Stipendi NoiPA febbraio 2026: perché gli importi netti sono in ritardo e cosa sta succedendo

Benna Cicala Benna Cicala - 05/02/2026 10:42

Stipendi NoiPA febbraio 2026: perché gli importi netti sono in ritardo e cosa sta succedendo

Il mese di febbraio 2026 si sta trasformando in un percorso a ostacoli per molti dipendenti pubblici. Gli stipendi NoiPA, infatti, continuano a mostrare importi netti non visibili, un ritardo che sta alimentando dubbi e preoccupazioni in tutti i comparti. La situazione non nasce da un problema tecnico, ma da un passaggio normativo che ha rallentato l’intero processo di calcolo. 

A questo punto è inevitabile chiedersi: cosa sta succedendo dietro le quinte? Perché gli importi netti NoiPA non sono ancora disponibili? E quali categorie risultano più coinvolte da questo slittamento? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA su come leggere il cedolino Noipa.

Quando arriveranno gli importi netti NoiPA e come si stanno muovendo i pagamenti di febbraio 2026

Il calendario dei pagamenti di febbraio è già definito dal Ministero dell’Economia, ma la pubblicazione dei netti procede su un binario diverso. In condizioni normali, gli importi compaiono nei primi giorni del mese, mentre il PDF del cedolino arriva successivamente. Quest’anno, invece, la visualizzazione è stata sospesa proprio per evitare di diffondere importi non corretti.

I pagamenti seguiranno comunque la consueta scansione della terza decade del mese. Il personale della scuola e delle funzioni centrali riceverà lo stipendio il 23 febbraio, mentre il giorno successivo sarà dedicato alle emissioni speciali, alle supplenze brevi e ai comparti Difesa e Sicurezza. Il ciclo si chiuderà il 27 febbraio con la Sanità.

La pubblicazione dei netti, però, richiede un passaggio preliminare: la definizione della platea che ha diritto all’una tantum. Senza un chiarimento ufficiale, NoiPA non può completare i calcoli. Per questo motivo, la sezione “Consultazione pagamenti” resta vuota o incompleta, in attesa di indicazioni definitive.

Chi vuole monitorare la situazione può accedere all’area personale tramite SPID, CIE o CNS. Il sistema aggiornerà gli importi non appena le elaborazioni saranno concluse.

Perché gli importi netti degli stipendi NoiPA sono in ritardo: il nodo normativo che blocca tutto

Il ritardo nasce da un punto preciso: l’interpretazione della norma contrattuale che regola l’una tantum del CCNL scuola 2022‑2024. Si tratta di una somma che rientra negli arretrati spettanti a docenti e personale ATA, ma la formulazione della norma non chiarisce in modo esplicito a chi debba essere riconosciuta.

In un primo momento, NoiPA aveva inserito l’importo nella rata ordinaria di febbraio per tutto il personale scolastico. Poi, improvvisamente, la voce è scomparsa dai cedolini di alcune categorie. Il sistema ha rimosso l’una tantum per il personale a tempo determinato e quello entrato in ruolo dal 1° settembre 2024

Questo cambiamento non è casuale. Indica che l’amministrazione sta riesaminando la norma per capire se l’una tantum debba essere riconosciuta solo a chi era già in servizio a tempo indeterminato prima di una certa data, oppure se debba essere estesa anche ai supplenti annuali e ai neoassunti.

Il problema non riguarda solo la scuola. Poiché l’una tantum influisce sul calcolo del netto e sulle ritenute fiscali, l’intero sistema NoiPA ha preferito sospendere la pubblicazione degli importi per evitare errori. Pubblicare un cedolino incompleto significherebbe dover procedere a ricalcoli, conguagli e possibili contestazioni.

Il ritardo è quindi un effetto domino: un singolo elemento incerto blocca l’intero processo, perché ogni voce del cedolino è collegata alle altre.

Chi è coinvolto dal ritardo e perché il 2026 è un anno particolarmente complesso per gli stipendi NoiPA

La situazione è particolarmente delicata per tre gruppi di lavoratori, tra cui i docenti e ATA con contratto a tempo determinato, personale entrato in ruolo dal 1° settembre 2024 e i dipendenti cessati dal servizio nel 2024, per i quali non ci sono ancora indicazioni ufficiali

Il contratto scuola parla di una misura transitoria, ma non specifica se debba essere riconosciuta anche a chi ha un contratto a termine o a chi è stato assunto da pochi mesi. Questa incertezza ha costretto NoiPA a fermare le elaborazioni, in attesa di un chiarimento definitivo.

Il nodo riguarda anche i pensionati. Non è ancora chiaro se l’una tantum debba essere riconosciuta a chi ha lasciato il servizio nel corso del 2024. Senza una linea interpretativa ufficiale, il sistema non può procedere con i calcoli.

Il 2026, inoltre, è un anno particolarmente impegnativo per la gestione degli stipendi statali. Oltre all’una tantum, il sistema deve gestire arretrati contrattuali, ricalcoli fiscali, conguagli delle addizionali e aggiornamenti delle detrazioni. Ogni elemento incide sul netto e richiede un’elaborazione precisa. Per questo motivo, anche un singolo punto non chiarito può bloccare l’intero processo.

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