Febbraio 2026 si apre con un’agenda particolarmente ricca per chi segue da vicino il mercato dei Titoli di Stato. Il MEF ha infatti pubblicato il calendario delle aste del mese, delineando una serie di appuntamenti che coinvolgono BOT, BTP e titoli indicizzati all’inflazione europea. Un programma che interessa sia gli investitori istituzionali sia i risparmiatori privati, soprattutto in una fase in cui i rendimenti continuano a essere osservati con grande attenzione.
Le emissioni di febbraio coprono diverse scadenze, dal breve al medio-lungo termine, offrendo un ventaglio di opportunità che permette di diversificare il portafoglio in base alle proprie esigenze. In un contesto in cui le decisioni di politica monetaria influenzano ancora la curva dei tassi, conoscere in anticipo le date delle aste può aiutare a pianificare meglio le proprie strategie.
Da qui nascono alcune domande fondamentali: quali Titoli di Stato verranno collocati a febbraio 2026? Come si articola il calendario delle aste? E quali caratteristiche presentano BOT, BTP e titoli indicizzati previsti per questo mese? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su come funzionano i Titoli di Stato.
Calendario aste Titoli di Stato febbraio 2026: tutte le date fissate dal MEF
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito un calendario che distribuisce le aste lungo tutto il mese, mantenendo la consueta alternanza tra emissioni a breve termine e collocamenti dedicati ai titoli più lunghi. La gestione operativa è affidata al Dipartimento del Tesoro, con il supporto della Banca d’Italia, e ogni asta viene anticipata da una comunicazione ufficiale che specifica importi e scadenze.
Il mese si apre con la prima asta di BOT prevista per l’11 febbraio. Il giorno successivo, il 12 febbraio, è in programma una tornata dedicata ai titoli a medio-lungo termine, con BTP che coprono diverse scadenze. La seconda parte del mese diventa ancora più intensa: il 24 febbraio arrivano i BTP Short Term e i BTP indicizzati all’inflazione europea, mentre il 25 febbraio è fissata una nuova asta di BOT. Il calendario si chiude il 26 febbraio con un’ulteriore emissione di BTP a medio-lungo termine.
Questa distribuzione permette al Tesoro di gestire in modo graduale il fabbisogno di cassa e, allo stesso tempo, offre agli investitori la possibilità di scegliere strumenti con caratteristiche differenti. Chi punta sulla liquidità può orientarsi verso i BOT, mentre chi cerca stabilità nel tempo può valutare i BTP tradizionali o gli indicizzati.
Il mese di febbraio, quindi, si presenta come un periodo particolarmente dinamico per il mercato dei Titoli di Stato, con un’offerta ampia che risponde alle esigenze di profili di rischio diversi.
BOT febbraio 2026: come funzionano e cosa aspettarsi dalle aste
I BOT continuano a essere uno degli strumenti più utilizzati per la gestione della liquidità a breve termine. A febbraio 2026 sono previste due aste: la prima nella seconda settimana del mese e la seconda verso la fine. I Buoni Ordinari del Tesoro hanno scadenze brevi, generalmente comprese tra tre, sei e dodici mesi, e non prevedono cedole. Il rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso, fissato alla pari.
Questa struttura li rende particolarmente apprezzati da chi preferisce investimenti semplici, con un orizzonte temporale contenuto e una visibilità immediata sul rendimento finale. Il MEF mantiene una certa flessibilità nella gestione delle emissioni, riservandosi la possibilità di introdurre aste supplementari qualora le esigenze di tesoreria lo richiedano.
Ogni asta viene preceduta da una comunicazione ufficiale che indica gli importi offerti e le scadenze disponibili. Questo consente agli investitori di valutare con precisione l’operazione, soprattutto in un contesto in cui i tassi a breve termine continuano a essere influenzati dalle decisioni della Banca Centrale Europea.
I BOT rappresentano quindi una soluzione interessante per chi vuole parcheggiare la liquidità senza esporsi a oscillazioni di mercato eccessive, mantenendo al tempo stesso un rendimento certo e immediato.
BTP, BTP Short Term e BTP€i: le emissioni di febbraio tra medio-lungo termine e protezione dall’inflazione
Il cuore del calendario di febbraio riguarda le emissioni di BTP, che restano lo strumento più utilizzato dagli investitori italiani per costruire un portafoglio orientato alla stabilità. Le aste del 12 e del 26 febbraio sono dedicate ai titoli a medio-lungo termine, con scadenze che possono variare dai tre ai dieci anni, fino a durate più estese in base alle condizioni di mercato. I BTP offrono cedole fisse semestrali e la possibilità di mantenere il titolo fino alla scadenza, garantendo una prevedibilità che molti risparmiatori apprezzano.
Accanto ai BTP tradizionali, il 24 febbraio è prevista l’asta dei BTP Short Term, titoli con durata compresa tra diciotto e trentasei mesi. Si tratta di strumenti pensati per chi cerca un equilibrio tra breve e medio periodo, mantenendo la struttura dei BTP classici ma con un orizzonte temporale più contenuto.
Nella stessa giornata arrivano anche i BTP€i, titoli indicizzati all’inflazione dell’area euro. Sia il capitale sia le cedole vengono rivalutati in base all’andamento dei prezzi, offrendo una protezione che continua a essere molto richiesta in un contesto economico caratterizzato da oscillazioni inflazionistiche. La domanda per questi strumenti tende a essere sostenuta, soprattutto nei momenti di maggiore incertezza.
Le aste di febbraio, quindi, offrono un quadro completo delle principali tipologie di Titoli di Stato, permettendo agli investitori di scegliere tra rendimento fisso, protezione dall’inflazione e scadenze diversificate