Il team di diritto ambientale di DELEX, guidato dal professore Giorgio Afferni, ha ottenuto l'autorizzazione per l'accesso agli atti del processo penale della Corte d'Assise di Vicenza e sta completando le attività preparatorie propedeutiche all'avvio dell'azione civile.
DELEX ha ricevuto l'incarico di promuovere e patrocinare una causa collettiva finanziata da un fondo americano per agire nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili dell'inquinamento, domandando il risarcimento di tutti i danni subiti.
La raccolta delle adesioni, promossa da Finanziamento del Contenzioso S.p.A., si è conclusa. Hanno aderito oltre 40.000 soggetti, per un potenziale valore risarcitorio complessivo pari a 2 miliardi di euro.
La vicenda è stata al centro del procedimento penale celebrato dinanzi alla Corte d'Assise di Vicenza nei confronti di diversi dirigenti di Mitsubishi, ICIG e Miteni, imputati, tra l'altro, per i reati di disastro innominato aggravato, avvelenamento delle acque e inquinamento ambientale. Il processo si è concluso in primo grado con undici condanne e quattro assoluzioni e con il riconoscimento del risarcimento a favore di centinaia di parti civili.
La vicenda è emersa nel tempo attraverso accertamenti ambientali, sanitari e giudiziari. Un primo quadro di attenzione è affiorato da uno studio condotto da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), poi confermato nel procedimento penale definito dalla Corte d'Assise di Vicenza.
In base alle verifiche condotte nel corso degli anni dalle autorità ambientali e sanitarie, si stima che l'attività del sito Miteni abbia provocato un inquinamento che si estende per oltre 700 chilometri nei territori delle province di Padova, Verona e Vicenza e coinvolge circa 350.000 persone, con un danno ambientale stimato da ISPRA in 136,8 milioni di euro.
I PFAS sono "composti chimici, prodotti dall'uomo e pertanto non presenti naturalmente nell'ambiente, stabili, contenenti lunghe catene di carbonio, per questo impermeabili all'acqua e ai grassi" (Ministero della Salute), impiegati in diversi settori industriali e considerati nocivi, e in alcuni casi cancerogeni (PFOA), se presenti in elevate quantità nell'organismo umano.
I soggetti potenzialmente danneggiati dall'inquinamento sono:
I residenti nelle aree interessate dalla contaminazione che presentano nel proprio siero concentrazioni di PFAS oltre i limiti di tolleranza stabiliti dalle autorità sanitarie;
I soggetti che abbiano contratto patologie correlate all'esposizione ai PFAS;
I proprietari degli immobili situati nelle aree contaminate che, a causa dell'inquinamento da PFAS, abbiano patito un deprezzamento e/o una diminuzione della facoltà di godimento degli immobili (es. impossibilità di adibire il fondo a coltivazione o di fruire di acqua potabile per gli usi quotidiani);
I residenti in prossimità delle zone inquinate dai PFAS che hanno subito le conseguenze psicologiche della paura di contrarre in futuro delle patologie a causa dell'esposizione alle sostanze inquinanti.