DELEX verso l'azione collettiva da 2 mld di euro contro Mitsubishi e ICIG per l'inquinamento da PFAS

12/05/2026 18:00

DELEX verso l'azione collettiva da 2 mld di euro contro Mitsubishi e ICIG per l'inquinamento da PFAS

Il team di diritto ambientale di DELEX, guidato dal professore Giorgio Afferni, ha ottenuto l'autorizzazione per l'accesso agli atti del processo penale della Corte d'Assise di Vicenza e sta completando le attività preparatorie propedeutiche all'avvio dell'azione civile.

DELEX ha ricevuto l'incarico di promuovere e patrocinare una causa collettiva finanziata da un fondo americano per agire nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili dell'inquinamento, domandando il risarcimento di tutti i danni subiti.

La raccolta delle adesioni, promossa da Finanziamento del Contenzioso S.p.A., si è conclusa. Hanno aderito oltre 40.000 soggetti, per un potenziale valore risarcitorio complessivo pari a 2 miliardi di euro.

La vicenda è stata al centro del procedimento penale celebrato dinanzi alla Corte d'Assise di Vicenza nei confronti di diversi dirigenti di Mitsubishi, ICIG e Miteni, imputati, tra l'altro, per i reati di disastro innominato aggravato, avvelenamento delle acque e inquinamento ambientale. Il processo si è concluso in primo grado con undici condanne e quattro assoluzioni e con il riconoscimento del risarcimento a favore di centinaia di parti civili.

La vicenda è emersa nel tempo attraverso accertamenti ambientali, sanitari e giudiziari. Un primo quadro di attenzione è affiorato da uno studio condotto da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), poi confermato nel procedimento penale definito dalla Corte d'Assise di Vicenza.

In base alle verifiche condotte nel corso degli anni dalle autorità ambientali e sanitarie, si stima che l'attività del sito Miteni abbia provocato un inquinamento che si estende per oltre 700 chilometri nei territori delle province di Padova, Verona e Vicenza e coinvolge circa 350.000 persone, con un danno ambientale stimato da ISPRA in 136,8 milioni di euro.

I PFAS sono "composti chimici, prodotti dall'uomo e pertanto non presenti naturalmente nell'ambiente, stabili, contenenti lunghe catene di carbonio, per questo impermeabili all'acqua e ai grassi" (Ministero della Salute), impiegati in diversi settori industriali e considerati nocivi, e in alcuni casi cancerogeni (PFOA), se presenti in elevate quantità nell'organismo umano.

I soggetti potenzialmente danneggiati dall'inquinamento sono:

I residenti nelle aree interessate dalla contaminazione che presentano nel proprio siero concentrazioni di PFAS oltre i limiti di tolleranza stabiliti dalle autorità sanitarie;

I soggetti che abbiano contratto patologie correlate all'esposizione ai PFAS;

I proprietari degli immobili situati nelle aree contaminate che, a causa dell'inquinamento da PFAS, abbiano patito un deprezzamento e/o una diminuzione della facoltà di godimento degli immobili (es. impossibilità di adibire il fondo a coltivazione o di fruire di acqua potabile per gli usi quotidiani);

I residenti in prossimità delle zone inquinate dai PFAS che hanno subito le conseguenze psicologiche della paura di contrarre in futuro delle patologie a causa dell'esposizione alle sostanze inquinanti.

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