Serve più tempo per affittare casa

23/09/2026 14:00

Serve più tempo per affittare casa

I tempi per affittare casa nell'ultimo anno nel nostro Paese si sono allungati del 10% circa, passando da poco meno di 2,6 mesi medi a poco più di 2,8, in scia al rallentamento che il settore delle locazioni sta sperimentando nel corso del 2026.

Lo evidenzia una recente ricerca di Immobiliare.it che ha confrontato i tempi di affitto nel Paese e in alcune delle principali città italiane con quelli registrati 12 mesi fa.

«Il dato su scala nazionale delinea la fisionomia di un comparto locativo in fase di decelerazione, benché al di sotto di tale media si celino dinamiche territoriali ampiamente eterogenee», spiega Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «Il panorama italiano si configura infatti come un mercato a più velocità: da un canto sussistono piazze nelle quali la domanda continua ad assorbire con tempestività l'offerta, in particolare nei contesti storicamente caratterizzati da elevata liquidità; dall'altro ci sono aree del Paese che incontrano maggiori complessità nel trovare rapidamente inquilini. Non si tratta pertanto di una mera contrapposizione geografica: anche all'interno della stessa area emergono discrepanze rilevanti. Il quadro che osserviamo è quindi quello di un mercato che, dopo una protratta fase di forte pressione, sta entrando in una fase in cui la capacità di incontro tra domanda e offerta diventa sempre più determinante».

Le città più veloci per affittare casa

In linea generale, la maggior parte delle città analizzate presenta un livello di Time to rent ("TTR") compreso tra i 2 e i 3 mesi. Brescia, Trieste, Padova e Verona sono le città in cui si affitta casa più rapidamente: qui sono necessari in media 2,3 mesi, con numeri in contrazione anno su anno nelle prime due (-9%, -3%) e in rialzo nelle altre due (+19%, +6%).

Al contrario, la città in cui si affitta casa più lentamente è Catania (3,3 mesi, +11% a/a), seguita da Bari (3,2 mesi, +40% a/a), Messina (3,1 mesi, +35% a/a) e Palermo (3 mesi, +31% a/a). Con un risultato di 3,1 mesi, in linea con Messina, Lucca è l'unica città del Centro-Nord a registrare un Time to rent elevato, anch'essa in crescita del 5% rispetto a 12 mesi fa.

All'interno della classifica, Milano ha registrato una crescita del 12%, con 2,6 mesi per affittare casa, a fronte dei circa 2,3 mesi dello scorso anno, mentre la Capitale è l'unica città rimasta stabile, con un Time to rent di 2,8 mesi. Cagliari è invece il centro che ha segnato la crescita più marcata dei tempi di affitto (+55% a/a).

Il confronto con il dato a 3 mesi

L'allungamento dei tempi di affitto è testimoniato anche dalla percentuale di abitazioni che vengono affittate entro i 3 mesi dalla pubblicazione dell'annuncio, in diminuzione nella gran parte delle città rispetto allo scorso anno. Guardando infatti al tasso di assorbimento a 3 mesi - che misura proprio la percentuale di abitazioni affittate entro il primo trimestre rispetto al totale dell'offerta di locazioni - la fotografia che ne consegue è un calo medio di 1,9 punti percentuali a livello nazionale.

Entrando nel dettaglio delle singole città, i decrementi più contenuti di questo indicatore si verificano a Roma e Como (-0,4 pp, -0,8 pp) mentre i più marcati a Monza (-12,4 pp), Cagliari (-11,2 pp), Catania (-10,6 pp) e Messina (-10,3 pp). Le uniche eccezioni sono rappresentate da Brescia, Napoli e Trento, che mostrano segnali di stabilità o di lievissima crescita (rispettivamente +0,5 pp, 0 pp e +0,2 pp).

Proprio nei mercati ad alta liquidità come Brescia, Trento e Trieste, una percentuale di immobili compresa tra l'81% e l'89% viene affittata entro i tre mesi, totalizzando il tasso di assorbimento più elevato. Al contrario, nei mercati a rotazione più lenta come Monza (54%) e Firenze (55%) si registra il 3-M A più basso, indicando una giacenza maggiore degli immobili sul mercato rispetto agli altri capoluoghi.

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