Gli stipendi NoiPA di febbraio 2026 sono finalmente visibili e, come spesso accade in questo periodo dell’anno, stanno generando un’ondata di domande e perplessità. Molti lavoratori della scuola hanno notato importi più alti rispetto ai mesi precedenti, mentre altri si sono trovati davanti a un netto sorprendentemente più basso, nonostante la presenza della tanto attesa una tantum destinata a docenti e personale ATA.
Una situazione che crea confusione, perché non dipende da reali aumenti strutturali, ma da una serie di meccanismi fiscali e tecnici che si concentrano proprio nel cedolino di febbraio.
A questo punto è inevitabile chiedersi: perché alcuni stipendi risultano più alti e altri più bassi? Qual è il ruolo del conguaglio fiscale? E quanto incide davvero la una tantum sul netto in busta? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA su come leggere il cedolino Noipa.
Conguaglio fiscale e correzioni NoiPA: perché molti stipendi risultano più bassi del previsto
Per comprendere le differenze negli importi visibili su NoiPA bisogna partire da un elemento che ogni anno pesa in modo significativo: il conguaglio fiscale. Febbraio è il mese in cui NoiPA ricalcola le imposte relative all’anno precedente, verificando se nel corso del 2025 sono state trattenute correttamente. Quando emergono differenze, il sistema procede a un recupero immediato.
Questo meccanismo può generare due scenari molto diversi:
- un conguaglio a credito, che aumenta il netto
- un conguaglio a debito, che riduce lo stipendio anche in presenza della una tantum
È proprio il conguaglio a debito a spiegare perché molti lavoratori hanno visto un netto più basso rispetto a gennaio. Non si tratta di una riduzione dello stipendio base, ma di un recupero fiscale concentrato in un’unica mensilità, che può incidere anche in modo significativo.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le correzioni tecniche legate agli errori NoiPA di gennaio. Il sistema ha già segnalato anomalie nelle trattenute e in alcune voci accessorie, e il cedolino di febbraio contiene gli aggiustamenti. Anche in questo caso l’effetto può essere positivo o negativo: alcuni dipendenti ricevono somme aggiuntive, altri subiscono trattenute per compensare importi erogati in eccesso.
Il risultato è un mosaico di situazioni molto diverse, anche tra lavoratori con lo stesso profilo professionale, che alimenta la percezione di scarsa uniformità del sistema.
Una tantum docenti e ATA: perché aumenta il lordo ma non sempre il netto
L’unico elemento realmente aggiuntivo del cedolino di febbraio è la una tantum, prevista dal rinnovo contrattuale e destinata a docenti e personale ATA. L’importo lordo è chiaro:
- circa 111 euro lordi per i docenti
- circa 270 euro lordi per il personale ATA
Tuttavia, la percezione di un aumento reale è spesso attenuata da due fattori:
- La una tantum è una voce non strutturale, quindi non entra stabilmente nello stipendio.
- Il lordo non corrisponde al netto, perché la somma è soggetta a tassazione e può essere assorbita dal conguaglio fiscale.
In pratica, chi ha un conguaglio a debito vede la una tantum “mangiata” dalle trattenute, mentre chi ha un conguaglio a credito percepisce un netto più alto. È per questo che, pur essendo un importo uguale per tutti, l’effetto finale varia in modo significativo da un dipendente all’altro.
La situazione è particolarmente evidente tra gli ATA, che partono da retribuzioni più basse e quindi risentono maggiormente di ogni variazione fiscale. Per molti di loro, la una tantum rappresenta un aiuto temporaneo, ma non modifica la condizione economica complessiva.
Perché gli importi NoiPA di febbraio 2026 sono così diversi: un mese di assestamento, non di aumenti
Per interpretare correttamente gli importi visibili su NoiPA è utile ricordare che febbraio non è un mese di aumenti, ma un mese di assestamento contabile. Nel cedolino confluiscono contemporaneamente:
- la una tantum
- il conguaglio fiscale
- le correzioni degli errori di gennaio
Questi tre elementi, combinati tra loro, generano importi molto diversi da un lavoratore all’altro. Chi ha un conguaglio positivo e nessuna correzione a debito vede un netto più alto. Chi ha un conguaglio negativo o una rettifica sfavorevole percepisce un netto più basso, anche se la una tantum è presente.
Al di là delle dinamiche tecniche, resta però un tema più ampio: la debolezza strutturale degli stipendi della scuola. Il personale ATA continua a essere tra i meno retribuiti del pubblico impiego, e molti docenti faticano a sostenere il costo della vita nelle grandi città. La questione non riguarda solo il cedolino di febbraio, ma la capacità del sistema di garantire retribuzioni adeguate a chi lavora ogni giorno nella scuola pubblica.