbe quindi segnare un aumento sensibile, soprattutto per chi deve riscattare più anni. È il motivo per cui molti esperti previdenziali suggeriscono di presentare la domanda entro il 2026, quando il parametro è ancora fermo ai valori attuali.
Riscatto agevolato, ordinario e vantaggi fiscali: cosa considerare prima di decidere
Il riscatto di laurea può essere richiesto in forma agevolata o ordinaria. La versione agevolata, introdotta nel 2019, è quella che utilizza il minimale contributivo e risulta più conveniente per la maggior parte dei lavoratori. Il riscatto ordinario, invece, si basa sulla retribuzione e può costare molto di più, soprattutto per chi ha stipendi elevati.
La domanda si presenta online tramite i servizi telematici dell’INPS, che calcola l’onere prima del pagamento. È possibile rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi, un’opzione utile per chi deve riscattare più anni.
Sul piano fiscale, chi paga con redditi propri può dedurre l’intero importo, mentre se il pagamento è effettuato da un familiare per un inoccupato a carico spetta una detrazione del 19%. Un dettaglio che incide sul costo reale dell’operazione e che va considerato quando si valuta se riscattare ora o attendere il 2027.