L'anno parte malissimo per i Data Center. E' la fine della bolla?

05/01/2026 14:00

L'anno parte malissimo per i Data Center. E' la fine della bolla?

Il 2026 non poteva cominciare peggio per il settore dei Data Center. Un segmento già da tempo sotto osservazione (Oracle, per esempio, ha posticipato al 2028 il completamento di parte dei data center destinati a fornire potenza di calcolo a OpenAI) ora l’operazione militare Usa in Venezuela ha creato  allarme tra gli analisti.
Invesco si è affrettata a diffondere un paper proprio sui data center dal titolo “Riduzione dei rischi di concentrazione nell’IA”. Questo il testo integrale:


“L’intelligenza artificiale ha dominato i rendimenti azionari globali negli ultimi anni. Riteniamo che i rischi di una sottoperformance stiano aumentando, poiché la concentrazione ha raggiunto i massimi delle ultime decadi. Preferiamo riequilibrare per cogliere al meglio altre opportunità.
È difficile sopravvalutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’attuale contesto d’investimento. Solo un ristretto gruppo di titoli legati all’IA ha generato oltre la metà dei rendimenti dello S&P 500 e quasi un terzo dei rendimenti azionari globali nel 2025 (alla fine di ottobre). Nel frattempo, gli investimenti nei data center hanno contribuito per 1,1 punti percentuali alla crescita del PIL statunitense nella prima metà del 2025 – anche se questa cifra non considera la componente di importazioni che parzialmente la compensa.
Gli investitori iniziano ora a chiedersi se il boom degli investimenti in IA non stia diventando eccessivo e se non siamo forse in una bolla. Finora, gran parte dell’espansione dei data center è stata finanziata con la liquidità esistente e i flussi di cassa operativi. Ma quest’anno sono emersi alcuni segnali di preoccupazione, come l’utilizzo di debito, investimenti azionari complessi e accordi di vendor financing. Le preoccupazioni riguardo a una potenziale bolla dell’intelligenza artificiale sono forse meglio rappresentate dalla tensione tra la spesa in conto capitale necessaria per costruire data center e relative infrastrutture e i ricavi degli sviluppatori di IA. Attualmente, la spesa in conto capitale corre a un ritmo pari a circa sei volte gli attuali ricavi. Ciò suggerisce che saranno necessari aumenti molto consistenti dei ricavi per giustificare questo livello di investimenti.

Nel frattempo, preferiamo ribilanciare i portafogli per gestire al meglio l’aumento dei rischi di concentrazione e di valutazione. Evidenziamo inoltre altre opportunità legate all’IA con valutazioni più interessanti, in particolare tra i titoli tecnologici cinesi. Va detto che il tema dell’IA può svilupparsi anche lungo altre direttrici. Le aziende che adottano queste tecnologie potrebbero ottenere nuovi risparmi di costo o introdurre nuove linee di prodotto, offrendo opportunità di esposizione selettiva. Strategie che riducono l’importanza delle ponderazioni basate sulla capitalizzazione di mercato rappresentano un approccio prudente alla gestione del rischio”.

Se anche la Rai ha ritenuto opportuno rimandare in onda un approfondimento sul tema, già trasmesso lo scorso ottobre, forse qualcosa di importante sta accadendo.


Qui il video integrale

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