La Rottamazione‑quinquies è tornata al centro dell’attenzione perché il calendario delle scadenze sta entrando nella fase più delicata. La prima rata, fissata al 31 luglio 2026, è il passaggio che determina la continuità del piano agevolato e, allo stesso tempo, il rischio di perdere i benefici se il pagamento non arriva nei tempi previsti. Molti contribuenti stanno cercando di capire cosa accade in caso di ritardo, quali margini di tolleranza esistono e come comportarsi se l’addebito diretto non è stato attivato in tempo. La normativa, infatti, non è uguale per tutti e cambia a seconda della modalità di pagamento scelta.
Ma quando scade esattamente la prima rata della Rottamazione‑quinquies? Cosa succede se il pagamento arriva oltre il termine? E quali differenze ci sono tra chi paga in unica soluzione e chi ha scelto la rateazione? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Agenzia delle entrate-Riscossione su come funziona la rottamazione quinquies.
Scadenza della prima rata: cosa prevede la Rottamazione‑quinquies
La Rottamazione‑quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 82‑101), riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. La norma fissa al 31 luglio 2026 la scadenza della prima o unica rata, un termine che non può essere ignorato perché determina la validità dell’intero piano agevolato. La tolleranza di cinque giorni, spesso citata dai contribuenti, non è universale: si applica solo a chi paga in un’unica soluzione, spostando il limite al 5 agosto 2026. Chi ha scelto la rateazione, invece, non ha alcun margine sulla prima rata.
Il documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione chiarisce che chi ha optato per l’addebito diretto deve aver ricevuto la conferma dell’attivazione del mandato SDD entro il 17 luglio 2026. Senza questa conferma, l’addebito non parte e il contribuente deve provvedere manualmente al pagamento entro la scadenza. Il versamento può essere effettuato tramite il portale AdER, l’app EquiClick, i bollettini allegati alla Comunicazione delle somme dovute o i canali bancari e postali abilitati. Chi non ha ricevuto la comunicazione può richiederne una copia online, anche senza SPID.
La scadenza del 31 luglio riguarda anche Regioni ed enti locali che intendono applicare la definizione agevolata ai propri carichi: il termine per deliberare è fissato alla stessa data, come indicato nel comunicato AdER del 17 luglio 2026.
Ritardi e decadenza: cosa succede se la prima rata non viene pagata
Il tema più delicato della Rottamazione‑quinquies è la decadenza, che non si manifesta allo stesso modo per tutti. La normativa distingue chiaramente tra pagamento in unica soluzione e pagamento rateale. Chi ha scelto di saldare tutto in un’unica rata ha cinque giorni di tolleranza, ma un solo mancato versamento comporta la perdita immediata dei benefici. Chi invece ha optato per la rateazione non ha alcuna tolleranza sulla scadenza del 31 luglio, ma non decade subito: la definizione agevolata diventa inefficace solo dopo il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive.
Questo meccanismo crea una situazione particolare. Un contribuente che non riesce a pagare la prima rata del 31 luglio non perde subito la sanatoria, ma si ritrova senza margini di errore: qualsiasi rata successiva non pagata comporterà la decadenza definitiva. Ogni versamento effettuato dopo una rata saltata viene imputato automaticamente alla rata più vecchia rimasta scoperta, un sistema che può far emergere il problema solo più avanti, spesso sull’ultima rata del piano.
Quando la decadenza si verifica, gli effetti sono immediati: le somme già versate restano acconti, riprendono le procedure esecutive sospese, tornano applicabili sanzioni, interessi e aggio e il debito residuo non può più accedere alla rateizzazione ordinaria prevista dal DPR 602/1973.
Pagamenti, SDD e modalità alternative: cosa fare per non perdere la sanatoria
Molti contribuenti hanno scelto l’addebito diretto sul conto corrente, ma il mandato SDD doveva essere attivato entro il 17 luglio. Chi non ha ricevuto la conferma deve procedere autonomamente al pagamento della rata del 31 luglio o dell’unica rata del 5 agosto. Il versamento può essere effettuato con i bollettini precompilati, tramite home banking, sportelli bancari, uffici postali, ricevitorie, tabaccai abilitati o direttamente attraverso pagoPA. Il mandato SDD può essere attivato anche su un conto intestato a un’altra persona, purché autorizzi l’addebito, e può essere revocato tramite l’area riservata del sito AdER.
La tolleranza di cinque giorni non si applica alla prima rata dei piani rateali, ma solo all’unica rata e all’ultima rata del piano. Chi paga in ritardo la prima rata del piano rateale non decade immediatamente, ma si ritrova con un solo “jolly”: il mancato pagamento di una qualsiasi rata successiva comporterà la perdita dei benefici.
La Rottamazione‑quinquies estesa agli enti locali consente ai contribuenti di presentare domanda tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, ma solo se l’ente ha deliberato entro il 31 luglio. Le modalità saranno rese disponibili online entro il 15 ottobre.