Visite Fiscali Inps 2026: come cambiano controlli, regole e nuove fasce orarie

Benna Cicala Benna Cicala - 16/05/2026 07:45

Visite Fiscali Inps 2026: come cambiano controlli, regole e nuove fasce orarie

Il 2026 segna una svolta importante per le Visite Fiscali Inps, uno dei temi più discussi tra lavoratori e aziende. La nuova normativa, introdotta con l’ultima legge di bilancio, punta a rafforzare i controlli sulle assenze per malattia, uniformare le fasce orarie e rendere più rapida la gestione delle verifiche. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’assenteismo e garantire un sistema più efficiente, in un momento storico in cui i certificati medici continuano ad aumentare.

Ma quali sono le novità più rilevanti? Come cambiano gli orari di reperibilità? E cosa rischia chi non si fa trovare durante la visita fiscale? Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di Canale Notizie su come funzionano le nuove regole e i controlli Inps per le visite fiscali.

Visite Fiscali Inps: perché arrivano nuove regole e cosa prevedono i controlli

Negli ultimi anni l’Inps ha registrato un aumento costante dei certificati di malattia. Solo nella seconda metà del 2025 sono stati trasmessi 14 milioni di certificati, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Parallelamente sono cresciute anche le visite fiscali, arrivate a quasi 400mila controlli domiciliari, ma senza riuscire a tenere il passo con il boom delle assenze, soprattutto nel settore privato.

Per questo la manovra ha introdotto una serie di interventi mirati. Il primo riguarda il potenziamento dei medici ispettori, con un aumento del personale abilitato a effettuare le verifiche domiciliari. L’obiettivo è rendere i controlli più capillari, riducendo il rischio di assenze ingiustificate e garantendo una maggiore uniformità tra pubblico e privato.

Accanto al potenziamento del personale, arriva anche un importante aggiornamento tecnologico. Da quest’anno è operativo il nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati, che permette ai datori di lavoro di richiedere una visita fiscale in modo più rapido e diretto. Un sistema pensato per velocizzare le procedure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei casi in cui l’azienda sospetti un’assenza non giustificata.

Le visite possono essere disposte in qualsiasi giorno, compresi weekend e festivi, e possono ripetersi per tutta la durata della prognosi. Il lavoratore deve quindi garantire la propria reperibilità all’indirizzo comunicato, salvo spostamenti giustificati e documentati.

Nuove fasce orarie delle Visite Fiscali Inps: cosa cambia davvero

Una delle novità più rilevanti riguarda le fasce orarie di reperibilità, che da quest’anno diventano identiche per tutti i lavoratori, senza più differenze tra pubblico e privato. Le nuove fasce sono:

  • dalle 10 alle 12
  • dalle 17 alle 19

Si tratta di un cambiamento atteso da tempo, che elimina la disparità tra i due settori e rende più semplice il lavoro degli ispettori. Il lavoratore in malattia deve quindi essere reperibile in queste due finestre orarie, tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.

Le visite possono essere effettuate anche più volte durante la stessa malattia, e l’Inps può disporre controlli aggiuntivi se emergono dubbi sulla veridicità del certificato.

Naturalmente esistono situazioni in cui il lavoratore può allontanarsi dal domicilio anche durante le fasce orarie. Sono consentiti spostamenti per visite specialistiche, esami clinici, terapie o altre necessità legate al percorso di cura, purché documentati. Sono inoltre esonerati dall’obbligo di reperibilità i lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, chi ha un’invalidità pari o superiore al 67% e chi è assente per infortunio sul lavoro.

Il medico curante deve inviare il certificato all’Inps entro 24 ore dall’inizio della malattia, mentre il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo entro 48 ore. Una procedura che resta invariata, ma che diventa ancora più importante alla luce dei nuovi controlli.

Sanzioni, assenze ingiustificate e aumento delle visite: cosa rischia chi non si fa trovare

La stretta sulle Visite Fiscali Inps porta con sé un sistema sanzionatorio più rigido. Se il lavoratore non è presente al domicilio durante la visita e non ha una giustificazione valida, scattano immediatamente le sanzioni economiche e disciplinari.

Alla prima assenza ingiustificata si perde l’indennità per i primi dieci giorni di malattia. Alla seconda, l’indennità viene ridotta del 50% per il periodo restante. Alla terza, il diritto all’indennità decade completamente. Nei casi più gravi, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari che possono arrivare fino al licenziamento.

L’Inps può inoltre disporre ulteriori verifiche medico-legali se emergono incongruenze tra il certificato e lo stato di salute riscontrato durante la visita. In caso di difformità, il trattamento economico può essere sospeso o ridotto.

Il numero delle visite fiscali è in costante aumento. Nel terzo trimestre del 2025 l’Inps ha effettuato 199mila controlli, con un incremento del 5,8% rispetto all’anno precedente. Il settore pubblico registra il numero più alto di verifiche, con una media di 62 visite ogni mille certificati, mentre nel privato la media è di 30 ogni mille.

Il trend conferma la volontà dell’istituto di intensificare i controlli, soprattutto in un periodo in cui le assenze per malattia continuano a crescere.

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