Titoli di Stato, nuova asta del 24 febbraio 2026: rendimenti, caratteristiche e calendario dei BTP

Benna Cicala Benna Cicala - 23/02/2026 07:45

Titoli di Stato, nuova asta del 24 febbraio 2026: rendimenti, caratteristiche e calendario dei BTP

Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta di Titoli di Stato fissata per il 24 febbraio 2026, un appuntamento molto atteso dagli investitori che seguono con attenzione l’evoluzione dei rendimenti e le strategie di finanziamento pubblico. L’emissione coinvolge sia BTP Short Term sia BTP€i indicizzati all’inflazione europea, con scadenze differenziate e caratteristiche pensate per rispondere a esigenze diverse, dal risparmiatore prudente all’investitore più orientato alla protezione reale del capitale.

Per orientarsi tra date, modalità di partecipazione e rendimenti, conviene partire da alcune domande fondamentali: come funziona il calendario dell’asta? Quali sono le caratteristiche dei BTP in emissione? E quali rendimenti offre il Tesoro in questa tornata? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Lexplain su cosa sono i titoli di stato e come funzionano.

Calendario dell’asta del 24 febbraio 2026: come partecipare e cosa cambia tra pubblico e operatori

Il collocamento dei Titoli di Stato segue un percorso scandito da date precise, che distinguono nettamente il ruolo dei risparmiatori retail da quello degli operatori professionali. La prima scadenza utile è il 23 febbraio 2026, termine entro il quale i piccoli investitori possono prenotare i titoli presso la propria banca o intermediario. È una fase importante perché consente al pubblico di accedere ai titoli allo stesso prezzo che emergerà dall’asta ordinaria, senza costi aggiuntivi di intermediazione.

Il giorno successivo, 24 febbraio 2026, entro le ore 11, è dedicato agli operatori abilitati che partecipano direttamente all’asta presso la Banca d’Italia. Qui entra in gioco il meccanismo dell’asta marginale, nel quale il Tesoro stabilisce il prezzo di aggiudicazione e la quantità finale emessa, muovendosi all’interno degli intervalli annunciati. Gli operatori possono presentare più offerte, ciascuna con un importo minimo significativo, e il prezzo marginale determina l’assegnazione finale.

La procedura non si esaurisce qui. Il 25 febbraio 2026, entro le 15:30, è prevista l’asta supplementare riservata agli specialisti in Titoli di Stato, che possono acquistare una quota aggiuntiva rispetto all’asta principale. Questa possibilità è legata al ruolo che gli specialisti svolgono nel mercato secondario e nella stabilizzazione della domanda.

Il ciclo si chiude il 26 febbraio 2026, giorno di regolamento. In questa data avviene il pagamento dei titoli assegnati e il trasferimento formale agli investitori. Il prezzo finale include anche i dietimi d’interesse maturati fino al regolamento.

Caratteristiche dei Titoli di Stato in emissione: BTP Short Term e BTP€i

L’asta di febbraio 2026 mette sul tavolo tre strumenti diversi, ognuno con una propria logica finanziaria. Il primo è il BTP Short Term, un titolo a breve scadenza che arriva al 28 febbraio 2028. È pensato per chi preferisce un orizzonte temporale contenuto e un rendimento certo. Il tasso annuo lordo è pari al 2,20%, mentre la prima cedola sarà “corta”, perché calcolata su un periodo di soli 30 giorni, con un rendimento dello 0,179348%.

Accanto al titolo a breve scadenza, il Tesoro propone due BTP€i, strumenti indicizzati all’inflazione europea. Il primo BTP€i ha una durata di 5 anni, con scadenza nel 2031 e cedola annua dell’1,10%. Il secondo si estende su un orizzonte di 10 anni, fino al 2036, con una cedola dell’1,80%.

La scelta tra BTP Short Term e BTP€i dipende dal profilo dell’investitore. Chi cerca stabilità e un orizzonte breve tende a preferire il primo. Chi invece teme un ritorno dell’inflazione o vuole proteggere il capitale reale guarda con maggiore interesse ai BTP indicizzati. Anche i volumi offerti riflettono questa differenza: il Tesoro mette sul mercato tra 2,0 e 2,5 miliardi per il BTP Short Term, mentre per ciascun BTP€i l’offerta varia tra 1,0 e 1,5 miliardi.

Rendimenti, aste e strategie: cosa aspettarsi dal collocamento di febbraio 2026

Il rendimento dei Titoli di Stato è sempre il punto più osservato dagli investitori. Il BTP Short Term offre un tasso lordo del 2,20%, in linea con un contesto di tassi ancora elevati ma in progressiva stabilizzazione. La cedola corta iniziale è un dettaglio tecnico che non incide sulla redditività complessiva, ma riflette semplicemente la distanza tra la data di godimento e quella di regolamento.

I BTP€i, invece, presentano cedole nominali più basse, ma offrono una protezione reale che può risultare interessante in un contesto di inflazione ancora incerta. La cedola dell’1,10% sul quinquennale e dell’1,80% sul decennale va letta insieme alla rivalutazione del capitale, che può aumentare il rendimento effettivo in caso di rialzo dei prezzi.

Il meccanismo d’asta marginale rende il prezzo finale un elemento determinante. Se la domanda sarà elevata, il prezzo potrebbe salire e il rendimento scendere leggermente. Se invece la domanda sarà più contenuta, il rendimento potrebbe risultare più interessante. Gli specialisti, con l’asta supplementare, contribuiscono a stabilizzare il mercato e a garantire una distribuzione equilibrata dei titoli.

Per i risparmiatori retail, la prenotazione presso gli intermediari rappresenta un’opportunità semplice e trasparente. Il taglio minimo di 1.000 euro rende l’investimento accessibile, mentre l’assenza di commissioni di sottoscrizione tutela il piccolo investitore.

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