Rallenta la crescita delle imprese italiane, si riducono marginalità e redditività.
È quanto emerge dall'Osservatorio Bilanci di Cerved, che fotografa un 2025 più difficile rispetto all'anno precedente: il valore aggiunto cresce dell'1,7%, contro il +2,4% del 2024, il 44% delle imprese non aumenta il giro d'affari e quasi una su cinque chiude l'esercizio in perdita. Anche la marginalità mostra segnali di indebolimento, con una crescita del 3,7% rispetto al +5,6% registrato l'anno prima, mentre la redditività risulta in contrazione.
Un andamento che si conferma nonostante la riduzione del costo del debito favorita dalla politica monetaria espansiva avviata dalla Bce nella seconda metà del 2024. Sul fronte finanziario, invece, prosegue il percorso di consolidamento delle aziende: il grado di patrimonializzazione ha raggiunto il 40%, mentre la liquidità immediata è aumentata di quasi 15 punti percentuali, con performance particolarmente positive tra le microimprese e nel settore delle costruzioni.
Cerved ha analizzato i primi 180.000 bilanci depositati dalle società di capitali italiane a giugno 2026, relativi all'anno 2025, che rappresentano il 38% del valore aggiunto complessivo. I dati indicano che nel 2025 i ricavi sono aumentati solo dell'1,7% rispetto al 2024 (-0,7%) e che la riduzione dei costi, in particolare per l'acquisto di materie prime tornati su valori più normali dopo il picco del biennio 2022-2023, ha sì permesso una crescita del valore aggiunto di +3,7%, ma in calo dell'1,9% sull'anno precedente.
Anche la redditività lorda e netta sono diminuite, soprattutto per effetto della contrazione dei risultati delle costruzioni dovuta alla fine degli incentivi governativi: il ROE complessivo è passato dal 10,7% del 2024 al 9,5% del 2025 (-1,2%).
Secondo l'analisi dell'Osservatorio Bilanci 2025 di Cerved, costruzioni, energia e servizi evidenziano i risultati peggiori, mentre l'industria limita il calo allo 0,3% in termini di ROA. Nonostante le dinamiche più recenti, costruzioni e servizi rimangono i settori più profittevoli, con un ROA al di sopra del 7%, mentre industria, distribuzione ed energia si attestano intorno al 6% e le imprese agricole si fermano poco sotto il 2%. Coerentemente con la contrazione del ROE, si osserva un aumento delle aziende che hanno chiuso il bilancio 2025 in perdita: 19,6% rispetto al 18,5% del 2024, cioè quasi 1 su 5. Tuttavia, nel biennio precedente l'aumento era stato più marcato (+1,8%).
Ad essersi ridotto il costo del debito, -4% il dato mediano per il totale delle imprese italiane, per effetto della politica monetaria della Bce, tornata espansiva a partire da giugno 2024. Nei settori, solo le aziende agricole e quelle della distribuzione, benché in miglioramento, sono ancora distanti dalla soglia del 40%: per tutti gli altri la disponibilità di mezzi propri è pari o superiore. La liquidità corrente cresce anch'essa di quasi 15 punti percentuali, con performance particolarmente brillanti per le microsocietà (+17,3% fra il 2024 e il 2025) e per le costruzioni (+10% fra il 2024 e il 2025).