IMI, la Corte d'Appello di Brescia conferma i risarcimenti agli eredi

03/11/2026 10:00

IMI, la Corte d'Appello di Brescia conferma i risarcimenti agli eredi

È stata pubblicata la sentenza n. 954/2026 della Corte d'Appello di Brescia nella vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI). La sentenza è favorevole alle parti rappresentate da DELEX e rigetta integralmente l'appello proposto dal MEF e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, confermando la giurisdizione italiana sulle domande risarcitorie per i crimini di guerra e contro l'umanità.

DELEX, studio legale specializzato in cause collettive risarcitorie, con un team composto dal professor Giorgio Afferni e dagli avvocati Lavinia Florimo, Elio Esposito e Alice Rocco - in collaborazione con gli avvocati Alessandro Bertoli e Mauro Bresciani dello Studio Bresciani Bertoli e con l'avvocato Marco Lupoli di Lupoli Studio Legale per gli aspetti di diritto internazionale - ha ottenuto una sentenza favorevole nella vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI).

La Corte d'Appello di Brescia, con la sentenza n. 954/2026, ha integralmente rigettato l'appello principale proposto dal MEF e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre è stato parzialmente accolto l'appello incidentale degli eredi degli IMI, volto a ottenere un incremento dei risarcimenti riconosciuti in primo grado.

In particolare, la sentenza ha confermato la giurisdizione italiana sulle domande risarcitorie per i crimini di guerra e contro l'umanità commessi dal Terzo Reich, ribadendo, sulla base della sentenza della Corte costituzionale n. 238/2014, l'inoperatività dell'immunità degli Stati esteri in presenza di gravi violazioni dei diritti inviolabili della persona.

Ha inoltre ribadito la legittimazione passiva esclusiva della Germania, chiarendo che il MEF, quale interventore adesivo dipendente, non può sostituirsi ad essa nelle difese processuali, né eccepire autonomamente la prescrizione. Rimane quindi ferma la decisione di primo grado che aveva escluso la prescrizione dei diritti risarcitori degli eredi.

Il risarcimento è stato più che raddoppiato, applicando correttamente i giorni di prigionia e l'indennità base giornaliera prevista dalle Tabelle milanesi sul danno non patrimoniale.

Sono stati infine riconosciuti ulteriori 80.000 euro a un'erede per il danno da perdita del rapporto parentale conseguente alla morte di un IMI durante l'internamento, riformando sul punto la decisione di primo grado.

«Questa sentenza è molto importante perché conferma la volontà dei giudici italiani di tutelare in modo pieno ed effettivo di diritto delle famiglie degli IMI al risarcimento dell'intero danno subito» ha affermato il professor Giorgio Afferni, socio fondatore di DELEX.

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