Matera, firmato il Piano Città degli immobili pubblici

29/10/2026 20:00

Matera, firmato il Piano Città degli immobili pubblici

L'Agenzia del Demanio, la Regione Basilicata, il Comune di Matera, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici hanno sottoscritto un accordo per rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico. Cultura, servizi, sostenibilità e innovazione al centro della strategia per la città.

Il Direttore dell'Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il Direttore generale della Presidenza della giunta e programmazione strategica della Regione Basilicata Donato del Corso, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Andrea Lenzi e il Presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) Antonio Navarra hanno sottoscritto il Piano Città degli immobili pubblici di Matera, un accordo istituzionale per la valorizzazione storica, culturale e funzionale degli asset di proprietà pubblica. La firma si è svolta a Palazzo Lanfranchi, alla presenza della Direttrice dei Musei Nazionali di Matera Raffaella Bonaudo. Il Piano Città degli immobili pubblici è uno strumento di pianificazione integrata promosso dall'Agenzia del Demanio, di intesa con gli enti territoriali, che coniuga il recupero e il riuso del patrimonio immobiliare pubblico con le strategie di sviluppo urbano, con l'obiettivo di favorire la rigenerazione urbana, ridurre il consumo di suolo, mitigare i rischi connessi alle crisi climatiche e generare valore economico, culturale, sociale e ambientale.

Il Piano parte dalle caratteristiche della città di Matera e punta a ricucire i Sassi, il centro storico e i quartieri periferici mettendo in relazione tutela, cultura, nuove funzioni pubbliche, sostenibilità e innovazione all'interno di una visione unitaria dello sviluppo urbano. Gli immobili pubblici diventano parte di un disegno unitario che mira a costruire una dorsale culturale lungo il margine della Gravina, tra Sant'Agostino, Santa Lucia, Rione Sassi e il polo museale Ridola, a consolidare un centro direzionale della pubblica amministrazione in via Cappelluti e a sviluppare nuovi presidi di social housing e servizi di prossimità nella periferia sud. Una strategia che guarda alla città nel suo complesso, con l'obiettivo di rafforzare la residenzialità e le funzioni culturali nei Sassi e, contemporaneamente, sostenere la rigenerazione dei quartieri di espansione attraverso nuove funzioni pubbliche, sociali e di servizio.

Cuore del Piano sono tre interventi pilota. L'ex Complesso Conventuale di Sant'Agostino sarà valorizzato come nuovo polo culturale per la consultazione pubblica del patrimonio documentale, la fruizione degli spazi ipogei e il recupero dei giardini terrazzati per attività culturali, espositive e didattiche. Il Compendio Rione Sassi sarà interessato dal completamento del trasferimento in concessione gratuita al Comune, per 99 anni, delle unità immobiliari residue attualmente inutilizzate, in attuazione della legge n. 771 del 1986. L'obiettivo è recuperare gli immobili oggi in stato di abbandono e restituirli a un utilizzo attivo e produttivo, favorendo residenzialità, ricettività diffusa e servizi. L'ex Complesso di Santa Lucia e Agata alla Civita, nel cuore dei Sassi, è invece destinato a diventare una "Casa UNESCO", con residenze e spazi di studio rivolti a studiosi e ricercatori impegnati nella tutela e nella valorizzazione del Patrimonio dell'Umanità, integrando residenzialità, ricerca e fruizione diretta del contesto storico.

Il Piano comprende inoltre il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, per il quale è prevista la prospettiva di ampliare e rafforzare il polo museale anche attraverso l'acquisizione dell'ex Scuola Media Alessandro Volta; la Palazzina FIO, che potrà integrare il percorso del museo e accogliere ulteriori uffici del Ministero della Cultura e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri; il Laboratorio di Restauro nella zona PAIP, destinato a diventare un centro per il ricovero temporaneo e il primo intervento conservativo sui beni culturali mobili in caso di calamità.

Sul versante delle funzioni amministrative, l'immobile per Uffici Periferici Statali di via Cappelluti sarà interessato da interventi di razionalizzazione degli spazi, efficientamento energetico e riqualificazione delle aree esterne, con l'obiettivo di consolidare un polo direzionale della pubblica amministrazione in posizione strategica tra il Piano e i Sassi.

Tra gli immobili comunali, oltre all'ex Scuola Media Alessandro Volta che, per la sua vicinanza con il Museo Ridola, si presta ad una valorizzazione di tipo culturale con nuovi spazi da destinare a laboratori, aule didattiche ed esposizioni temporanee, il Piano individua nell'ex Convitto E. Duni un bene di particolare interesse per future progettualità legate al social housing, ai servizi di prossimità e ad attività formative e di aggregazione. Tra gli immobili di proprietà regionale, l'ala est dell'ex Genio Civile potrà accogliere uffici di rappresentanza e una nuova biblioteca pubblica, mentre l'edificio per uffici regionali di via Cappelluti sarà destinato a funzioni terziarie con interventi di efficientamento energetico.

La componente dell'innovazione tecnologica accompagna trasversalmente la strategia del Piano Città: il Centro Interdipartimentale Scienza delle Città (CISC), istituito all'interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), affiancherà il Piano attraverso l'impiego di diagnostica HBIM (Heritage o Historic Building Information Modeling), sensoristica e Gemello Digitale applicati agli edifici pubblici, mettendo le tecnologie al servizio della conoscenza, della gestione e della trasformazione del patrimonio.

Il Piano integra, inoltre, la dimensione ambientale, perseguendo obiettivi di neutralità e resilienza climatica, anche grazie alla collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), valorizzando così il ruolo del patrimonio immobiliare pubblico nella città. In questo quadro, individua le azioni più efficaci per mitigare i rischi climatici, accrescere la capacità di adattamento degli edifici pubblici e tutelare il benessere della comunità.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Matera seleziona un primo portafoglio immobiliare di 11 beni (6 di proprietà dello Stato, 2 di proprietà della Regione Basilicata, 2 del Comune di Matera e 1 di proprietà mista Stato-Comune), ai quali potranno esserne aggiunti ulteriori da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri enti e istituzioni.

Immobili di proprietà dello Stato: ex Complesso Conventuale S. Agostino; immobile per Uffici Periferici Statali; Museo Archeologico Nazionale D. Ridola - Palazzina FIO; Laboratorio di Restauro; Compendio Rione Sassi (parte); Museo Archeologico Nazionale D. Ridola - ex Convento delle Chiariste.

Immobili di proprietà della Regione Basilicata: edificio per Uffici Regionali; ex Genio Civile - Ala Est.

Immobili di proprietà del Comune di Matera: ex Scuola Media A. Volta; ex Convitto Duni.

Immobile di proprietà mista Stato-Comune: ex Complesso Conventuale Santa Lucia e Agata alla Civita, costituito da una porzione di proprietà statale e una di proprietà comunale.

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