Da settembre 2026 il cedolino NoiPA del personale della scuola presenta una novità che ha subito attirato l’attenzione di docenti e ATA: la voce IVC – Indennità di Vacanza Contrattuale non compare più. Una scomparsa che ha generato dubbi e domande, soprattutto dopo mesi in cui l’indennità era stata visibile e riconosciuta come anticipo economico del rinnovo contrattuale. In realtà, la somma non è stata eliminata: è stata assorbita nel nuovo stipendio tabellare previsto dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025‑2027, firmato definitivamente il 1° luglio 2026. Cosa significa per lo stipendio NoiPA di settembre 2026? Perché l’IVC non appare più come voce autonoma? E l’indennità tornerà nel 2028 con il nuovo contratto? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA per la lettura del cedolino NoiPA.
Perché l’IVC sparisce dal cedolino NoiPA di settembre 2026
L’IVC è, per sua natura, un’anticipazione economica: serve a garantire un parziale adeguamento salariale nell’attesa che un contratto scaduto venga rinnovato. Per il triennio 2025‑2027, la Legge di Bilancio 2025 aveva fissato l’indennità allo 0,6% dello stipendio tabellare tra aprile e giugno 2025, salito all’1% da luglio dello stesso anno. Con la firma del CCNL, quell’anticipazione perde la sua funzione. L’articolo 4 del contratto stabilisce infatti che i nuovi aumenti stipendiali comprendono già l’importo versato tramite l’IVC, come previsto dall’articolo 47‑bis del d.lgs. 165/2001. In altre parole, il denaro non scompare: viene inglobato nel nuovo trattamento economico e confluisce direttamente nello stipendio tabellare. Per questo motivo, nel cedolino NoiPA di settembre 2026 la voce non è più visibile, pur restando pienamente riconosciuta.
Gli aumenti previsti fino al 2028: cosa succede dopo la scomparsa dell’IVC
Il CCNL firmato il 1° luglio 2026 copre il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, e la sua applicazione economica prosegue anche dopo la scomparsa dell’IVC. Le tabelle stipendiali prevedono infatti un nuovo incremento dal 1° gennaio 2027, con un ulteriore aumento della Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per gli insegnanti. Il 2028 segnerà invece l’inizio del nuovo triennio contrattuale 2028‑2030. In quel periodo, l’IVC potrebbe tornare a comparire nel cedolino NoiPA, ma solo in un caso: se il nuovo contratto non fosse ancora firmato entro aprile 2028. La ricomparsa dell’indennità non è quindi automatica, ma dipende esclusivamente dalla tempestività del rinnovo. Al momento non esistono cifre certe sulla misura dell’eventuale IVC 2028, perché sarà definita dalla disciplina economica del prossimo contratto.
Le risorse già stanziate per il contratto 2028‑2030: cosa aspettarsi nei prossimi anni
Una novità importante riguarda la programmazione economica. La Legge di Bilancio 2025 ha infatti stanziato risorse già destinate al ciclo contrattuale successivo, prima ancora che il triennio 2025‑2027 fosse concluso. Sono previsti:
- 1,954 miliardi di euro nel 2028
- 4,027 miliardi nel 2029
- 6,112 miliardi annui dal 2030
Si tratta di un finanziamento anticipato che punta a ridurre i tempi, storicamente lunghi, con cui si arriva alla firma dei contratti del pubblico impiego. Se la programmazione funzionerà, il nuovo CCNL potrebbe essere chiuso più rapidamente, evitando la necessità di una nuova IVC nel 2028. Per docenti e ATA, questo significa una maggiore stabilità retributiva e un calendario di aumenti già delineato per i prossimi anni.