Con la fine dell’anno ormai alle porte, chi sta pensando a piccoli interventi in casa ha ancora una finestra utile per sfruttare le aliquote attuali del Bonus Casa. Non serve avviare grandi cantieri: molti lavori possono essere completati e saldati entro il 31 dicembre 2026, accedendo alle detrazioni del bonus ristrutturazioni o, quando previsto, dell’ecobonus. Ma cosa succederà dal 2027? E quali opere conviene chiudere entro l’anno per non perdere le agevolazioni più alte? Scopriamolo insieme.
Prima però vi lasciamo al video YouTube di MutuiOnline su come funzionano i bonus casa.
Bonus Casa 2026: cosa si può fare e con quali detrazioni
Il decreto attuale consente di usufruire ancora delle detrazioni al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia fino a 96.000 euro di spesa per unità immobiliare. Rientrano nel beneficio lavori di manutenzione straordinaria, sicurezza domestica, risparmio energetico e abbattimento delle barriere architettoniche.
Tra gli interventi più semplici e rapidi da completare entro dicembre ci sono quelli legati alla sicurezza dell’abitazione: installazione o sostituzione di porte blindate, serrature, sistemi antifurto, cassaforti a muro e tapparelle metalliche con bloccaggi. Anche la realizzazione o la messa in sicurezza di cancellate e recinzioni murarie rientra nel bonus, purché si tratti di opere strutturali e non di semplice tinteggiatura.
Sul fronte impiantistico, sono agevolati il rifacimento dell’impianto elettrico, la messa a norma, il cablaggio degli edifici e l’installazione di rilevatori di gas o corrimano per la prevenzione degli infortuni. Per quanto riguarda l’energia e il calore, restano detraibili gli impianti fotovoltaici destinati all’abitazione e i sistemi solari termici per l’acqua calda, con obbligo di trasmissione della pratica all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. L’isolamento termico del sottotetto o delle pareti può essere agevolato sia con il bonus ristrutturazioni sia con l’ecobonus, a seconda dei requisiti tecnici.
Per le caldaie, invece, dal 2025 non sono più agevolati gli apparecchi alimentati esclusivamente da combustibili fossili. Restano incentivabili generatori a biomassa, pompe di calore, sistemi ibridi e microcogeneratori, con limiti di spesa che variano tra 60.000 e 120.000 euro.
Cosa cambia dal 2027: detrazioni più basse e tetti ridotti
Dal 1° gennaio 2027, salvo nuove proroghe, il quadro delle agevolazioni edilizie sarà riordinato nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. La detrazione per la prima casa scenderà dal 50% al 36%, con il tetto di spesa ridotto da 96.000 a 48.000 euro. Per seconde case e altri immobili, l’aliquota passerà dal 36% al 30%. Anche l’ecobonus seguirà la stessa logica: 36% sulla principale e 30% sugli altri immobili. Il sismabonus resterà operativo almeno fino al 31 dicembre 2027, ma con aliquote allineate al bonus ristrutturazioni. L’ecobonus, salvo proroghe, è invece destinato a uscire dal sistema nel 2028.
In pratica, chi vuole approfittare delle detrazioni più alte deve completare i lavori entro il 31 dicembre 2026 e saldare le spese con bonifico parlante entro quella data. Il recupero fiscale avverrà poi in dieci quote annuali.
I lavori che non saranno più oggetto di bonus
Dal 2027 alcune opere non saranno più agevolabili o lo saranno solo in parte. La sostituzione isolata di sanitari, piastrelle o pavimenti, se non inserita in un intervento più ampio, tornerà a essere considerata manutenzione ordinaria e non darà diritto alla detrazione. Lo stesso vale per la riparazione di balconi, terrazzi o tetti se eseguita autonomamente, senza altri lavori di manutenzione straordinaria. Anche la tinteggiatura interna e il rifacimento degli intonaci, se non collegati a opere strutturali, non saranno più agevolati.
Resteranno invece detraibili gli interventi per barriere architettoniche, come rampe, servoscala e piattaforme elevatrici, e la bonifica dell’amianto, compreso il trasporto in discarica. Il bonus mobili, infine, resterà valido solo fino al 31 dicembre 2026 con detrazione al 50% su una spesa massima di 5.000 euro, ma non è prevista la sua proroga nel 2027.