Anthropic si sta preparando a un’IPO che potrebbe diventare la più grande della storia, con una valutazione attesa intorno ai 2.000 miliardi di dollari, superando così il record di SpaceX. Il mercato sta reagendo con entusiasmo perché la società ha mostrato una crescita dei ricavi esplosiva, passando da 787 milioni di dollari nel Q2 2025 a oltre 11,5 miliardi nel Q2 2026.
Il contesto dell’IPO e confronto con SpaceX
L’offerta pubblica iniziale è prevista per ottobre 2026 e renderebbe Anthropic una delle prime grandi aziende private di intelligenza artificiale a quotarsi in Borsa. Gli investitori si aspettano che i ricavi annualizzati raggiungano tra 100 e 120 miliardi di dollari entro fine anno, più di 10 volte il livello di inizio 2026.finance.
L’IPO di SpaceX, fissata a 1.770 miliardi di dollari con prezzo di 135 dollari per azione, era stata considerata la più grande della storia. Tuttavia, Anthropic potrebbe superare questo record con una valutazione di 2.000 miliardi o più, secondo le aspettative di alcuni investitori.
Per il mercato, l’IPO di Anthropic sarà il primo vero test di valutazione pubblica per il settore AI, confrontando le valutazioni private con i mercati reali. Per chi segue il settore tecnologico, questa quotazione potrebbe segnare un nuovo capitolo nella corsa all’AI, con implicazioni per tutte le big tech coinvolte.
Il ruolo del watermark di Claude
Parallelamente, Anthropic ha annunciato che i futuri modelli Claude includeranno un watermark nei testi, una tecnologia per identificare se un contenuto è stato generato dall’AI. Questa scelta è motivata dalla necessità di conformarsi all’AI Act e non influisce sulla qualità dell’output di Claude. La nuova misura, confermata in una pagina ufficiale dell’azienda, implica l’inserimento di una “impronta” invisibile, direttamente nel processo di scelta dei token, che segna in modo probabilistico il contenuto generato.
Il funzionamento è semplice: ogni modello linguistico, avanzando un token alla volta, sceglie le parole basandosi su valori statistici. Con la filigrana, il modello viene “spinto” a selezionare determinati token, creando un pattern riconoscibile a livello statistico. Questa tecnica, che non si basa su metadati o etichette digitali, è progettata per resistere anche al copia-incolla, lasciando una traccia evidenziabile solo analizzando numerose scelte di parole.
Il metodo di Anthropic funziona meglio per testi lunghi e discorsivi, mentre perde efficacia su codici, formule, citazioni e testi brevi, dove la libertà del modello è limitata. Inoltre, traduzioni, parafrasi o conversioni di file possono indebolire il segnale, con il rischio di falsi positivi: l’assenza di una filigrana non esclude comunque l'origine AI del testo.
Anthropic si distingue in questo ambito da OpenAI e Google, che hanno adottato strategie simili ma non hanno ancora aggiornato le proprie linee guida per conformarsi pienamente all’AI Act. Oltre al testo, Anthropic applicherà il watermark anche su immagini e altri file attraverso lo standard aperto C2PA, garantendo così una tracciabilità più completa. In sostanza, il contenuto digitale sta lasciando la sua "scomparsa" anonimato per diventare un oggetto con una chiara impronta, in una direzione che renderà sempre più difficile “barare” con il copia-incolla dall’AI.
Perchè il watermark potrebbe essere visto positivamente dal mercato?
- Aumenta la trasparenza e la tracciabilità dei contenuti AI;
- Rafforza la compliance normativa in Europa;
- Offre un vantaggio competitivo rispetto ad altri provider che non hanno ancora implementato soluzioni simili.
(Redazione)
“Questo articolo è stato creato con l'ausilio di un sistema di AI, dietro supervisione e controllo della nostra redazione, con lo scopo di arricchire dati e informazioni."