Ex Bonus Renzi 2026: quando conviene rinunciare e come compilare il modulo senza errori

Benna Cicala Benna Cicala - 19/01/2026 07:45

Ex Bonus Renzi 2026: quando conviene rinunciare e come compilare il modulo senza errori

Il trattamento integrativo da 100 euro mensili, conosciuto come Ex Bonus Renzi, continua a essere riconosciuto anche nel 2026, ma solo a chi rientra in specifiche fasce di reddito. Una misura che, pur essendo utile per molti lavoratori, può trasformarsi in un problema quando il reddito complessivo non è facilmente prevedibile. Per questo cresce il numero di dipendenti che preferisce presentare la rinuncia preventiva, così da evitare restituzioni pesanti al momento del conguaglio.

Il tema è particolarmente attuale in un anno in cui straordinari, premi, cambi di contratto o più rapporti di lavoro possono modificare il reddito complessivo. Da qui nascono alcune domande fondamentali: come funziona l’Ex Bonus Renzi nel 2026? A chi conviene davvero rinunciare? E come si compila correttamente il modulo?

Scopriamolo insieme.

Prima però vi lasciamo al video YouTube di La Tua Pensione su cos'è l'Ex Bonus Renzi sulla pensione e come funziona nel 2026.

 

Come funziona l’Ex Bonus Renzi 2026 e perché la rinuncia può essere una scelta prudente

Il trattamento integrativo resta fissato a 100 euro al mese, per un totale di 1.200 euro annui. Viene riconosciuto automaticamente in busta paga, salvo rinuncia, e può essere recuperato in dichiarazione dei redditi se spettante. Tuttavia, non è destinato a tutti. Spetta solo a chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro, oppure fino a 28.000 euro quando le detrazioni superano l’imposta lorda.

Il problema nasce quando il reddito previsto a inizio anno non coincide con quello effettivo. Basta superare anche di poco le soglie per perdere il diritto al bonus e dover restituire l’intero importo ricevuto. La restituzione avviene in un’unica soluzione, direttamente in busta paga, con effetti immediati sullo stipendio.

Per questo molti lavoratori preferiscono rinunciare all’erogazione mensile e lasciare che sia il modello 730 a stabilire se il trattamento integrativo spetta davvero. Una scelta che offre maggiore sicurezza, soprattutto per chi ha redditi variabili o più rapporti di lavoro. Anche chi riceve premi occasionali o indennità non prevedibili può trovarsi in una situazione di incertezza che rende prudente la rinuncia.

La rinuncia non comporta alcuna penalizzazione. Se il bonus risulta spettante, verrà riconosciuto in un’unica soluzione con la dichiarazione dei redditi.

A chi conviene presentare la rinuncia all’Ex Bonus Renzi nel 2026

La rinuncia è particolarmente utile per tre categorie di lavoratori. La prima riguarda chi ha redditi inferiori a 8.174 euro, fascia in cui non c’è imposta sufficiente per beneficiare del trattamento integrativo. La seconda riguarda chi supera i 28.000 euro, per i quali il bonus non è previsto. La terza riguarda chi si colloca tra 15.000 e 28.000 euro, ma non ha la certezza che le detrazioni supereranno l’imposta lorda.

Molti dipendenti scelgono la rinuncia anche quando prevedono di percepire redditi aggiuntivi nel corso dell’anno, come collaborazioni occasionali o premi aziendali. Anche un incremento minimo può alterare il calcolo e far perdere il diritto al trattamento integrativo.

La rinuncia è consigliabile anche per chi ha più datori di lavoro contemporaneamente. Ogni datore di lavoro, infatti, calcola il bonus sulla base del solo rapporto in essere, senza conoscere gli altri redditi percepiti dal dipendente. Questo può portare a errori e a una restituzione finale di 1.200 euro.

Infine, la rinuncia può essere utile anche per chi preferisce ricevere l’importo in un’unica soluzione, trasformando i 100 euro mensili in un accredito annuale più consistente.

Come compilare il modulo di rinuncia e cosa indicare nel 2026

Il modulo di rinuncia è lo strumento con cui il lavoratore comunica al datore di lavoro la volontà di non ricevere il trattamento integrativo in busta paga. Va compilato in ogni sua parte, indicando i dati anagrafici, il rapporto di lavoro e la motivazione della rinuncia.

Le motivazioni possono essere diverse: previsione di reddito superiore a 28.000 euro, presenza di un altro datore di lavoro che già applica il beneficio, oppure incertezza sulle condizioni che determinano il diritto al trattamento integrativo. È possibile anche dichiarare eventuali redditi aggiuntivi previsti nel corso dell’anno, così che il datore di lavoro possa tenerne conto nel calcolo delle detrazioni.

Il modulo consente anche di richiedere l’applicazione del beneficio solo in sede di conguaglio. Una scelta intermedia che permette di evitare rischi durante l’anno, lasciando che sia la dichiarazione dei redditi a stabilire l’importo spettante.

Chi preferisce una gestione digitale può presentare la rinuncia anche tramite il servizio online dell’INPS dedicato al trattamento integrativo.

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