Stipendi NoiPa febbraio 2026, una tantum in arrivo: ecco per chi e gli importi

Benna Cicala Benna Cicala - 22/01/2026 07:33

Stipendi NoiPa febbraio 2026, una tantum in arrivo: ecco per chi e gli importi

Gli stipendi NoiPa di febbraio 2026 saranno particolarmente attesi dal personale della scuola, perché oltre agli adeguamenti contrattuali già applicati a gennaio arriverà anche l’una tantum prevista dal rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024. Le anticipazioni diffuse negli ultimi giorni confermano che l’importo aggiuntivo sarà inserito direttamente nella rata ordinaria, senza emissioni speciali. Una scelta che semplifica la procedura, ma che riporta l’attenzione anche su alcuni errori emersi nei conteggi degli arretrati.

A questo punto è utile chiarire: chi riceverà l’una tantum? Quali importi sono previsti? E cosa aspettarsi dal cedolino NoiPa di febbraio 2026? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA su come leggere il cedolino NoiPA.

Stipendi NoiPa febbraio 2026: come verrà erogata l’una tantum e quali importi sono previsti

Le informazioni circolate nelle ultime ore indicano che NoiPa ha scelto di caricare l’una tantum direttamente sul cedolino ordinario di febbraio. Non ci sarà quindi un’emissione speciale dedicata, come inizialmente ipotizzato. L’importo sarà visibile come voce aggiuntiva, accanto alle competenze fisse.

L’una tantum deriva dall’articolo 16 del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato a dicembre. Il contratto ha già portato all’aggiornamento delle tabelle stipendiali a gennaio, mentre gli arretrati relativi al 2024 e al 2025 sono stati liquidati con un’emissione speciale entro fine gennaio 2026. L’una tantum, invece, è stata programmata per febbraio, con importi differenziati in base al profilo professionale.

Gli importi lordi previsti sono:

  • 111,70 euro per i docenti
  • 270,70 euro per il personale ATA

Non è previsto alcun riconoscimento per il personale AFAM. L’erogazione è subordinata a una condizione precisa: il rapporto di lavoro deve essere iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non deve essere cessato prima della scadenza naturale del contratto. La misura riguarda sia i contratti a tempo indeterminato sia quelli a tempo determinato annuali o fino al termine delle attività didattiche. Per chi lavora part-time, l’importo sarà proporzionato alla percentuale di servizio.

L’una tantum sarà soggetta a tassazione separata, come avviene per gli arretrati. Il netto effettivamente percepito sarà quindi inferiore, ma comunque visibile in modo chiaro nel cedolino.

Chi riceverà l’una tantum sugli stipendi NoiPa: docenti, ATA e personale con contratto annuale

La platea dei beneficiari è ampia e comprende docenti e ATA in servizio nell’anno scolastico 2023-2024. Anche il personale con contratto a tempo determinato ha diritto all’emolumento, purché il rapporto sia iniziato entro la fine del 2023 e non sia terminato anticipatamente rispetto alla scadenza prevista.

Molti lavoratori stanno monitorando con attenzione il cedolino di febbraio anche per un altro motivo: il conguaglio fiscale IRPEF relativo all’anno solare 2025. Il ricalcolo potrebbe generare un credito o un debito, a seconda delle ritenute applicate durante l’anno. Chi ha percepito compensi aggiuntivi, come quelli legati ai progetti PNRR, potrebbe trovarsi di fronte a una trattenuta significativa. Il codice identificativo del conguaglio sarà visibile nella sezione dedicata alle ritenute.

Accanto all’una tantum, alcuni docenti attendono ancora la verifica degli arretrati. Il calcolo può risultare complesso, soprattutto per chi ha avuto passaggi di ruolo o variazioni contrattuali. Un caso ricorrente riguarda chi ha svolto l’anno di formazione e prova prima dell’immissione in ruolo: in molti cedolini sono emerse anomalie, con importi inferiori rispetto alle attese. NoiPa sta già effettuando controlli interni e non è escluso che i ricalcoli vengano applicati proprio a partire da febbraio, con eventuali integrazioni nel cedolino ordinario o tramite emissione straordinaria.

Cosa aspettarsi dal cedolino NoiPa di febbraio 2026: una tantum, conguaglio IRPEF e possibili ricalcoli

Il cedolino NoiPa di febbraio 2026 sarà particolarmente ricco di voci. Oltre all’una tantum, molti lavoratori vedranno applicato il conguaglio fiscale annuale, che potrebbe incidere in modo significativo sul netto. La presenza di compensi aggiuntivi nel 2025, come quelli legati ai progetti PNRR, potrebbe generare un debito IRPEF di alcune centinaia di euro. Al contrario, chi ha avuto ritenute più elevate del dovuto potrebbe ottenere un rimborso.

Per quanto riguarda gli arretrati, il calcolo netto può risultare complesso. Un docente con anzianità elevata può arrivare a percepire oltre 2.000 euro lordi di arretrati, ai quali si aggiunge l’una tantum. Tuttavia, dopo le ritenute fiscali e previdenziali, il netto può ridursi di oltre un terzo. È un aspetto che molti stanno valutando con attenzione, soprattutto in vista delle spese di inizio anno.

Il mese di febbraio potrebbe essere decisivo anche per chi ha riscontrato errori nei conteggi. NoiPa sta verificando le posizioni più delicate, in particolare quelle legate al passaggio da supplenza a ruolo. Alcuni periodi non sarebbero stati valorizzati correttamente, mentre in altri casi gli anticipi già erogati potrebbero aver assorbito parte degli arretrati senza un adeguamento coerente. I ricalcoli potrebbero essere visibili già nel cedolino di febbraio o, in alternativa, con un’emissione straordinaria nelle settimane successive.

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