Il mese di marzo porta spesso con sé una sorpresa poco gradita per chi percepisce lo stipendio tramite NoiPA. Dopo un inizio d’anno relativamente stabile, molti lavoratori del pubblico impiego si ritrovano con un netto più basso rispetto a gennaio e febbraio. Non si tratta di errori né di tagli improvvisi, ma dell’avvio delle trattenute fiscali legate alle addizionali comunali e regionali, che ogni anno tornano a incidere sulla busta paga proprio a partire da marzo.
Per capire cosa accadrà, conviene rispondere a tre domande essenziali: perché gli stipendi NoiPA di marzo 2026 saranno più bassi? Quali addizionali si applicano e come vengono calcolate? E quali differenze possono emergere da un Comune all’altro? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Mr LUL lepaghediale su cosa sono le addizionali comunali e regionali.
Perché gli stipendi NoiPA di marzo 2026 saranno più bassi: il meccanismo delle trattenute
La riduzione del netto in busta paga a marzo è un fenomeno ricorrente. Ogni anno, infatti, il sistema fiscale prevede che le addizionali locali vengano trattenute solo da marzo a novembre, mentre dicembre, gennaio e febbraio risultano più “leggeri” perché privi di queste imposte. Il risultato è un netto più alto nei primi due mesi dell’anno e un netto più basso a partire da marzo.
Il datore di lavoro pubblico, che agisce come sostituto d’imposta, applica le trattenute seguendo un calendario preciso. Da gennaio riparte il saldo delle addizionali dell’anno precedente, mentre da marzo si aggiunge anche l’acconto per l’anno in corso. È proprio la combinazione di saldo e acconto a rendere marzo un mese particolarmente pesante.
Questo meccanismo riguarda tutti i dipendenti NoiPA, indipendentemente dal comparto di appartenenza. L’unica eccezione riguarda chi vive in Comuni che prevedono esenzioni o aliquote molto basse. Per tutti gli altri, la busta paga di marzo risulterà inevitabilmente più contenuta.
La differenza rispetto a febbraio può essere più o meno evidente a seconda del reddito imponibile e dell’aliquota deliberata dal Comune di residenza. Chi vive in territori con aliquote elevate noterà una riduzione più marcata, mentre chi risiede in Comuni con aliquote minime subirà un prelievo più contenuto.
Quali addizionali si applicano: comunale, regionale e il sistema saldo‑acconto
Le addizionali che incidono sugli stipendi NoiPA sono due: comunale e regionale. Entrambe si sommano all’IRPEF nazionale e vengono trattenute direttamente in busta paga. Il meccanismo è semplice nella teoria, ma può risultare complesso nella pratica perché coinvolge due anni fiscali contemporaneamente.
L’addizionale regionale viene trattenuta da gennaio a novembre come saldo dell’anno precedente. L’addizionale comunale, invece, segue un doppio binario: da gennaio a novembre viene trattenuto il saldo dell’anno precedente, mentre da marzo a novembre si aggiunge l’acconto per l’anno in corso. È proprio l’avvio dell’acconto a determinare la riduzione del netto nel cedolino di marzo.
L’aliquota comunale varia da Comune a Comune e può oscillare tra lo 0,2% e lo 0,8% del reddito imponibile. Questo spiega perché due lavoratori con lo stesso stipendio possono ricevere importi netti diversi. La residenza al 1° gennaio dell’anno precedente determina quale aliquota verrà applicata, anche se ci si è trasferiti successivamente.
Il sistema saldo‑acconto è simile a quello dell’IRPEF. Il saldo rappresenta la differenza tra quanto dovuto e quanto già versato nell’anno precedente, mentre l’acconto è calcolato come percentuale dell’imposta dell’anno precedente. Se il reddito è variato, anche le trattenute possono cambiare in modo significativo.
Questo meccanismo rende marzo un mese particolarmente delicato. Il cedolino mostra per la prima volta l’importo delle rate che verranno trattenute fino a novembre, permettendo di capire quanto peseranno le addizionali sul netto mensile.
Come cambiano gli stipendi NoiPA: differenze territoriali e cosa controllare nel cedolino
La riduzione dello stipendio NoiPA a marzo non è uguale per tutti. Le differenze territoriali giocano un ruolo fondamentale. Alcuni Comuni applicano aliquote molto basse o prevedono soglie di esenzione per i redditi più bassi. Altri, invece, adottano l’aliquota massima consentita, con un effetto più evidente sulla busta paga.
Per capire quanto verrà trattenuto, è necessario consultare il cedolino NoiPA. Nella sezione dedicata alle ritenute fiscali compaiono due voci distinte: “Addizionale regionale – saldo” e “Addizionale comunale – saldo/acconto”. Confrontare il cedolino di marzo con quello di febbraio permette di individuare immediatamente la differenza.
Il cedolino di marzo è anche il momento in cui emergono eventuali variazioni rispetto all’anno precedente. Un aumento del reddito, un cambiamento dell’aliquota comunale o una modifica delle detrazioni può influire sull’importo trattenuto. Per questo motivo, molti lavoratori notano differenze anche rispetto a marzo dell’anno precedente.
Lo stesso meccanismo si applica anche alle pensioni, che subiscono una riduzione analoga a partire da marzo. I pagamenti seguono il calendario INPS: ritiro in contanti dal 1° marzo e accredito bancario o postale dal 2 marzo.