Sgr immobiliari e antiriciclaggio: vigilanza Banca d'Italia e nuove responsabilità

02/05/2026 18:00

Sgr immobiliari e antiriciclaggio: vigilanza Banca d'Italia e nuove responsabilità

Il tema del rispetto della regolamentazione antiriciclaggio (AML) da parte delle SGR immobiliari è venuto all'attenzione a seguito di un'ispezione da parte della Banca d'Italia. Non è possibile né opportuno entrare nel merito della specifica vicenda, cui si può fare, correttamente, riferimento limitatamente alla notizia che l'ispezione ha riguardato il settore AML e si è conclusa con la richiesta della Banca d'Italia di un ricambio degli organi sociali.

La notizia induce a rivolgere particolare attenzione al ruolo della regolamentazione AML per la finanza del real estate nonché al rilievo segnaletico che una specifica attività di controllo della Banca d'Italia può avere per l'intero settore dei fondi immobiliari, ritenuti finora un comparto a basso rischio AML.

Le SGR sono ricomprese, a pieno titolo, alla lett. f) dell'art. 3, comma 2 del d.lgs. 231/2007 tra i soggetti finanziari obbligati a rispettare tutta la disciplina AML, compresa quella applicativa emanata dalla Banca d'Italia, in materia di organizzazione, procedure e controlli interni nonché di adeguata verifica della clientela, e dalla UIF per la segnalazione delle operazioni sospette. L'insieme normativo è complesso e richiede uno sforzo aziendale a tutti i livelli.

Con le disposizioni della Banca d'Italia del 1° agosto 2023 si è modificato l'equilibrio tra funzioni e responsabilità aziendali. Il punto qualificante è l'introduzione tra i requisiti minimi di un consigliere esecutivo nominato responsabile per l'antiriciclaggio, che non sostituisce il responsabile aziendale della funzione antiriciclaggio né cancella la responsabilità collettiva degli organi. Ne risulta accresciuta l'esigenza di competenze tecniche specifiche. La filiera interna antiriciclaggio è più articolata e l'impostazione di fondo è analoga a quella delle regole sulla governance ai sensi del TUF e del TUB. Al C.d.A. spettano, in primo luogo, la configurazione degli assetti organizzativi (dalla policy aziendale all'istituzione della funzione antiriciclaggio) e le linee di indirizzo per i controlli interni e per i flussi informativi alle autorità. Punto cruciale è la costante e puntuale autovalutazione dei rischi. Ancora, il C.d.A. deve garantire che le funzioni operative e quelle di controllo siano distinte, che sia assicurata la riservatezza delle segnalazioni di operazioni sospette e che siano adottate misure correttive efficaci per superare le carenze emerse. Due snodi sono essenziali: un costante risk assessment della clientela e dei progetti e la formazione e il coinvolgimento di tutto il personale.

La consapevolezza che le operazioni e gli asset immobiliari possano essere strumento di illeciti è diffusa e spesso sostenuta dalle cronache giudiziarie. Indicazioni in tal senso si rinvengono nelle relazioni della Commissione al Parlamento europeo sulla valutazione dei rischi di riciclaggio, negli standard e nelle metodologie del GAFI, nonché nelle indicazioni della Banca d'Italia e della UIF sulla segnalazione delle operazioni sospette. Nell'aprile del 2022 la UIF ha diramato anche una comunicazione per prevenire distorsioni nell'utilizzo delle risorse pubbliche nell'attuazione del PNRR.

Questo è anche il momento di passaggio verso un sistema europeo AML più integrato ed efficace, imperniato sulla nuova Agenzia europea AMLA, operativa dal luglio 2025. L'AMLA ha sia il compito di completare l'armonizzazione del quadro normativo sia quello di esercitare la supervisione diretta sugli intermediari bancari e finanziari ad alto rischio. La sua funzione è anche quella di assicurare, tramite le autorità nazionali, l'efficacia e l'omogeneità dei controlli a livello dei singoli Paesi. Che sia in corso un processo di rafforzamento per rendere più incisiva la vigilanza AML è stato esplicitato, nel novembre scorso, da Sebastiano Laviola, Capo dell'Unità di Supervisione e normativa antiriciclaggio della Banca d'Italia.

Una considerazione utile: la disciplina antiriciclaggio ha carattere prevalentemente preventivo e punta sugli assetti organizzativi. Si basa sulla valutazione di tutti i rischi insiti nell'attività svolta, sull'introduzione di presidi adeguati e su risorse dedicate all'AML idonee, preparate e motivate. Perché vi sia una violazione sanzionabile non è richiesto che si siano verificati casi concreti di riciclaggio, ipotesi che ovviamente aggraverebbe le responsabilità. In altri termini, policy, piani industriali, organizzazione, compliance e controlli interni devono orientare l'intera struttura aziendale verso la coerenza con i principi dell'antiriciclaggio, se del caso ridisegnando gli assetti interni anche per assicurare che le prassi commerciali e gli investimenti non viaggino su binari autonomi rispetto alla compliance AML.

Sembra il momento dell'autoanalisi e del rafforzamento dei presidi AML per le SGR immobiliari che gestiscono un patrimonio di circa 150 miliardi di euro attraverso 715 fondi e che hanno la responsabilità di far funzionare l'industria immobiliare.

Avvocato Luigi Donato

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