Casa, con la calamità lo Stato ora non paga più

10/10/2026 10:00

Casa, con la calamità lo Stato ora non paga più

Un nuovo pensiero per i proprietari di immobili: in caso di terremoto, inondazione, le calamità naturali insomma, i danni causati alla proprietà privata non saranno più coperti dalle casse dello Stato. Lo ha ribadito nei giorni scorsi il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci. “Lo stato non ha più il denaro per finanziare tutte le ricostruzioni e ovunque, è finita quella stagione”, parole che lasciano poco spazio all’immaginazione: i proprietari non si aspettino nulla e mettano mano al portafogli. Il tema è particolarmente rilevante e ancora non compreso pienamente da parte dei proprietari. Siamo abituati, e obbligati, a sottoscrivere una polizza a copertura del rischio scoppio/incendio quando accendiamo un mutuo, oppure una polizza RC che copre i rischi dei danni causati per esempio da un vaso che ci cade dal balcone, ma i danni da calamità naturali sono un altro capitolo. A costi che non abbiamo ancora metabolizzato. Perché oggi già esiste l’obbligo di assicurazione, ma solo per alcune tipologie di imprese. Se lo Stato non risarcirà più neanche il residenziale, la voce di costo potrebbe diventare insostenibile per molti attuali proprietari. Immaginiamo una piccola abitazione in provincia dell’Aquila. Zona sismica come purtroppo sappiamo. Trovare una compagnia assicurativa disposta a coprire il rischio sarà già un’impresa, poi ci sono i costi. Se non vogliamo considerare una classica polizza che al momento del bisogno si scopre non coprire nulla, si parla di migliaia di euro l’anno. Su un immobile che probabilmente non ha mercato e forse un valore di 10.000 euro. Se si passa in città le cose vanno anche peggio. Ci sono quartieri a Roma come a Milano, che finiscono sott’acqua ogni volta che piove intensamente. Costruzioni abusive degli anni Cinquanta, poi condonate, che creano problemi di traffico, di degrado e vengono allagate, appunto. Se fino a ieri i proprietari potevano sperare in rimborsi dei danni, oggi se ne dovrebbero fare carico. Oppure sottoscrivere una polizza assicurativa. Sempre considerando la difficoltà di trovare una compagnia disposta ad accettare il rischio, quale sarebbe il premio richiesto? Per una polizza a rimborso integrale costerebbe come un mutuo, ogni anno. C’è quindi qualcosa che non funziona, evidentemente non è una strada percorribile. 


È relativamente semplice affermare che lo Stato non ha risorse per coprire i danni da calamità naturali, ma cosa succede nella realtà? Si lasciano le famiglie per strada? Si abbattono davvero le costruzioni abusive? Si amplia l’obbligo di copertura assicurativa, anche se a cifre modeste che non rifondono davvero i danni?

Comunque andrà è un altro pensiero, e non di poco conto, per i proprietari di casa.

È online il nuovo numero di REview. In quesot numero:   Corti, Barings:

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