Caro carburante, dal taglio delle accise al credito d'imposta: quanto si risparmierà?

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 23/03/2026 10:15

Caro carburante, dal taglio delle accise al credito d'imposta: quanto si risparmierà?

Nella serata del 18 marzo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di interventi pensato per alleviare il peso del caro carburante che sta incidendo pesantemente sulle tasche degli italiani.

Gli interventi previsti promettono di ridurre in modo significativo la spesa alla pompa, non solo per gli automobilisti privati, ma anche per chi lavora nel settore dei trasporti.

Almeno per ora: se il conflitto dovesse andare avanti, difficilmente queste misure potrebbero garantire il tanto agognato risparmio.

Scopriamo nel dettaglio quali sono le misure e quanto sarà possibile risparmiare grazie a questo provvedimento.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Mr LUL lepaghediale.

Caro carburante, dal taglio sulle accise al credito d'imposta: le novità del Decreto

Partendo dagli interventi a favore degli automobilisti, il Decreto Carburanti prevede innanzitutto un taglio delle accise, con effetti immediati sul prezzo al litro di benzina, diesel e GPL.

La riduzione, valida per 20 giorni, comporterà un calo di circa 25 centesimi al litro per benzina e diesel e di 12 centesimi sul GPL, con conseguente riduzione dell?IVA.

Un capitolo a parte riguarda autotrasportatori e imprese del settore pesca.

Agli autotrasportatori sarà riconosciuto un credito d?imposta sull?acquisto del gasolio. La percentuale precisa sarà definita in un successivo provvedimento, ma l?obiettivo è alleggerire il peso dei costi energetici per chi opera nel trasporto su strada.

Il decreto include anche misure specifiche per le aziende della pesca, colpite dall?aumento eccezionale dei prezzi del carburante.

Per questo comparto è previsto un credito di imposta di 10 milioni di euro, che coprirà il 20% delle spese per l?acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.

Caro carburante, quanto si risparmierà con le novità del Decreto

Al momento, il risparmio garantito dal Governo è pari a 25 centesimi al litro per benzina e diesel e a 12 centesimi per il GPL. Per le imprese, invece, è appunto un credito d?imposta pari al 20% sull?acquisto del carburante.

Parliamo però di vantaggi che sono solo sulla carta. L?esperienza del 2022 con l?analogo Decreto Energia del Governo Draghi ci insegna come il risparmio promesso (allora 30 centesimi al litro) sia stato progressivamente eroso dall?aumento dei prezzi.

Nel 2022, tra marzo e maggio, a causa dell?escalation internazionale, il prezzo del Brent è salito da 100 a 120 dollari al barile. Di conseguenza, anche il costo della benzina ha continuato a crescere, passando da 1,77 euro al litro a marzo a 2,034 euro a giugno, (dati del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica).

Il rischio è che qualcosa di simile si ripeta nelle prossime settimane, vanificando l?effetto delle nuove misure. Al limite, il provvedimento potrebbe funzionare come misura tampone, al fine di evitare agli automobilisti di pagare già oggi oltre 2 euro al litro per diesel e benzina.

A prescindere, il problema si farà sentire soprattutto dopo i 20 giorni di validità dello sconto.

Caro carburante, il Governo verso una nuova proroga?

Quando l?8 aprile il Decreto Carburanti terminerà i suoi effetti, i prezzi potrebbero tornare a salire se non verranno previsti nuovi interventi.

Una proroga da parte del Governo appare probabile, ma la domanda rimane: con quali risorse finanziarla?

Infatti, il costo non sarà trascurabile. Basti pensare che la precedente misura contro il caro carburante del Governo Draghi è costata oltre 10 miliardi di euro, dal momento che ha coperto quasi l?intero 2022. Al momento il Decreto Carburanti è costato mezzo miliardo, e "solo" per 20 giorni di sconto.

Il rischio, quindi, è di un ulteriore indebitamento per lo Stato, soprattutto in un contesto finanziario ancora fragile, con il rapporto deficit/PIL poco sopra al 3% e le agenzie di rating attente a valutare la sostenibilità del sistema Italia.

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