Nel cedolino NoiPA di settembre 2026 il personale della scuola non troverà più la voce “Indennità di Vacanza Contrattuale”. L’IVC, che aveva accompagnato i mesi di transizione tra il vecchio e il nuovo contratto, è stata definitivamente assorbita negli stipendi tabellari previsti dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025‑2027, firmato il 1° luglio 2026. Cosa significa in concreto per docenti e ATA? Qual è l’aumento effettivo? E come leggere correttamente il nuovo cedolino? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di NoiPA - Servizi PA a Persone PA su come leggere il cedolino NoiPA.
L’IVC confluisce nei nuovi stipendi tabellari: la base normativa
L’Indennità di Vacanza Contrattuale, introdotta per compensare il ritardo nei rinnovi, non è più una voce autonoma. L’articolo 4 del nuovo CCNL stabilisce che gli incrementi tabellari comprendono già l’anticipazione economica erogata nel 2025. In pratica, le somme corrisposte come IVC – pari allo 0,6% dello stipendio tabellare da aprile a giugno 2025 e all’1% da luglio 2025 – sono state inglobate nei nuovi minimi retributivi.
Da settembre, quindi, il cedolino mostra solo il nuovo stipendio tabellare aggiornato, senza l’indennità separata. È un passaggio tecnico ma importante: l’aumento contrattuale non si somma all’IVC, perché quest’ultima ne fa già parte.
Cedolino di settembre: nuovi importi e aumenti effettivi per docenti e ATA
La struttura retributiva applicata da agosto prosegue anche nel cedolino di settembre, consolidando gli aumenti previsti dal contratto. Secondo le tabelle ARAN, l’incremento medio per il comparto scuola è di circa 137 euro lordi mensili, che salgono a 143 euro medi per i docenti. Questi valori includono l’IVC già percepita, quindi rappresentano l’aumento complessivo derivante dal rinnovo.
Per verificare la differenza reale, è utile confrontare il cedolino di luglio con quello di agosto o settembre, osservando solo le voci fisse: stipendio tabellare, indennità integrativa speciale e RPD per i docenti. Le altre voci – arretrati, rimborsi o conguagli – possono alterare il netto mensile e non riflettono l’aumento contrattuale.
Dal lordo al netto: come cambia la retribuzione mensile
Gli aumenti del CCNL sono espressi in valori lordi, ma l’effetto sullo stipendio netto dipende da contributi, IRPEF e detrazioni personali. In media, l’incremento netto per il personale scolastico varia tra 70 e 90 euro mensili, con differenze legate al profilo e all’anzianità di servizio.
L’IVC, essendo già inclusa, non genera ulteriori accrediti: il vantaggio economico si manifesta nel nuovo tabellare e nella maggiore stabilità del trattamento retributivo. Per chi desidera una stima precisa, è possibile utilizzare i simulatori di calcolo del netto da RAL, ma il riferimento più affidabile resta sempre il cedolino NoiPA, che mostra l’effettiva applicazione del contratto.